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Centrosinistra all’attacco sui fondi per la Sicilia. Schlein: quelli stanziati non bastano

La segretaria dem Elly Schlein 

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Conte: parlamentari 5S pronti a tagliarsi lo stipendio per gli sfollati. Critico anche Fiorello
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ROMA – Chissà se adesso vorrà ancora andare a lavorare con lui. Ora che non sono soltanto le opposizioni a tuonare contro i ritardi e le scarse risorse stanziate dal governo per la Sicilia, chissà se Giorgia Meloni dirà «basta polemiche» anche a Fiorello, che ieri ha di nuovo aperto la sua Pennicanza su Radio2 con un appello disperato: «Non molliamo la presa, il pensiero va a Niscemi, quello che sta succedendo lì è più di una tragedia. Le immagini sono spaventose: bisogna agire, servono soldi... perché quelli stanziati finora sono pochi», il grido d’allarme dello showman. «Ma si sono sbagliati, lo so!», è la speranza: «La situazione peggiora di giorno in giorno e vogliamo continuare a ricordarlo, perché il momento è davvero bruttissimo».

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ROMA – Chissà se adesso vorrà ancora andare a lavorare con lui. Ora che non sono soltanto le opposizioni a tuonare contro i ritardi e le scarse risorse stanziate dal governo per la Sicilia, chissà se Giorgia Meloni dirà «basta polemiche» anche a Fiorello, che ieri ha di nuovo aperto la sua Pennicanza su Radio2 con un appello disperato: «Non molliamo la presa, il pensiero va a Niscemi, quello che sta succedendo lì è più di una tragedia. Le immagini sono spaventose: bisogna agire, servono soldi... perché quelli stanziati finora sono pochi», il grido d’allarme dello showman. «Ma si sono sbagliati, lo so!», è la speranza: «La situazione peggiora di giorno in giorno e vogliamo continuare a ricordarlo, perché il momento è davvero bruttissimo».

È quanto aveva appena detto Elly Schlein, reduce da un blitz nel Nisseno, raggiunto dalla premier solo 24 ore dopo: «Ho trovato una situazione drammatica: ci sono 1.500 persone fuori dalle loro case, bisogna dar presto risposte concrete e una prospettiva chiara a chi ha perso tutto». Non c’è tempo da perdere, è il messaggio: «La stima dei danni ammonta a 2,5 miliardi, a fronte dei quali lo stanziamento di 100 milioni in Cdm è del tutto insufficiente», denuncia la segretaria del Pd. Pronta a indicare la soluzione: «C’è un miliardo messo sul progetto del Ponte che nel ‘26 non potrà essere usato per il blocco della Corte dei Conti, venga subito spostato per dare sostegno a questi territori». Con un addendum, che sa di avvertimento: «Vedo che la maggioranza va avanti sul condono edilizio, io dico fermatevi e facciamo una legge sul consumo di suolo». Lo stesso stop chiesto a Meloni sul ddl stupri stravolto al Senato: «Per noi è irricevibile, ci siamo sentite e gliel’ho ribadito», rivela.

È il senso dell’urgenza ad accomunare le opposizioni. «Non accada come in Emilia-Romagna, dove si sono promessi soldi che poi alle famiglie non sono arrivati», avverte il verde Angelo Bonelli: «Deve esserci il ristoro totale e integro per chi non potrà rientrare nelle proprie abitazioni. La premier deve dirlo rapidamente, non si può aspettare». E dire pure cosa intende fare per «l’emergenza che sta paralizzando la vita della città: è tutto sospeso, non c’è chiarezza sulle attività sanitarie, su quelle scolastiche, né sul futuro degli edifici evacuati» incalza il segretario regionale del Pd Barbagallo. E invece: «Oggi Musumeci dà la colpa al fato, ai mali storici della Sicilia, al comune di Niscemi e in definitiva ai cittadini», accusa il dem Provenzano: «Ma lui è stato presidente della Regione e ora ministro da 3 anni e mezzo. Noi avevamo stanziato miliardi contro il dissesto idrogeologico, voi li avete tagliati». Perciò «si ripristini Italia Sicura, l’unità di missione creata dal governo Renzi, che era riuscita a mobilitare opere per miliardi», chiedono Boschi e Paita di Iv. E mentre il dem Sarracino, responsabile Sud, protesta — «Il Mezzogiorno è stato abbandonato» — Giuseppe Conte annuncia: «Il M5S ha stanziato un milione di euro per la Sicilia, tagliando gli stipendi di noi eletti».

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