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“Stop ai social per gli under 15”: la Lega lancia la proposta di legge. Anche il Pd vuole il blocco

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Il testo che il Carroccio depositerà alla Camera, con il placet di Salvini. Siri: "Dem favorevoli? Dialoghiamo con tutti". Anche la Francia lo ha fatto
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Folgorati da Macron? Macché, rispondono i leghisti. “Ci lavoravamo da tempo”. Fatto sta che nelle prossime ore il Carroccio depositerà formalmente alla Camera dei deputati una proposta di legge che prevede il divieto di social network per tutti i minori di 15 anni. Non solo: per tutti gli utenti – anche gli adulti – sarà prevista una verifica dell’età, con un meccanismo simile a quello adottato da alcune piattaforme di siti porno. La pdl, che Repubblica è in grado di anticipare, ha come prima firmataria la deputata Giorgia Latini, ex assessora all’Istruzione della Regione Marche. Ma non si tratta di un’iniziativa solitaria, a titolo personale. Il progetto è condiviso dallo stato maggiore del partito di Matteo Salvini. Sarà firmato da tutti i big di Montecitorio. Lo conferma Armando Siri, potente capo dei dipartimenti della Lega e animatore dell’anima liberal del partito, che ha organizzato la tre giorni di Roccaraso (con Francesca Pascale). “E dialoghiamo con tutti coloro che condivid…

Folgorati da Macron? Macché, rispondono i leghisti. “Ci lavoravamo da tempo”. Fatto sta che nelle prossime ore il Carroccio depositerà formalmente alla Camera dei deputati una proposta di legge che prevede il divieto di social network per tutti i minori di 15 anni. Non solo: per tutti gli utenti – anche gli adulti – sarà prevista una verifica dell’età, con un meccanismo simile a quello adottato da alcune piattaforme di siti porno. La pdl, che Repubblica è in grado di anticipare, ha come prima firmataria la deputata Giorgia Latini, ex assessora all’Istruzione della Regione Marche. Ma non si tratta di un’iniziativa solitaria, a titolo personale. Il progetto è condiviso dallo stato maggiore del partito di Matteo Salvini. Sarà firmato da tutti i big di Montecitorio. Lo conferma Armando Siri, potente capo dei dipartimenti della Lega e animatore dell’anima liberal del partito, che ha organizzato la tre giorni di Roccaraso (con Francesca Pascale). “E dialoghiamo con tutti coloro che condividono lo spirito dell’iniziativa senza preclusioni”, annuncia proprio Siri. Incluso il Pd, che in queste ore, dopo il primo via libera dell’Assemblea nazionale francese, sta rilanciando il dibattito.

Un anno e mezzo fa l’ex ministra democratica Marianna Madia aveva redatto una proposta di legge simile, insieme alla meloniana Lavinia Mennuni. Ma proprio per l’ostilità di FdI – all’epoca in rapporti molto amicali con Elon Musk - quell’idea di regolamentazione finì nel cassetto. Oggi è il Carroccio a riproporla. La pdl della Lega contiene 5 articoli. S’intitola così: “Disposizioni per la tutela dello sviluppo psicofisico dei minori attraverso la regolamentazione dell’accesso ai servizi di social network online”. La prima firmataria, Latini, scrive in premessa che “numerosi studi evidenziano come l’uso intensivo dei social network online in età evolutiva possa incidere negativamente sulla salute mentale, sul sonno, sulla capacità di concentrazione, sull’autostima e sullo sviluppo delle relazioni sociali”.

Ecco perché il comma dell’articolo 3 della pdl introduce “un divieto generale di fruizione di social network online per i minori di anni quindici”. Come verrebbe messo in pratica questo divieto? Nei commi successivi è previsto “l’obbligo, per i fornitori di social network online, di adottare misure tecniche e organizzative adeguate e proporzionate, finalizzate non solo alla verifica dell’età degli utenti”, ma anche alla “mitigazione dei rischi connessi ai contenuti nocivi”. Per i minorenni tra i 15 e i 18 anni, “l’accesso ai servizi è subordinato all’acquisizione di un consenso genitoriale verificabile”. I dettagli tecnici dei controlli sarebbero definiti dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, “in raccordo con il Garante per la protezione dei dati personali”.

Secondo il braccio destro di Salvini, Siri, “non c’è alcuna suggestione da Macron, la Lega ha già sollevato l’anno scorso il tema con un’iniziativa che però non ha suscitato il giusto interesse. Oggi l’iniziativa francese ci offre l’occasione di ritornarci augurandoci di trovare il consenso più ampio possibile”. Per il capo dei dipartimenti leghisti, “non c’è nulla di sociale nella solitudine. E idati ci dicono che molti adolescenti si sentono soli e finiscono per alienarsi sui social network. C’è bisogno di un rapido cambio di rotta. Il periodo del Covid ha dato il colpo di grazia ai ragazzi che sono stati costretti all’isolamento. Il consumo di psicofarmaci e il disagio tra i giovanissimi é in aumento esponenziale. Non possiamo stare a guardare”. L’attenzione alle tecnologie non impatta solo sulla psiche, ma ha ricadute sull’occupazione, conclude Siri.

“Ieri negli Usa Amazon ha ufficializzato il licenziamento di 16 mila persone che saranno sostituite dall’IA. Entro i prossimi anni saranno milioni i lavoratori che si troveranno disoccupati magari a 40/50 anni perché sostituiti dall’algoritmo. Penso che sia un tema urgente, come Lega mettiamo al primo posto la difesa del lavoro”.

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