Meloni dai poliziotti feriti. “I pm non esitino sui violenti”. Schlein: “Unisca, non divida”
di Concetto VecchioLa premier Giorgia Meloni in visita all'ospedale Le Molinette di Torino con gli agenti feriti
ROMA – Giorgia Meloni di primo mattino va a Torino, per incontrare l’agente Alessandro Calista, ricoverato alle Molinette, e gli altri poliziotti feriti sabato durante la manifestazione per Askatasuna, e poi sui social invita i magistrati a incriminare «senza esitazioni» i violenti per «tentato omicidio»: «Questi sono criminali organizzati. Quando si colpisce qualcuno a martellate, lo si fa sapendo che le conseguenze possono essere molto, molto gravi. Non è una protesta, non sono scontri. Si chiama tentato omicidio». Oggi c’è una riunione a palazzo Chigi. «L’ho convocata per valutare le nuove norme del decreto sicurezza. Ripristineremo le regole in questa nazione. Se i poliziotti avessero reagito sarebbero già iscritti nel registro degli indagati». Domani il ministro Piantedosi riferirà in Parlamento. Prima alla Camera e poi al Senato.
«Stento a credere che tra i partecipanti alla manifestazione di Torino ci fossero molte persone ignare dell’esito violento», dice il presidente del Sen…
ROMA – Giorgia Meloni di primo mattino va a Torino, per incontrare l’agente Alessandro Calista, ricoverato alle Molinette, e gli altri poliziotti feriti sabato durante la manifestazione per Askatasuna, e poi sui social invita i magistrati a incriminare «senza esitazioni» i violenti per «tentato omicidio»: «Questi sono criminali organizzati. Quando si colpisce qualcuno a martellate, lo si fa sapendo che le conseguenze possono essere molto, molto gravi. Non è una protesta, non sono scontri. Si chiama tentato omicidio». Oggi c’è una riunione a palazzo Chigi. «L’ho convocata per valutare le nuove norme del decreto sicurezza. Ripristineremo le regole in questa nazione. Se i poliziotti avessero reagito sarebbero già iscritti nel registro degli indagati». Domani il ministro Piantedosi riferirà in Parlamento. Prima alla Camera e poi al Senato.
«Stento a credere che tra i partecipanti alla manifestazione di Torino ci fossero molte persone ignare dell’esito violento», dice il presidente del Senato Ignazio La Russa. Intanto i colonnelli di Meloni attaccano la sinistra. Il deputato Federico Mollicone dice che «ha oltrepassato ogni limite». Poi si rivolge direttamente a Elly Schlein: «Sono comunisti che votano le vostre liste in cambio di tutela su centinaia di spazi pubblici e privati occupati abusivamente». Fratelli d’Italia rilancia il post di Mollicone. Poco dopo i capigruppo di Fratelli d’Italia, Galeazzo Bignami e Lucio Malan rincarano la dose: «Tanto a sinistra quanto in una parte della magistratura ci sono troppo spesso atteggiamenti ambigui. Non possiamo tacere sulla presenza di Avs al corteo». Il ministro Paolo Zangrillo chiede che Avs venga estromessa dalla maggioranza a Torino. Si fa sentire il vicesegretario della Lega, Roberto Vannacci: «I mandanti delle violenze siedono in Parlamento. Una sinistra che soffia sulla rivolta sociale, tutela i centri sociali come basi di eversione e criminalità».
A quel punto è quello il tema: le presunte responsabilità della sinistra. L’opposizione finisce così sul banco degli imputati. Per Elly Schlein è troppo. Alza il telefono. Chiama Giorgia Meloni. Le dice: «La sicurezza è una cosa seria, ieri a Torino si sono verificati fatti di una violenza inaudita e gravissima che abbiamo immediatamente condannato. Le forze dell’ordine sono un patrimonio dello Stato, non una questione di parte. Non potete strumentalizzare». Spiegherà così il senso della telefonata: «In questi momenti le istituzioni devono unire non dividere». Dicono nel Pd che lo scontro totale non porta più sicurezza, servono proposte serie. Il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo afferma: «Mi auguro che il governo trovi le risorse per colmare i giganteschi vuoti di organico delle forze dell’ordine. Solo nella questura di Torino mancano duecento agenti. Tutti, anche Avs, hanno condannato senza ambiguità». E poi assicura che l’immobile oggetto della protesta sarà dato alla città, non ad Askatasuna.
Schlein, e gli altri leader del centrosinistra, da Giuseppe Conte al duo Bonelli-Fratoianni, avevano preso immediatamente le distanze dal pestaggio. Ieri delegazioni di Pd e M5S hanno fatto visita agli agenti feriti. Ma la destra martella. A sera Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni devono ribadire che la loro posizione contro le violenze è nettissima. «Soprattutto unanime», specificano. Era stata infatti diffusa la notizia che dentro Avs c’erano uno scontro: nessuna divisione, assicurano. Interviene Matteo Renzi: «Lo squallido e criminale attacco alla polizia di Torino pone un grande problema alla sinistra radicale. Se non si rompe ogni legame con chi giustifica i violenti, non vinceremo mai. Serve una presa di distanza da certi mondi che strizzano l’occhio ai violenti». Dice Marco Furfaro della segreteria pd: «Non esistono giustificazioni. Va detto con chiarezza assoluta. Ma chi oggi usa queste immagini per criminalizzare chiunque sia sceso in piazza in questi mesi, per i diritti, il lavoro, la Palestina, la democrazia, fa un’operazione politica sporca, pericolosa».