Mattarella: “Toghe indipendenti siano esenti da pressioni esterne”
di Concetto VecchioIl presidente della Repubblica Sergio Mattarella con i magistrati ordinari in tirocinio
I 354 magistrati tirocinanti azionano i loro smartphone quando il presidente della Repubblica Sergio Mattarella inizia il suo discorso al Quirinale. «Agenti della Costituzione», li chiama. Sono giovanissimi, in larga parte donne, nominati con il decreto ministeriale del 4 aprile 2025. E quella a cui assistono è quasi una lezione di diritto costituzionale. «Le garanzie di autonomia e indipendenza della magistratura sono indiscutibili», ricorda Mattarella. Un richiamo all’autonomia, ma anche all’imparzialità: «Le decisioni siano adottate secondo diritto e non in base a ragioni esterne dovute a condizionamenti, pregiudizi, influenze o per il timore di ritorsioni o critiche: per rendere effettiva tale indipendenza la Costituzione ha scelto il modello del governo autonomo della magistratura».
La cerimonia cade in un momento delicatissimo, a due mesi dal referendum sulla separazione delle carriere voluto dal centrodestra. In prima fila ci sono il ministro della giustizia Carlo Nordio, il vi…
I 354 magistrati tirocinanti azionano i loro smartphone quando il presidente della Repubblica Sergio Mattarella inizia il suo discorso al Quirinale. «Agenti della Costituzione», li chiama. Sono giovanissimi, in larga parte donne, nominati con il decreto ministeriale del 4 aprile 2025. E quella a cui assistono è quasi una lezione di diritto costituzionale. «Le garanzie di autonomia e indipendenza della magistratura sono indiscutibili», ricorda Mattarella. Un richiamo all’autonomia, ma anche all’imparzialità: «Le decisioni siano adottate secondo diritto e non in base a ragioni esterne dovute a condizionamenti, pregiudizi, influenze o per il timore di ritorsioni o critiche: per rendere effettiva tale indipendenza la Costituzione ha scelto il modello del governo autonomo della magistratura».
La cerimonia cade in un momento delicatissimo, a due mesi dal referendum sulla separazione delle carriere voluto dal centrodestra. In prima fila ci sono il ministro della giustizia Carlo Nordio, il vice del Csm Fabio Pinelli, che cita l’articolo 101 della Costituzione che prevede la sottoposizione del giudice alla sola legge. Non vi è, nell’intervento del Capo dello Stato alcun riferimento al voto del 22-23 marzo. Nessuno sa come voterà, chi ha provato a tirarlo per la giacchetta, riesumando vecchissimi pronunciamenti parlamentari, è stato smentito. Davanti ai magistrati ordinari in tirocinio ribadisce i fondamentali di uno stato di diritto: «Siamo una democrazia liberale basata sulla separazione tra i poteri. Essa persegue, infatti, il duplice obiettivo di bilanciare i poteri dello Stato e di garantire i diritti inviolabili e le libertà fondamentali di ciascuno».
I magistrati sono autonomi, ma le loro decisioni «non sono verità assolute», poiché «sottoposte a verifiche e controlli - come richiesto dalla Costituzione per qualunque attività istituzionale - così da assicurarne la conformità all’ordinamento». Ciascun potere controlla l’altro. Così funziona in democrazia. Ai magistrati ricorda che si cimenteranno con «un’attività complessa che richiede maturità, profonda conoscenza delle fonti giuridiche e assoluta imparzialità nell’interpretazione». Ma cosa intende con agenti della Costituzione? «Attori nella difesa della legalità e della giustizia, presidio dei diritti di ogni persona». Li invita all’umiltà. Al «rifiuto di ogni forma di presunzione». Ma aggiunge che si tratta di «doti che in ogni ambito e in ogni tempo è sempre stato più facile elogiare piuttosto che praticare». Anche la selezione che hanno dovuto superare è una garanzia di indipendenza. Sono lì dopo aver vinto «un concorso particolarmente impegnativo perché in tal modo si cerca di contribuire a garantire al meglio la professionalità necessaria ad assicurare l’autonomia e l’indipendenza dell’ordine giudiziario». Questo elogio del concorso va sottolineato. Si potrebbe sottolineare che è in antitesi concettuale al sorteggio dei membri del Consiglio superiore della magistratura previsto dalla riforma.
Come già altre volte Mattarella ha sottolineato che un giudice non solo dev’essere imparziale, ma apparire anche tale. «È un attività complessa che richiede maturità, profonda conoscenza delle fonti giuridiche e assoluta imparzialità nell’interpretazione». La magistratura è parte della società. «Anche investendo la Corte hanno spesso promosso l’attuazione di valori costituzionali con il riconoscimento di diritti per rispondere alle domande di giustizia da parte dei cittadini, talvolta stimolandone l’attività del legislatore a fronte di istanze nuove».