Di Giuseppe, trumpiano di FdI: “Ice violenta? Non mi stupisco. In Italia agenti poco rispettati”
di Serena RiformatoAndrea Di Giuseppe, deputato italo-americano di FdI, iscritto negli Usa al partito repubblicano, non vede proprio quale sia lo scandalo. Non solo nella presenza di un ramo dell’Ice alle Olimpiadi di Milano-Cortina: «Una tempesta in un bicchier d’acqua». Ma anche nei video di due cittadini americani, Renée Good prima e Alex Pretti poi, freddati per strada a Minneapolis dalle forze anti-immigrazione: «Non mi sconvolgono».
Affatto?
“Affatto. Muoiono tutti i giorni dei cittadini americani”.
Nei due casi, l’unica colpa era contestare l’Ice.
“Quando un poliziotto ha una divisa, dentro non c'è solo un corpo, c’è un rappresentante dello Stato. E quindi si deve obbedire. Io capisco che in Italia sia difficile da capire perché qualsiasi persona si può permettere di discutere con un agente, ma è sbagliato. Poi certo, ci possono anche essere dei disgraziati”.
Non ha dubbi?
“Non sto dicendo che abbiano fatto bene, sto dicendo che chiunque negli Stati Uniti sa a cosa va incontro nel momento in cui …
Andrea Di Giuseppe, deputato italo-americano di FdI, iscritto negli Usa al partito repubblicano, non vede proprio quale sia lo scandalo. Non solo nella presenza di un ramo dell’Ice alle Olimpiadi di Milano-Cortina: «Una tempesta in un bicchier d’acqua». Ma anche nei video di due cittadini americani, Renée Good prima e Alex Pretti poi, freddati per strada a Minneapolis dalle forze anti-immigrazione: «Non mi sconvolgono».
Affatto?
“Affatto. Muoiono tutti i giorni dei cittadini americani”.
Nei due casi, l’unica colpa era contestare l’Ice.
“Quando un poliziotto ha una divisa, dentro non c'è solo un corpo, c’è un rappresentante dello Stato. E quindi si deve obbedire. Io capisco che in Italia sia difficile da capire perché qualsiasi persona si può permettere di discutere con un agente, ma è sbagliato. Poi certo, ci possono anche essere dei disgraziati”.
Non ha dubbi?
“Non sto dicendo che abbiano fatto bene, sto dicendo che chiunque negli Stati Uniti sa a cosa va incontro nel momento in cui comincia a questionare o aggredire dei pubblici ufficiali. Lo sanno tutti. E non perché c’è Trump adesso, è così da quando gli Stati Uniti sono nati”.
Eppure scene di questo tipo non si sono viste con la stessa frequenza in passato.
“Le assicuro di sì. A Miami, dieci anni fa ho visto con i miei occhi un uomo, forse uno squilibrato, che brandiva un rasoio, nudo. Due volte gli agenti gli hanno detto di lasciarlo cadere. Alla terza, gli hanno sparato in testa. Esagerato, non esagerato? Sono questioni interne”.
È immotivata quindi la polemica sulla presenza di una componente dell’Ice, l’Homeland security investigations, alle Olimpiadi di Milano-Cortina?
“Ma assolutamente. Sento dire che è una milizia privata di Trump, ma di che cosa stiamo parlando? È un’agenzia federale, come l’Fbi, la Cia”.
L’amicizia con Trump sta diventando di difficile gestione per Giorgia Meloni? Di recente la premier ha dovuto sottolineare il proprio fastidio per le parole sui militari in Afghanistan.
“La premier non le manda a dire, e fa bene. Ma rimane il perno nei rapporti tra Stati Uniti ed Europa, circondata da Paesi e leader molto più deboli”.