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L’allarme di Segre: “L’odio contro gli ebrei è riesploso con Gaza”

LILIANA SEGRE POLITICA 

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L’intervento al Colle della senatrice a vita: “Le sofferenze di tanti innocenti” e “l’accusa di colpa collettiva”
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Le domande degli studenti, l’abbraccio commosso con gli altri sopravvissuti Sami Modiano ed Edith Bruck, la speranza di «un’ampia convergenza» sulla legge contro l’antisemitismo e un’attenta analisi sull’oggi affinché il conflitto a Gaza non venga usato contro il giorno della Memoria. Liliana Segre porta di nuovo, nel salone dei Corazzieri del Quirinale prima e in aula al Senato dopo, la sua potente testimonianza. Questa volta sono le ragazze e i ragazzi delle scuole, tornati da un viaggio della memoria ad Auschwitz, a “intervistare” la senatrice a vita, che porta le cicatrici di quel campo di sterminio.

Le viene chiesto di tracciare un bilancio da quando nel 2000 è stato istituito il giorno della Memoria ad oggi, se le manchi non andare più nelle scuole a portare la sua testimonianza e sopra…

Le domande degli studenti, l’abbraccio commosso con gli altri sopravvissuti Sami Modiano ed Edith Bruck, la speranza di «un’ampia convergenza» sulla legge contro l’antisemitismo e un’attenta analisi sull’oggi affinché il conflitto a Gaza non venga usato contro il giorno della Memoria. Liliana Segre porta di nuovo, nel salone dei Corazzieri del Quirinale prima e in aula al Senato dopo, la sua potente testimonianza. Questa volta sono le ragazze e i ragazzi delle scuole, tornati da un viaggio della memoria ad Auschwitz, a “intervistare” la senatrice a vita, che porta le cicatrici di quel campo di sterminio.

Le viene chiesto di tracciare un bilancio da quando nel 2000 è stato istituito il giorno della Memoria ad oggi, se le manchi non andare più nelle scuole a portare la sua testimonianza e soprattutto una riflessione sul mondo di oggi sempre più caratterizzato da guerre e corse agli armamenti. Il bilancio, per Segre, è «fatto di luci e ombre». Le luci sono quelle di una conquista culturale che non era affatto scontata soprattutto a scuola «dove prima spesso non si arrivava nemmeno a studiare la seconda guerra mondiale». Ma accanto a questo risultato, Segre non nasconde il rischio di una commemorazione svuotata di senso data dalla «ritualità e ripetitività» di certi eventi, e invita quindi a fare «poche iniziative di qualità e davvero sentite, evitando i riti e gli atti dovuti». La senatrice a vita rivendica il valore della memoria come strumento per leggere le tragedie contemporanee, senza però accettare deformazioni storiche.

Il riferimento è al «tragico conflitto a Gaza, con le enormi sofferenze subite da tanti innocenti», che «ha fatto riesplodere un antisemitismo che prima sembrava sopito». Segre sottolinea che «il principio cardine, come per tutti i razzismi, è quello della colpa collettiva. Una colpa che si propaga nel tempo e nello spazio, per cui l’accusa di deicidio rivolta agli antenati è stata usata nel corso dei secoli contro tutte le generazioni successive». Oggi siamo arrivati ad una espansione ulteriore, «ci tocca leggere frasi tipo “le vittime di allora hanno perpetrato un nuovo genocidio oggi”. Un pensiero delirante e ripugnante, che è alla base delle ritorsioni che stanno colpendo il giorno della Memoria». Per la senatrice a vita si può e si deve parlare di Gaza nel giorno della Memoria. E anche di «Gaza, di Iran, di Ucraina, del Venezuela, del Sudan e di tutto ciò che offende l’umanità e chiama in causa la nostra responsabilità di cittadini di un mondo globale». E per rispondere a chi sostiene che le vittime di allora stiano perpetrando un nuovo genocidio, Segre è netta: «Non si può usare Gaza “contro” il giorno della Memoria, tentare di oscurarlo, alimentare o lasciar correre ossessivi tentativi di banalizzazione, di distorsione e di inversione della Shoah; non si può accettare che diventi occasione di una vendetta sulle vittime di allora. Quello che ancora non tutti sembrano avere capito è che il giorno della Memoria non è per gli ebrei, è principalmente per tutti gli altri». Ed è per questo che la senatrice a vita dice di rimanere delusa e di inorridire quando sente «che i viaggi ad Auschwitz vengono considerate gite», come le ha definite la ministra Eugenia Roccella.

Oggi, osserva, «sono incredula e smarrita di fronte alle esibizioni di prepotenza allo stato puro» di leader mondiali che ricordano «Charlie Chaplin che si balocca con il mondo» nel film «Il Grande Dittatore» che «minacciano, bullizzano, rompono patti». La risposta a tutto questo, per Segre, «è l’Europa, non solo quella del mercato e della moneta ma quella che è stata concepita dai suoi padri fondatori».

Poi è la senatrice a vita a rivolgere una domanda agli studenti. «Che effetto vi ha fatto vedere i mucchi di occhiali, di valigie? Ogni valigia è di qualcuno che non è tornato». «Mi hanno colpito le trecce di capelli tagliati, i capelli - risponde una studentessa - sono tanto per una ragazza. Mi sono sentita molto arrabbiata». E più tardi, a Palazzo Madama, dove è in discussione la legge sul contrasto all’antisemitismo, sottolinea che l’argomento «non dovrebbe essere un terreno né di speculazioni di parte né che riguarda una specifica minoranza. Riguarda la qualità della nostra democrazia e la civile convivenza e dunque tutta la società».

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