Gozi: “Meloni con gli Usa ha fallito ma ancora si illude”
di Giovanna VitaleSostiene Sandro Gozi, già sottosegretario con Renzi e Gentiloni, eurodeputato di Renew: «È ora che Meloni segua l’esempio di Macron e prenda le distanze da Trump, rinunciando al ruolo di pontiera che si è auto- assegnato ma è fallito».
Non serve qualcuno che faccia ragionare Trump?
«I leader europei le hanno provate tutte: adularlo, blandirlo, assecondarlo. Credo sia venuto il tempo di prendere atto che non ha funzionato. Macron l’ha detto pure a Davos: “Stiamo scivolando verso un mondo senza legge, dove solo la legge del più forte sembra contare”. Meloni invece si illude ancora di poter stare in mezzo all’Atlantico a mediare tra gli europei e Trump. Finendo per fare il suo gioco».
Quale gioco?
«Trump mira a dividere l’Europa. Ad annientarci sotto il profilo commerciale, economico, della sicurezza. Perciò bisogna reagire: difendere i nostri interessi nazionali ed europei. Più i 27 vanno in ordine sparso, cedendo al vassallaggio Usa e trattando in solitaria come ha fatto la premier…
Sostiene Sandro Gozi, già sottosegretario con Renzi e Gentiloni, eurodeputato di Renew: «È ora che Meloni segua l’esempio di Macron e prenda le distanze da Trump, rinunciando al ruolo di pontiera che si è auto- assegnato ma è fallito».
Non serve qualcuno che faccia ragionare Trump?
«I leader europei le hanno provate tutte: adularlo, blandirlo, assecondarlo. Credo sia venuto il tempo di prendere atto che non ha funzionato. Macron l’ha detto pure a Davos: “Stiamo scivolando verso un mondo senza legge, dove solo la legge del più forte sembra contare”. Meloni invece si illude ancora di poter stare in mezzo all’Atlantico a mediare tra gli europei e Trump. Finendo per fare il suo gioco».
Quale gioco?
«Trump mira a dividere l’Europa. Ad annientarci sotto il profilo commerciale, economico, della sicurezza. Perciò bisogna reagire: difendere i nostri interessi nazionali ed europei. Più i 27 vanno in ordine sparso, cedendo al vassallaggio Usa e trattando in solitaria come ha fatto la premier italiana, peggio sarà per tutti i Paesi Ue. Da soli contiamo poco, uniti siamo una potenza. D’altra parte, chi ha usato la forza ha strappato accordi più favorevoli del nostro, vedi Cina o Brasile».
Però anche Macron ha scambiato sms con Trump.
«A parte la scorrettezza di pubblicarli, Macron da presidente di turno del G7 gli aveva solo proposto di organizzare il summit a Parigi, subito dopo Davos, per parlare di una serie di temi, dalla Siria all’Iran, alla Groenlandia».
Lei dice che l’Europa è una potenza, sicuro abbia la forza di combattere alla pari con gli Usa?
«Quando parliamo di commercio, di mercato, perfino di digitale all’Europa non mancano i mezzi per la sua ambizione. Contro i nuovi dazi potremmo utilizzare il meccanismo anticoercizione, sebbene sia un paradosso: era stato pensato per rispondere alla Cina, non contro uno storico alleato. Oppure applicare le leggi che già abbiamo per sanzionare e imporre l’obbligo di moderazione alle Big Tech americane. Gli strumenti ci sono, è ora di usarli».
Trump liquida Macron come “leader in scadenza” ed elogia Meloni. Perciò si è incattivito?
«Macron scade nella primavera 2027, come Meloni. La differenza è che lui non può ricandidarsi e lei sì. Ed è chiaro perché Trump la preferisce: il suo obiettivo è indebolire la Ue e per farlo ha individuato le forze dell’estrema destra come alleati».
Per l’Italia l’abbraccio della Casa Bianca è mortale?
«Per l’Italia e per l’Europa. È il motivo per cui Meloni dovrebbe lavorare di più per rafforzarla, partecipare alla coalizione dei volenterosi, non stare con un piede dentro e uno fuori su tutto: dazi, Ucraina, area artica. Entrare nel gruppo di testa dell’Ue: non perché vogliamo l’escalation, ma per evitare che Trump ci schiacci completamente».