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CasaPound alla Camera, muro delle opposizioni. Fontana: “Inopportuno”

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Oggi l’evento sulla remigrazione. Pressing del presidente di Montecitorio sull’organizzatore Furgiuele. E lui: “Non sono fuorilegge”
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Questa volta non rimarranno fuori a protestare. Stamattina fascisti del terzo millennio, neonazisti e movimenti xenofobi varcheranno il portone di Montecitorio: ricevuti con tutti gli onori dal deputato leghista Domenico Furgiuele, calabrese al secondo mandato ancorché in uscita dal partito di Salvini direzione Vannacci. Invitati a marciare sulle massime istituzioni repubblicane per illustrare la raccolta firme destinata a introdurre in Italia la remigrazione, ovvero il rimpatrio coatto dei migranti nei Paesi d’origine. Ad accoglierli, però, non troveranno tappeti rossi, bensì un drappello di parlamentari d’opposizione pronto a sventare «la presentazione di nuove leggi razziali», un «oltraggio alla nostra Costituzione».

Luca Marsella di CasaPound, Ivan Sogari di Veneto Fronte Skinheads, l’ex Forza Nuova Jacopo Massetti e Salvatore Ferrara della Rete dei Patrioti: saranno loro a officiare la conferenza stampa in programma oggi alle 11,30. Uno sfregio, per i progressisti: «Si tratta di …

Questa volta non rimarranno fuori a protestare. Stamattina fascisti del terzo millennio, neonazisti e movimenti xenofobi varcheranno il portone di Montecitorio: ricevuti con tutti gli onori dal deputato leghista Domenico Furgiuele, calabrese al secondo mandato ancorché in uscita dal partito di Salvini direzione Vannacci. Invitati a marciare sulle massime istituzioni repubblicane per illustrare la raccolta firme destinata a introdurre in Italia la remigrazione, ovvero il rimpatrio coatto dei migranti nei Paesi d’origine. Ad accoglierli, però, non troveranno tappeti rossi, bensì un drappello di parlamentari d’opposizione pronto a sventare «la presentazione di nuove leggi razziali», un «oltraggio alla nostra Costituzione».

Luca Marsella di CasaPound, Ivan Sogari di Veneto Fronte Skinheads, l’ex Forza Nuova Jacopo Massetti e Salvatore Ferrara della Rete dei Patrioti: saranno loro a officiare la conferenza stampa in programma oggi alle 11,30. Uno sfregio, per i progressisti: «Si tratta di gruppi estremisti che si richiamano al fascismo e al nazismo», ha protestato ieri Chiara Braga, capogruppo del Pd, prima di lanciare un appello al suo omologo leghista: «Molinari convinca il “suo” deputato a fare un passo indietro e impedisca questa grave offesa alle istituzioni». Un ultimo tentativo dopo giorni di pressing sul presidente della Camera affinché fermasse l’iniziativa. Ma per regolamento — è stata la risposta — l’utilizzo di quegli ambienti è una prerogativa degli eletti, che se ne assumono la responsabilità. Braga tuttavia insiste: «Il Parlamento non può diventare una tribuna per ideologie fondate su odio e violenza». Salita sulle barricate insieme agli alleati per impedire l’ingresso a «sigle dichiaratamente razziste e xenofobe, artefici di pestaggi e spedizioni punitive contro gli avversari politici», tuona il 5S Ricciardi. «È colpa di Furgiuele, vicino all’eurodeputato Vannacci», rincara Bonelli di Avs: «L’ennesima conferma dello slittamento verso l’estrema destra del partito di Salvini».

Accuse che mettono in imbarazzo i lumbard. Chiamato in causa, «ogni deputato è libero di organizzare un evento senza il consenso del gruppo», precisa Molinari: «Faccio notare a Braga che la sala prenotata è della Camera, non del gruppo Lega, perciò io difficilmente potrei annullare qualcosa che è fuori dalla mia gestione». E siccome la miglior difesa è l’attacco, «non prendiamo lezioni da chi strizza l’occhio ai terroristi», taglia corto il capogruppo, alludendo al convegno di qualche anno fa promosso dal centrosinistra, al quale partecipò un imam poi indagato per aver finanziato Hamas. Bufera che a sera costringe la terza carica dello Stato a uscire allo scoperto: «Conferenza stampa inopportuna. Spero che il deputato ci ripensi» auspica Lorenzo Fontana.

Ma Furgiuele non arretra. «Vado avanti. Mi auguro che i democratici non si mettano di traverso. Questo è un luogo dove c’è il diritto di parola e chi propone una legge popolare deve poterlo fare. Non sono fuorilegge». Sconfortato Magi di +Europa: «La maggioranza non ha preso le distanze da questo bivacco di manipoli. È un punto di non ritorno». Oggi può davvero succedere di tutto.

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