Danni maltempo, il piano dell’esecutivo: “Polizze anticalamità obbligatorie per tutti”
di Tommaso Ciriaco , Lorenzo De CiccoLa premier Giorgia Meloni a Niscemi
Il consiglio dei ministri è iniziato da qualche minuto. Nello Musumeci riassume la storia tragica di Niscemi, dalla frana del 1997 all’ultimo e catastrofico cedimento di pochi giorni fa. Nessuno può prevedere quante risorse davvero serviranno, ma tutti sono consapevoli che le prime stime ipotizzate sono decisamente al ribasso. Neanche Giancarlo Giorgetti, che ha le chiavi della cassa, ha una risposta definitiva. Una cosa, però, il ministro dell’Economia tiene a dirla, secondo quanto riferiscono diverse fonti presenti. È un’idea su cui «ragiono da tempo — confida agli altri ministri — e su cui adesso, senza fretta, dobbiamo riflettere». Quale? Potremmo introdurre, propone, l’obbligo di una polizza contro il rischio di catastrofi naturali. Dovrebbe sottoscriverla per legge chi possiede ad esempio un’abitazione ed è esposto alla potenziale minaccia di eventi avversi e calamità. In prima battuta, riguarderebbe le aree a rischio idrogeologico, di alluvione o terremoto.
L’opzione raccoglie …
Il consiglio dei ministri è iniziato da qualche minuto. Nello Musumeci riassume la storia tragica di Niscemi, dalla frana del 1997 all’ultimo e catastrofico cedimento di pochi giorni fa. Nessuno può prevedere quante risorse davvero serviranno, ma tutti sono consapevoli che le prime stime ipotizzate sono decisamente al ribasso. Neanche Giancarlo Giorgetti, che ha le chiavi della cassa, ha una risposta definitiva. Una cosa, però, il ministro dell’Economia tiene a dirla, secondo quanto riferiscono diverse fonti presenti. È un’idea su cui «ragiono da tempo — confida agli altri ministri — e su cui adesso, senza fretta, dobbiamo riflettere». Quale? Potremmo introdurre, propone, l’obbligo di una polizza contro il rischio di catastrofi naturali. Dovrebbe sottoscriverla per legge chi possiede ad esempio un’abitazione ed è esposto alla potenziale minaccia di eventi avversi e calamità. In prima battuta, riguarderebbe le aree a rischio idrogeologico, di alluvione o terremoto.
L’opzione raccoglie subito il consenso di altri ministri, come Adolfo Urso. «Sono d’accordo, in alcuni Paesi, ad esempio in Francia, non si può vendere un immobile senza questa assicurazione». Il progetto è in realtà un vecchio pallino di Giorgetti. Fu lui a proporre una polizza del genere nel 2024: obbligatoria per le imprese, facoltativa per i cittadini. Il dibattito, durante la sessione di bilancio, fu acceso. Poi ci si limitò a introdurre la norma per le sole aziende.
Nel corso del cdm si espone soprattutto Musumeci. La pressione è innanzitutto sulle sue spalle. Ricorda ai colleghi che dalle opposizioni sono arrivate richieste di dimissioni. A quel punto, interviene Giorgia Meloni. Con una battuta, in qualche modo lo sostiene: «Tranquillo, mettiti in fila, un passo indietro lo chiedono tutti i giorni anche a me…».
L’allerta nel governo resta altissima. Niscemi è una ferita, un enorme problema che Palazzo Chigi è chiamato a gestire, assieme al resto delle spese straordinarie causate dal maltempo. Ai ministri, la presidente del Consiglio chiede di iniziare a mettere la testa sul problema. Il conto, assai salato, arriverà presto: «Nel frattempo — dice — nei dicasteri iniziate a ragionare su come reperire risorse e su che tipo di sostegno pianificare». Vale innanzitutto per i trasporti, la viabilità, il commercio, il turismo, l’agricoltura.
Ma la frana che sta portando via Niscemi si impone come priorità, inevitabilmente. Il capo della Protezione civile Fabio Ciciliano è al lavoro per elaborare un quadro definitivo dell’emergenza. E ipotizzare soluzioni. Sono stati attivati droni, il centro specializzato dell’università di Firenze e l’Asi, l’agenzia spaziale italiana tramite il servizio satellitare Cosmo-Skymed. Inizia a farsi strada una realtà drammatica: servirà un’evacuazione di una porzione rilevante, se non addirittura maggioritaria del paese. Di certo, non sarà limitata alla sola zona rossa. E soprattutto sembra preclusa — o è considerata altamente improbabile — l’ipotesi di una messa in sicurezza dell’area dal punto di vista geologico. Significa ragionare in prospettiva di come e dove spostare altrove un’intera cittadina, o buona parte di essa. C’è infine un altro dettaglio a turbare: molte abitazioni sono abusive, dunque sulla carta senza diritto ai ristori. Ciononostante, la portata dell’emergenza è tale che il governo dovrà presumibilmente intervenire a sostegno di tutti gli abitanti. Uno sforzo imponente, delicato sul fronte della tenuta sociale e dispendioso. Non è l’unica spina del cdm di ieri. Riunione tesa. Meloni va via presto, lasciando la presidenza a Salvini, dopo avere rilanciato la battaglia per portare a Roma l’agenzia delle dogane Ue. Ma si discute anche di autonomia: Roberto Calderoli rilancia i Lep e da Giorgetti sarebbe arrivata una frenata, questione di coperture. Sempre Giorgetti parla animatamente con Abodi di Cortina. Ma è tutto rimandato, la priorità è il maltempo.