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"Giudici incapaci di condannare i colleghi? Ecco le prove che Nordio mente". Lo studio del Csm

(ansa)

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L'anticipazione. Analisi e tabelle saranno on line su Questione Giustizia. Il togato Fontana: "Dimostrano il contrario di ciò che viene propagandato ai cittadini dalla destra: è il Guardasigilli a non esercitare l'azione disciplinare"
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ROMA – I fatti per archiviare il falso. "Solo la forza serena dei numeri è in grado di vincere le mistificazioni". Stavolta è direttamente il Csm - in una delle fasi più acute nella storia repubblicana del conflitto che oppone la politica alle toghe - a firmare un fact checking per smontare le parole del ministro Nordio (ma anche di alcuni parlamentari di FI e di qualche vertice dell'avvocatura). Reagendo a uno degli argomenti più branditi dalla destra per sostenere il sì alla riforma della giustizia: l'immagine di una magistratura così arroccata e autodifensiva da essere "incapace" di sanzionare i colleghi, determinata ad "assolverli" da ogni vizio o abuso. "Il Csm esercita l'azione disciplinare in modo domestico e correntizio", ha ripetuto il Guardasigilli solo due settimane fa, anzi "Il Consiglio superiore non caccia i magistrati inadeguati".

Riforma giustizia, Nordio: "Interveniamo perché il Csm non caccia i m…

ROMA – I fatti per archiviare il falso. "Solo la forza serena dei numeri è in grado di vincere le mistificazioni". Stavolta è direttamente il Csm - in una delle fasi più acute nella storia repubblicana del conflitto che oppone la politica alle toghe - a firmare un fact checking per smontare le parole del ministro Nordio (ma anche di alcuni parlamentari di FI e di qualche vertice dell'avvocatura). Reagendo a uno degli argomenti più branditi dalla destra per sostenere il sì alla riforma della giustizia: l'immagine di una magistratura così arroccata e autodifensiva da essere "incapace" di sanzionare i colleghi, determinata ad "assolverli" da ogni vizio o abuso. "Il Csm esercita l'azione disciplinare in modo domestico e correntizio", ha ripetuto il Guardasigilli solo due settimane fa, anzi "Il Consiglio superiore non caccia i magistrati inadeguati".

Riforma giustizia, Nordio: "Interveniamo perché il Csm non caccia i magistrati inadeguati"

Una tesi che a Palazzo Bachelet, presieduto dal Capo dello Stato Mattarella, vicepresidente Fabio Pinelli, risulta ormai indigesta da mesi, dai vertici agli amministrativi. Così è stato un autorevole togato, Roberto Fontana, giudice a Milano, oggi indipendente di area progressista che siede proprio nella sezione disciplinare , a coordinare uno studio statistico da cui emerge una realtà diversa, che Repubblica è in grado di sintetizzare.

Incrociando tutti gli atti, viene fuori che negli ultimi tre anni di lavoro del Csm i casi in cui i magistrati sono stati condannati o "cacciati", sia per effetto di sentenza vera e propria, sia con processi che hanno spinto l'incolpato a dimissioni definitive, sono il 49% contro il 47% delle assoluzioni. E ancora: i verdetti non impugnati dal ministro e dal Pg della Cassazione sono l'83 per cento.

L'intero studio, provvisto di grafici e analisi statistiche, sarà pubblicato sulla rivista on line "Questione Giustizia", diretta da Nello Rossi. Ma, in particolare, spiega il consigliere Fontana, emerge che "tra le 83 sentenze di condanna, in 8 casi è stata applicata la più grave sanzione della rimozione e in 9 quella della sospensione dalle funzioni e dallo stipendio fino a due anni, sempre accompagnata dal trasferimento in altro distretto".

Non solo. "La percentuale più alta delle 47 sentenze di censura (il 23%) ha riguardato l’illecito di gravi e reiterati ritardi nel deposito di provvedimenti. Nel caso di un numero abnorme di provvedimenti non depositati, l’incolpato è stato sanzionato con la rimozione".

Ma nelle ultime ore, con il Csm sempre nel mirino, lo schieramento del sì mette in circolo un'altra bordata: nella fase pre-disciplinare vi sarebbe il "97 per cento di segnalazioni archiviate". E qui siamo, ribatte il togato Fontana con Repubblica, "di fronte a un altro falso molto grave. Perché bisogna ricordare ai cittadini che il Csm è investito solo dei procedimenti che si aprono dopo il sì all’esercizio dell’azione disciplinare da parte del Ministro della Giustizia o del Pg della Cassazione".

Ma come funziona, in concreto, il sistema che deve accertare eventuali responsabilità dei magistrati, magari a seguito di una segnalazione? "Esposti e denunce sono esaminati dal Ministero della Giustizia e dalla Procura Generale - spiega Fontana - E solo questi due "attori" compiono le indagini che ritengono necessarie. Alla fine di questo filtro, sempre con completa autonomia, sono loro a decidere se archiviare o esercitare l’azione disciplinare. Ed è solo in quest'ultimo caso che viene data comunicazione al disciplinare del Csm".

E dopo, cosa succede? "Dopo, la Procura generale procede all’interrogatorio del magistrato incolpato e quindi se ritiene che sussiste un illecito, chiede alla sezione disciplinare la fissazione dell’udienza per il processo, mentre se ritiene che non c’è illecito chiede di non doversi procedere". E il ministro , in tutto questo, può autonomamente decidere che quel magistrato va incolpato anche se il Pg non procede? "Assolutamente sì , il titolare di via Arenula, se non condivide lo stop, ha il potere di far iniziare comunque il processo".

Nessun lasciapassare di casta? "Negli ultimi tre anni i procedimenti aperti davanti alla sezione del Csm, a seguito di esercizio dell’azione disciplinare, sono stati mediamente 80 l’anno - mette in fila Fontana - E di questi, il ministro ne ha proposti in media solo 25 all’anno, poco meno di un terzo. La metà finisce con sentenza di assoluzione ma, come già rilevato, nell' 80 per cento dei casi il ministro e il Pg condividono l’esito non proponendo impugnazione".

Perché, allora, fomentare tesi di questo genere? "Non si può non registrare che è in corso una manipolazione incredibile - esamina il consigliere Fontana - che non fa onore a chi la pone in essere. Far credere ai cittadini che ogni anno la sezione disciplinare del Csm archivi centinaia di esposti e segnalazioni, di cui non viene invece in alcun modo a conoscenza, è davvero un falso clamoroso".

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