«Non è che aspettiamo Godot», dice l’ex ministro Maurizio Lupi, presidente di Noi moderati, a proposito dell’ultimo tormentone a destra, l’ingresso, vero o presunto che sia, di Carlo Calenda in maggioranza, vista sulle Politiche del ‘27.
Tajani dice: mai dire mai. Sembra un’apertura, non è una suggestione da retroscenisti.
«In politica sfogliare la margherita non è mai una buona scelta. Azione è una forza di opposizione, come Carlo ha ribadito anche l’altro ieri, e resta in maggioranza a Milano con il Pd. La sua collocazione mi sembra chiara. Poi si può dialogare su alcuni temi, dall’Ucraina al Mercosur, alla riforma sulla giustizia. In economia già vedo alcune differenze: noi siamo per un’economia sociale di mercato, lui è un liberista. Dopodiché è opportuno provare a rafforzare il centro del…
«Non è che aspettiamo Godot», dice l’ex ministro Maurizio Lupi, presidente di Noi moderati, a proposito dell’ultimo tormentone a destra, l’ingresso, vero o presunto che sia, di Carlo Calenda in maggioranza, vista sulle Politiche del ‘27.
Tajani dice: mai dire mai. Sembra un’apertura, non è una suggestione da retroscenisti.
«In politica sfogliare la margherita non è mai una buona scelta. Azione è una forza di opposizione, come Carlo ha ribadito anche l’altro ieri, e resta in maggioranza a Milano con il Pd. La sua collocazione mi sembra chiara. Poi si può dialogare su alcuni temi, dall’Ucraina al Mercosur, alla riforma sulla giustizia. In economia già vedo alcune differenze: noi siamo per un’economia sociale di mercato, lui è un liberista. Dopodiché è opportuno provare a rafforzare il centro del centrodestra, ma serve chiarezza con i nostri elettori. E Noi Moderati già si pone da due anni questo obiettivo. Calenda mi sembra che creda ancora in un terzo polo, in un’alternativa di centro ai due blocchi. Ma già le Politiche del 2022 hanno dimostrato che viviamo in un sistema bipolare».
Il capo di Azione poi critica ferocemente un vostro alleato, Matteo Salvini, dice che va a spasso con i cocainomani come Tommy Robinson.
«Ecco, il centrodestra ha sempre incluso la Lega, non si possono certo mettere veti da fuori. Un conto è il dialogo, che deve esserci, altro discorso sono le alleanze».
Un primo test possono essere le elezioni comunali a Milano e Roma?
«Di sicuro per riconquistare Milano bisogna avere capacità di allargare la coalizione a forze di centro e riformiste. Ma è prematuro parlare di sigle: ora dobbiamo discutere del futuro della città. Se abbiamo perso a Milano in tante elezioni non è solo colpa degli altri. Serve un progetto credibile. Calenda peraltro ha rilanciato un candidato come Mario Calabresi, che è espressione del centrosinistra, non mi sembra voglia schierarsi con noi. Insomma, bene se Tajani crede che Calenda possa entrare nel centrodestra, le porte sono aperte, ma non mi sembra che ci siano le condizioni».
E invece, Lupi, la sua di candidatura a sindaco di Milano è ancora in campo?
«Noi moderati abbiamo lanciato una campagna di ascolto, dobbiamo lavorare velocemente per elaborare un programma, poi si sceglierà un candidato. Continuiamo a dire che non deve essere per forza un civico, sarebbe la resa della politica. Serve una personalità forte. Non è una questione personale».
A proposito di Milano, che effetto le fa l’idea di agenti dell’Ice in città per le olimpiadi?
«Mi sembra una grande stupidata. La sicurezza nel nostro Paese è garantita dalle nostre forze dell’ordine. Poi certo, ci può essere un coordinamento con le istituzioni altri paesi e i loro apparati. Ma non c’è bisogno di sceriffi, sarà garantita la tutela per tutti per le tante autorità in arrivo».
Afghanistan, Minnesota, Groenlandia. Il sogno di un rapporto speciale del governo con Trump pare svanito.
«Io ho sempre detto che i metodi di Trump non appartengono alla mia cultura politica. Non bisogna mai confondere i piani: dobbiamo essere fermi e dialoganti. Fermi, nel senso che se un alleato pronuncia parole inaccettabili, gli si dice che sta sbagliando. Ma quello euro-atlantico è l’asse fondante della nostra storia, serve per affrontare le grandi sfide del futuro. Rincorrere Trump è un errore, bisogna rafforzare l’Europa».
Vannacci attacca i provvedimenti del governo e organizza sit in contro. È ancora compatibile con il centrodestra?
«Non condivido minimamente le posizioni di Vannacci, ma è un problema che appartiene alla Lega, Salvini lo sta affrontando. Quello che conta è il lavoro che stiamo facendo al governo, di cui la Lega è parte integrante. Poi se Vannacci farà un suo partito, è il bello della democrazia».