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Sicurezza, blitz della destra. Stop a patente e passaporto per i ragazzi con i coltelli

Sicurezza, blitz della destra. Stop a patente e passaporto per i ragazzi con i coltelli

Dopo i fatti di La Spezia, stretta della destra nel cdm di martedì: si punta sulle sanzioni amministrative. Parolin: “Più educazione, non repressione”

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ROMA – Per il Viminale il pacchetto-sicurezza è pronto per essere portato in Consiglio dei ministri. «Spero che entro la fine del mese possa essere approvato», dice il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Ma i tempi potrebbero essere assai più veloci e i due provvedimenti, un decreto legge e un disegno di legge per complessivi 65 articoli, potrebbero approdare a Palazzo Chigi già martedì pomeriggio, unica finestra possibile nell’agenda della premier Giorgia Meloni che sarà di ritorno domani dal viaggio in Asia e mercoledì dovrebbe ripartire per Davos. I ministri sono già stati preallertati. Sarebbe una risposta immediata da parte del governo all’emozione e al forte allarme sociale provocati dalla morte del diciottenne ucciso da un compagno con un coltello in una scuola di La Spezia e al nuovo accoltellamento di un ragazzo ieri a Sora.

Nelle prossime ore a Chigi si dovrà mettere a punto lo strumento. Decidere se, come spinge la Lega per bocca del sottosegretario all’Interno Nicola Molteni, far confluire nel decreto-legge (immediatamente esecutivo) le norme sulla prevenzione della violenza giovanile o se invece, fidando poi in una rapida approvazione in Parlamento, lasciarle nel disegno di legge. Dove, nel pacchetto-sicurezza preparato dal Viminale, sono state previste per una precisa strategia: puntare più sulle sanzioni amministrative (ritenute da Piantedosi efficaci perché immediatamente applicabili e dunque dal sicuro effetto dissuasivo per i ragazzi) che su quelle penali.

I coltelli innanzitutto. L’idea è che, più che al comunque previsto aumento della pena per chi porta in tasca un coltello, ai ragazzi faccia paura il rischio di vedersi sospendere la patente, il passaporto o il permesso di soggiorno (se si tratta di stranieri). Sono queste le sanzioni amministrative che, bypassando lo step giudiziario, potranno immediatamente essere applicate dai prefetti . In caso di minorenni sorpresi con lame di qualsiasi genere, saranno chiamati a risponderne, con una multa da 200 a 1.000 euro. i genitori o chi ne ha la responsabilità. Sanzioni amministrative fino a 3.000 euro anche per chi non rispetta il nuovo divieto di vendita ai minori (anche sul web) di qualsiasi genere di strumenti da punta e taglio. E arresto facoltativo in flagranza o misura cautelare per i minori che verranno trovati in possesso di coltelli, con pena aumentata se sorpresi vicino a giardini pubblici, scuole, stazioni, metropolitane. In più, la possibilità, questa volta affidata al questore, di ammonire ragazzini anche di soli 12 anni non solo per il porto di coltelli ma anche per atti persecutori o di cyberbullismo.

«Sulla violenza giovanile occorre sollecitare anche il senso di responsabilità. Con il provvedimento che abbiamo messo in campo questo c’è», dice Matteo Piantedosi.

La Lega, che se ne attribuisce la paternità, insiste: «Il pacchetto sicurezza è urgente, è necessario venga approvato al più presto». C’è ancora qualcosa da affinare nelle misure messe a punto dal Viminale, soprattutto nel raccordo con gli altri ministeri interessati, a cominciare dalla Giustizia, ma il centrodestra ha già trovato la quadra e ora spera che le opposizioni convergano su un provvedimento ritenuto urgente.

«Non è facendo decreti o mostrando la faccia feroce o repressiva che si affronta un problema difficilissimo. Servono politiche di prevenzione e deterrenza», la posizione del Pd espressa dal presidente dei senatori Francesco Boccia. Drastico il leader del M5S Giuseppe Conte: «Questo è un governo legge e ordine, hanno fatto un decreto sicurezza per prenderci tutti in giro. Ora faranno un “decretino” sulle armi da taglio, ma sono stati bravissimi ad alimentare le paure e non hanno nessuna risposta. La politica così è una presa in giro».

Un appello a non pensare solo a misure repressive arriva dal cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato Vaticano: «Più valori, più educazione, aiutare questi ragazzi a riflettere. Ci vogliono evidentemente anche delle misure di sicurezza, non lo neghiamo, ma non sono sufficienti».

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