Dialogo Delrio-destra sull’antisemitismo. Di Segni: più sanzioni
di Giovanna VitaleNoemi Di Segni, presidente Ucei, Maurizio Gasparri di Forza Italia e Graziano Delrio Pd
(ansa)ROMA – Fare presto e bene, insieme. Va dritto Graziano Delrio. Ospite del convegno sull’antisemitismo promosso — alla vigilia della giornata della Memoria — dal forzista Maurizio Gasparri nella sala Zuccari del Senato, l’ex ministro renziano sfida tutto e tutti: le polemiche interne al Pd che di fatto lo ha isolato, sconfessando il disegno di legge da lui presentato per dare una stretta ai fenomeni sempre più diffusi di violenza contro gli ebrei, ma anche gli attacchi della destra, lestissima a speculare sulle divisioni interne al suo partito.
Quasi due ore di dibatto moderato da David Parenzo alla presenza dei vertici della comunità ebraica, che subito si trasformano in una prova generale di dialogo fra maggioranza e opposizione per arrivare, nell’arco di qualche settimana, a un testo bipartisan. Che tuttavia la presidente dell’Ucei vorrebbe più duro: a Noemi Di Segni non bastano le sanzioni già previste in un paio di ddl (in tutto sette) depositati in Senato, per lei andrebbero puni…
ROMA – Fare presto e bene, insieme. Va dritto Graziano Delrio. Ospite del convegno sull’antisemitismo promosso — alla vigilia della giornata della Memoria — dal forzista Maurizio Gasparri nella sala Zuccari del Senato, l’ex ministro renziano sfida tutto e tutti: le polemiche interne al Pd che di fatto lo ha isolato, sconfessando il disegno di legge da lui presentato per dare una stretta ai fenomeni sempre più diffusi di violenza contro gli ebrei, ma anche gli attacchi della destra, lestissima a speculare sulle divisioni interne al suo partito.
Quasi due ore di dibatto moderato da David Parenzo alla presenza dei vertici della comunità ebraica, che subito si trasformano in una prova generale di dialogo fra maggioranza e opposizione per arrivare, nell’arco di qualche settimana, a un testo bipartisan. Che tuttavia la presidente dell’Ucei vorrebbe più duro: a Noemi Di Segni non bastano le sanzioni già previste in un paio di ddl (in tutto sette) depositati in Senato, per lei andrebbero puniti anche gli «atti nostalgici», a iniziare dal saluto romano. Una proposta accolta dal gelo della platea.
Lo sanno tutti che le sanzioni sono un punto controverso, forse il principale ostacolo a un’intesa con la minoranza. Ci si dovrà probabilmente rinunciare pur di centrare la meta in tempi brevi. «Pronto a discutere le modifiche, ci metterei la firma per portare il testo in aula a marzo», accelera Gasparri, declinando le tappe dell’iter parlamentare. Oggi «sarà adottato il testo base, quelli di Romeo e Scalfarotto, che sono sovrapponibili; il 5 febbraio si termina la discussione generale e il 10 scadono gli emendamenti». Dopodiché ogni giorno è buono per il via libera in prima lettura a Palazzo Madama. Parole apprezzate da Delrio, che invita a lavorare assieme «anche di notte» per chiudere la partita. Che però dovrà concentrarsi esclusivamente sull’antisemitismo, concordano entrambi: «Quella più generica sui discorsi d’odio», presentata dal gruppo del Pd ma non sottoscritta dall’ala riformista, «la potremo affrontare dal giorno dopo», precisa il presidente dei senatori azzurri.
«L’unicità della Shoah non va banalizzata, non è comparabile con nessun’altra cosa», fa eco il collega dem. «Lavoriamoci, sono solo cinque articoli», incalza, «dobbiamo dare un segnale, il Parlamento deve farsi sentire sulle discriminazioni antisemite, mostrarsi all’altezza di un’Europa che è nata anche sulle ceneri di quella tragedia». Il sondaggio illustrato da Alessandra Ghisleri parla chiaro: quasi metà degli italiani pensano che l’ostilità verso gli ebrei sia in aumento. Fotografia di «un clima pericoloso, il risorgere dell’antisemitismo è sotto gli occhi di tutti», avverte la ministra Eugenia Roccella, intervenuta a sorpresa per dare man forte: «Io spero in un accordo trasversale, la definizione dell’Ihra», l’International Holocaust Remembrance Alliance che ha specificato quali siano le condotte da sanzionare, «la usiamo da tempo, è stata adottata da 53 paesi e molti organismi internazionali». Esattamente la definizione su cui si è accapigliato il Pd: fatta propria da Delrio, espunta dal testo ufficiale del Pd.
Per questo l’ex ministro dem va ringraziato, dice Victor Fadloun, presidente della comunità ebraica romana: «Ha scelto una posizione netta e coerente con i valori liberali e democratici. L’antisemitismo colpisce gli ebrei in quanto ebrei, va definito per poterlo combattere, ogni ambiguità è un tradimento della memoria». Ancor più esplicita la presidente dell’Unione comunità ebraiche italiane: «Sottoscrivo in pieno Delrio. La sfida è ora, non domani. È urgente dare risposte a questo fenomeno. E chi non se ne rende conto è parte del problema». Da affrontare, però, ad ampio spettro: «Il saluto romano, insieme a tutte le azioni che offendono la memoria, per noi devono diventare un comportamento, un atto sanzionato penalmente», scandisce Di Segni. «Davanti al Viminale c’è un’enoteca che espone bottiglie con le effigi di Mussolini e Hitler. È normale? Queste forme di nostalgia sono un’offesa». Da punire.
Ma non sarà facile aggiungere altra carne al fuoco. Già fare sintesi quel che c’è rischia di rivelarsi più arduo del previsto.