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Guerini: “Mistificazione per indebolire l’alleanza, l’Europa sia più decisa”

(ansa)

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Il presidente del Copasir: “Con l’attacco scomposto alle truppe Nato la Casa Bianca stavolta ha esagerato”
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«Parole inaccettabili». Lorenzo Guerini, ministro della Difesa nei governi Conte2 e Draghi, non ha dubbi: «Con quell’attacco scomposto alle truppe Nato in Afghanistan Trump ha esagerato». Stupito, il presidente del Copasir, per «le continue esternazioni, spesso offensive, che minano i rapporti con gli alleati europei e le istituzioni internazionali».

È un oltraggio al sacrificio delle centinaia di militari, anche italiani, uccisi per perseguire la pace?

«I caduti in Afghanistan, fra cui 53 italiani oltre a circa 700 feriti, meritano rispetto e riconoscenza. E le loro famiglie grande solidarietà per il dolore patito. Fra l’altro, quello è stato l’unico momento in cui si è applicato l’art.5 della Nato: non dimentichiamo che gli europei intervennero a sostegno degli Usa dopo l’attentato alle Torri gemelle».

Trump sta riscrivendo la storia americana e delle relazioni transatlantiche?

«Mi pare evidente. Ma la sua è una mistificazione facile da smascherare, visto che sostiene cose totalment…

«Parole inaccettabili». Lorenzo Guerini, ministro della Difesa nei governi Conte2 e Draghi, non ha dubbi: «Con quell’attacco scomposto alle truppe Nato in Afghanistan Trump ha esagerato». Stupito, il presidente del Copasir, per «le continue esternazioni, spesso offensive, che minano i rapporti con gli alleati europei e le istituzioni internazionali».

È un oltraggio al sacrificio delle centinaia di militari, anche italiani, uccisi per perseguire la pace?

«I caduti in Afghanistan, fra cui 53 italiani oltre a circa 700 feriti, meritano rispetto e riconoscenza. E le loro famiglie grande solidarietà per il dolore patito. Fra l’altro, quello è stato l’unico momento in cui si è applicato l’art.5 della Nato: non dimentichiamo che gli europei intervennero a sostegno degli Usa dopo l’attentato alle Torri gemelle».

Trump sta riscrivendo la storia americana e delle relazioni transatlantiche?

«Mi pare evidente. Ma la sua è una mistificazione facile da smascherare, visto che sostiene cose totalmente diverse da quelle che i segretari alla Difesa americani mi hanno a più riprese manifestato quando ho avuto l’onore di servire il Paese come ministro: le loro attestazioni sono sempre state di apprezzamento e gratitudine per i soldati italiani».

È un pretesto per indebolire la Nato al fine di sbarazzarsene?

«Che nutra una certa insofferenza per gli organismi multilaterali è sotto gli occhi di tutti. E tali espressioni così superficiali non fanno che confermarlo: rischiano infatti di mandare un messaggio di debolezza dell’alleanza atlantica di cui non abbiamo certo bisogno in questa fase di forti tensioni nelle relazioni internazionali. A cui io guardo con angoscia perché sono stati proprio i buoni rapporti tra Europa e Usa a preservare per ottant’anni la pace e la stabilità dell’intero Occidente. Perciò credo ci debba essere, come già c’è stato da parte di molti Paesi, grande determinazione nel respingere questi attacchi per riannodare i fili di un lavoro comune che è fondamentale per la nostra architettura di difesa condivisa, altrimenti più fragile senza le garanzie offerte dalla Nato».

Quindi sbaglia Meloni ad assecondare le intemerate del tycoon contro gli europei?

«Credo sia interesse di tutti lavorare per ristabilire una relazione positiva fra Europa e Stati Uniti profondamente danneggiata nel primo anno di amministrazione Trump. Ma può avvenire solo se i Paesi europei sapranno assumere insieme una posizione ferma».

Perciò, al contrario della premier, lei non gli darebbe il Nobel?

«Rispondo con una battuta: il Nobel per fortuna viene deciso a Oslo».

Vuol replicare anche a Crosetto che parla di polemica inutile?

«Apprezzo le parole del ministro in difesa dei militari italiani impegnati nelle missioni all’estero, ma non sono d’accordo nel definire polemiche strumentali le reazioni all’uscita di Trump che poi anche la premier ha deplorato e hanno fra l’altro suscitato indignazione in tutti i Paesi che hanno contato i morti in Afghanistan».

Da Roma persino il cauto Merz ha detto che la reazione sarà durissima in caso di nuovi dazi. Condivide?

«Assolutamente. Di fronte a un’escalation sulle tariffe l’Europa deve rispondere con altrettanta severità a difesa dei suoi interessi. Forse solo così riusciremo, come mi auguro, a ritrovare le ragioni di una collaborazione strategica con gli Usa che è necessaria in presenza di un quadro internazionale pieno di tensioni e minacce che vanno fronteggiate insieme».

Lo ha capito anche Bardella, capo dei lepenisti, che ha ferocemente criticato Trump a Bruxelles. Perché Meloni non riesce a fare lo stesso?

«Bardella ha usato toni addirittura più aspri di Macron sulla minaccia di nuovi dazi. Il segno che i partiti di destra, compresi quelli italiani, sono a un bivio: scegliere tra un’agenda sovranista schiacciata sulle posizioni di Trump, che è contro gli interessi dei nostri popoli, o rendere più forte l’Ue che invece li tutela e li promuove. Ci arriveranno tutti, prima o poi, a capire che c’è bisogno di un’Europa più forte, non più debole, “che fa meno cose”, come ha detto Meloni in Parlamento».

Groenlandia: lasciamo fare alla Casa Bianca o la difendiamo?

«Se il tema è che in Groenlandia si gioca un pezzo della sicurezza mondiale penso sia possibile immaginare un’iniziativa della Nato per garantirla. Cooperando per rispondere alle preoccupazioni della Casa Bianca. Se queste invece nascondessero la volontà di un pieno controllo dell’intero emisfero occidentale, allora la situazione sarebbe più complicata. Per questo valuto positivamente l’azione dei volenterosi: mette un limite a possibili atti unilaterali degli Usa con l’affermazione della coesione europea e il rilancio di una soluzione condivisa in ambito Nato».

L’Italia si tirerà indietro come ha già fatto sui militari nell’Artico?

«Io penso sia un errore andare in ordine sparso, serve un’unità di intenti dell’Europa a cui l’Italia non deve sottrarsi».

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