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Vannacci, arriva il libro sulla remigrazione. Show sovranista nel Canton Ticino

Roberto Vannacci e Matteo Salvini

 

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L’eurodeputato, a un incontro con i suoi fan anti-Ue, si schermisce e non conferma la rottura. All’esterno le proteste
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MENDRISIO – Come una specie d’anguilla, l’ex generale in trasferta svizzera nel Canton Ticino svicola le domande prima di entrare dentro la sala congressi dell’hotel che ospita il solito consumato show: con il leader di quello che sarebbe il suo partito, Matteo Salvini, assicura, «il rapporto è sincero, franco e diretto». Con altri dirigenti come Luca Zaia, «i rapporti sono sporadici», perché «non assillo nessuno, lavoro in autonomia». E Futuro nazionale, il simbolo del suo possibile movimento? «Non è un futuro partito, è una non notizia». Ma tutti questi marchi, tra Mondo al contrario, Generazione Decima e il centro studi Rinascimento nazionale, a cosa dovrebbero servire? «Per fare più cose possibili». Intanto ieri è stata aperta una pagina Instagram di Futuro nazionale, che indica Vannacci come segretario. «Non conosco». Insomma, difficile schiodare Vannacci da quello che è un po’ il suo marchio di fabbrica, il dico e non dico.

Di sicuro però il senso politico dell’evento svizzero …

MENDRISIO – Come una specie d’anguilla, l’ex generale in trasferta svizzera nel Canton Ticino svicola le domande prima di entrare dentro la sala congressi dell’hotel che ospita il solito consumato show: con il leader di quello che sarebbe il suo partito, Matteo Salvini, assicura, «il rapporto è sincero, franco e diretto». Con altri dirigenti come Luca Zaia, «i rapporti sono sporadici», perché «non assillo nessuno, lavoro in autonomia». E Futuro nazionale, il simbolo del suo possibile movimento? «Non è un futuro partito, è una non notizia». Ma tutti questi marchi, tra Mondo al contrario, Generazione Decima e il centro studi Rinascimento nazionale, a cosa dovrebbero servire? «Per fare più cose possibili». Intanto ieri è stata aperta una pagina Instagram di Futuro nazionale, che indica Vannacci come segretario. «Non conosco». Insomma, difficile schiodare Vannacci da quello che è un po’ il suo marchio di fabbrica, il dico e non dico.

Di sicuro però il senso politico dell’evento svizzero non è banale. Fuori dall’albergo ci sono 200 persone che protestano, gli agenti si frappongono in tenuta antisommossa. In piazza ci sono soprattutto i molinari, il capogruppo leghista alla Camera non c’entra nulla, li chiamano così perché sono gli eredi di un vecchio centro storico di Lugano che si chiamava il Molino. L’organizzazione della serata è a cura dell’Udc, “unione di centro” come in Italia, ma il nome inganna: sono i super sovranisti elvetici, ad oggi primo partito anche da quelle parti, con una dirigenza anti-Ue e molto attenta alle ragioni dei russi. La discussione attualmente in ballo è sul rinnovo degli accordi bilaterali tra Ue e Svizzera e l’eurodeputato Vannacci fomenta la platea contro la cattivissima Bruxelles (sorvolando sulla sua indennità da europarlamentare), perorando il ritorno agli Stati sovrani.

In attesa di capire se e come avverrà la rottura dal Carroccio, intanto, Vannacci sta lavorando ad un terzo libro, nella speranza di ripetere i successi del passato. Stavolta il tema sarà la remigrazione, ormai diventato un cavallo di battaglia per lui: cioè la deportazione degli stranieri, compresi quelli con cittadinanza italiana ma colpevoli di non integrarsi. A fargli conoscere l’argomento, fino a poco tempo fa semisconosciuto al grande pubblico e in voga solo in alcuni ambienti dell’estrema destra, fu Max Ferrari, già direttore di Telepadania e segretario dell’associazione Lombardia-Russia. Gliene parlò in occasione di un viaggio in Ungheria. La nuova pubblicazione potrebbe fare da volano per la prossima campagna elettorale delle Politiche, in autonomia o sempre nella Lega. «A Vannacci la Lega ha aperto la porta: coraggio, generale, esca. A mio avviso troverà comunque la quadra per restare e farà l’ennesima capriola politica: penso utile a conservare il posto, ma ottima per perdere elettori», ne è certa Stefania Bardelli, la ex “bersagliera” del generale, persona che lo conosce bene ed uscita in polemica dal Mondo al contrario. Il sospetto che circola anche tra i vannacciani, quelli che più perorano la rottura per fare l’Afd italiana, è che Salvini e Vannacci alla fine possano trovare un accordo personale: un posto sicuro in lista nel 2027 per l’ex militare e magari un ruolo di governo all’altezza del suo ego. Anche perché lo stato di salute dei famosi “team Vannacci”, a parte gli annunci mirabolanti a beneficio dei social, non pare sia dei migliori, con il rinnovo dei tesseramenti che non decolla. La foto della protesta a Roma fuori da Palazzo Chigi contro il decreto armi per l’Ucraina, due settimane fa, con otto persone a tenere lo striscione, ha un po’ svelato il giochino: dietro l’innegabile fenomeno mediatico, c’è ancora poco.

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