Perego: “L’Ue agisca”. Piantedosi accomuna sbarchi e baby gang
di Alessandra ZinitiIl ministro dell’Interno Matteo Piantedosi
Milletrecentotrentotto, segna il cruscotto del Viminale aggiornato al 23 gennaio. «Siamo alla metà degli arrivi che registrammo l’anno scorso che pure erano al meno 60% rispetto al periodo critico dei due anni precedenti», dice intervenendo al meeting della Lega a Rivisondoli il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Giudizio un po’ troppo entusiastico visto che, in realtà, alla stessa data del 2025 gli arrivi erano stati 1.610 ( dunque saremmo a un meno 18 % e non alla metà). Anche perché se i 380 dispersi di questi giorni fossero invece arrivati a Lampedusa, il trend degli sbarchi sarebbe addirittura in aumento, sia rispetto al 2025 che al 2024.
«Ridurre gli arrivi - dice il capogruppo di Avs alla Camera Marco Grimaldi - non è un merito se il prezzo da pagare è la disumanità e l’abbandono dei diritti umani. Il governo trasforma il Mediterraneo in un cimitero e chiama questo “successo”». E sui morti e dispersi nel Mediterraneo forte arriva la denuncia di monsignor Giancarlo Perego,…
Milletrecentotrentotto, segna il cruscotto del Viminale aggiornato al 23 gennaio. «Siamo alla metà degli arrivi che registrammo l’anno scorso che pure erano al meno 60% rispetto al periodo critico dei due anni precedenti», dice intervenendo al meeting della Lega a Rivisondoli il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Giudizio un po’ troppo entusiastico visto che, in realtà, alla stessa data del 2025 gli arrivi erano stati 1.610 ( dunque saremmo a un meno 18 % e non alla metà). Anche perché se i 380 dispersi di questi giorni fossero invece arrivati a Lampedusa, il trend degli sbarchi sarebbe addirittura in aumento, sia rispetto al 2025 che al 2024.
«Ridurre gli arrivi - dice il capogruppo di Avs alla Camera Marco Grimaldi - non è un merito se il prezzo da pagare è la disumanità e l’abbandono dei diritti umani. Il governo trasforma il Mediterraneo in un cimitero e chiama questo “successo”». E sui morti e dispersi nel Mediterraneo forte arriva la denuncia di monsignor Giancarlo Perego, presidente della Commissione Cei che si occupa di immigrazione e della fondazione Migrantes: «Ancora vittime: 50, di una imbarcazione partita dalla Tunisia. Dopo l’accordo con il governo di Bengasi le partenze dei migranti scelgono le coste tunisine. Ancora morti nel disinteresse dell’Europa. Quando l’Europa risponderà all’appello di Papa Francesco nella sua visita a Lampedusa e rinnoverà un’operazione condivisa di tutti i 27 Stati nel soccorso in mare?».
Ma davanti alla platea leghista, che acclemerebbe volentieri il ritorno di Matteo Salvini al Viminale, Piantedosi tira un bilancio in positivo: «I numeri parlano chiaro. Stiamo mettendo in campo iniziative molto forti per ottenere una significativa ulteriore diminuzione degli arrivi. Ci confrontiamo spesso informalmente con Salvini, anche se lui adesso ha un dossier ministeriale diverso». Il ministro dell’Interno attacca il centrosinistra e traccia una linea precisa di causa-effetto che lega i flussi migratori e i problemi di sicurezza nelle città. «C’è un legame tra immigrazione e baby gang - dice - ma le seconde generazioni di oggi sono i figli di quei 181 mila che arrivarono 10 anni fa nella totale mancanza di considerazione di chi era all’epoca al governo e adesso ci fa la morale sulla sicurezza nelle città».
Dopo aver «chiuso la falla» degli arrivi, Piantedosi rilancia dunque le misure del pacchetto sicurezza sui coltelli e con il ritorno della possibilità di negare l’ingresso in acque territoriali alle navi che potrebbero essere un rischio per la sicurezza pubblica, come quelle umanitarie con a bordo migranti. Esattamente come avvenne con Salvini al Viminale.
Il pacchetto-sicurezza - dice Piantedosi - sarà pronto per il Consiglio dei ministri la prima settimana di febbraio e conterrà il cosiddetto scudo penale che impedirà l’iscrizione automatica nel registro degli indagati degli agenti che usano le armi durante il servizio. «Va ripristinato un senso di autorità e di presunzione di liceità delle forze di polizia», dice il ministro. Mentre Salvini invoca «più mani libere per gli agenti per difendere la nostra sicurezza»