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Paola Amadei, il caso Sala e ora le tensioni sui Pasdaran: chi è l’ambasciatrice italiana in Iran

Paola Amadei, ambasciatrice italiana in Iran Ministero degli Esteri, Roma, 20 dicembre 2019. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI 

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Esperta di Medio Oriente, è la prima donna a guidare l'ambasciata italiana nella Repubblica islamica
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Paola Amadei, prima donna a guidare l'ambasciata di Italia nella Repubblica islamica, torna al centro delle cronache perché è stata convocata dal governo di Teheran dopo la decisione italiana di avallare l’iscrizione dei Pasdaran, il corpo delle Guardie della rivoluzione, nella lista delle organizzazioni terroristiche. Una scelta maturata dopo la dura repressione delle proteste delle scorse settimane.

Amadei è stata già al centro del complicato caso di Cecilia Sala: arrestata senza accuse specifiche, la giornalista era stata prelevata in albergo e rinchiusa in una cella di isolamento del carcere di Evin, strumento di repressione dei dissidenti.

Proprio il caso Sala le valse la promozione ad ambasciatrice (fino a quel momento Amadei era ambas…

Paola Amadei, prima donna a guidare l'ambasciata di Italia nella Repubblica islamica, torna al centro delle cronache perché è stata convocata dal governo di Teheran dopo la decisione italiana di avallare l’iscrizione dei Pasdaran, il corpo delle Guardie della rivoluzione, nella lista delle organizzazioni terroristiche. Una scelta maturata dopo la dura repressione delle proteste delle scorse settimane.

Amadei è stata già al centro del complicato caso di Cecilia Sala: arrestata senza accuse specifiche, la giornalista era stata prelevata in albergo e rinchiusa in una cella di isolamento del carcere di Evin, strumento di repressione dei dissidenti.

Proprio il caso Sala le valse la promozione ad ambasciatrice (fino a quel momento Amadei era ambasciatrice solo di funzione, ma ricopriva l'incarico senza il grado). Tajani disse: "Ha lavorato intensamente in questi giorni", spiegava un anno fa il ministro degli esteri. "È andata a trovare Cecilia in carcere, le ha fatto avere beni di prima necessità”.

Romana, classe 1964, Amadei inizia la carriera diplomatica nel 1992, dopo il master in Alti studi europei al Collegio d’Europa di Bruges. Da lì, si snoda un lungo percorso tra i continenti. Il primo incarico, nel 1996, è a Singapore, dove diventa capo dell'ufficio commerciale dell'ambasciata italiana.

Dal 2000, per dodici anni, si occupa di Europa, a vario titolo: quattro anni a Bruxelles per svolgere la funzione di primo segretario alla rappresentanza permanente d'Italia presso l'Unione europea, tre a Roma nella direzione generale per l’integrazione europea, altri quattro anni di nuovo nella capitale belga come coordinatrice della politica commerciale e delle relazioni transatlantiche, sempre per la rappresentanza italiana in Ue. Segue da lì i negoziati per gli accordi di libero scambio tra la comunità europea e gli Stati Uniti, il Canada, il Giappone, l’India, la Corea e il Mercosur.

Il primo incarico mediorientale nel 2012 la vede ambasciatrice in Oman, Paese alleato con l'Occidente e contemporaneamente vicino all'Iran, con il quale è legato da stretti rapporti bilaterali. Torna a Roma nel 2017 per una nomina politica: durante il governo Gentiloni è consigliere diplomatico dell'allora ministro dell'Interno Marco Minniti.

Tre anni dopo, nel mezzo della pandemia, viene trasferita a Manama, ambasciatrice italiana nel Bahrein. Alla guida dell'ambasciata di Teheran arriva a marzo 2024.

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