"Sono concentrato solo sul raccogliere fondi per Le Pen e Salvini in modo che possano candidarsi con liste complete”. È il contenuto della mail con cui l’allora consigliere di Trump, Steve Bannon, risponde a Jeffrey Epstein, il finanziere condannato per abusi sessuali e traffico internazionale di minori, morto in carcere nell’agosto del 2019.
Lo scambio di messaggi risale alla primavera del 2019, vigilia delle elezioni europee, ed è contenuto nei cosiddetti “Epstein files”, gli oltre tre milioni di pagine di documenti resi disponibili dal dipartimento di Giustizia americano.
Numerose le conversazioni tra il finanziere e Bannon. Sempre restando alla politica italiana, appare di rilievo la mail dell’8 marzo del 2018, in cui Bannon scrive: “Sto andando a…
"Sono concentrato solo sul raccogliere fondi per Le Pen e Salvini in modo che possano candidarsi con liste complete”. È il contenuto della mail con cui l’allora consigliere di Trump, Steve Bannon, risponde a Jeffrey Epstein, il finanziere condannato per abusi sessuali e traffico internazionale di minori, morto in carcere nell’agosto del 2019.
Lo scambio di messaggi risale alla primavera del 2019, vigilia delle elezioni europee, ed è contenuto nei cosiddetti “Epstein files”, gli oltre tre milioni di pagine di documenti resi disponibili dal dipartimento di Giustizia americano.
Numerose le conversazioni tra il finanziere e Bannon. Sempre restando alla politica italiana, appare di rilievo la mail dell’8 marzo del 2018, in cui Bannon scrive: “Sto andando a Milano adesso per incontrare Salvini. Sembra che stasera Grillo e domani Roma e Berlusconi e 5 Stelle”. Una sorta di giro di consultazioni dell’inviato del tycoon nel nostro Paese.
Salvini è citato altre volte. In quella che appare come una strategia finalizzata alla costruzione di rapporti con le destre e i movimenti populisti europei. L’11 maggio 2019 Epstein dà un consiglio a Bannon: “Suggerisco di concentrarsi sull’Europa. Salvini, Orban, il movimento”.
L’8 settembre del 2018, una persona di generalità non note scrive a Bannon: “Spero che tu sia seduto sulle ginocchia di Salvini”. Significativa la risposta di Bannon, che il giorno prima aveva visto l’allora ministro dell’Interno: “Viceversa”.