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Vannacci, il partito si chiamerà Futuro nazionale. Obiettivo patto con CasaPound per una “cosa nera”

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Il movimento ha ancora poche certezze, tranne due: la guida ovviamente, e il centro studi. Sul resto, è un work in progress
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“Geograficamente è baricentrico: un’ora da Milano, un’ora da Torino, un’ora da Genova, un’ora da Piacenza. Il posto perfetto per diventare una nuova Pontida”, dice Luca Sforzini, il promotore del centro studi vannacciano Rinascimento nazionale. Il riferimento è al castello medievale in provincia di Alessandria, sede del think tank. Lo spazio fuori c’è, il richiamo storico pure.

Il nuovo partito di Roberto Vannacci, Futuro nazionale, ha ancora poche certezze, tranne due: la guida ovviamente, e il centro studi. Sul resto, è un work in progress. Ad aiutare l’ex generale c’è un altro leghista da tempo fuori dal Carroccio, Mario Borghezio, uno che a modo suo ha anticipato i tempi: rappresentava l’estrema destra dentro la Lega Nord, che formalmente si definiva “né di destra né di sinistra”.

Poi ci sono dei fedelissimi, piazzati ultimamente in Consigli regionali: Massimiliano Simoni in Toscana e Stefano Valdegamberi in Veneto, oltre a Cristiano Romani, a capo dell’associazione Mondo al contr…

“Geograficamente è baricentrico: un’ora da Milano, un’ora da Torino, un’ora da Genova, un’ora da Piacenza. Il posto perfetto per diventare una nuova Pontida”, dice Luca Sforzini, il promotore del centro studi vannacciano Rinascimento nazionale. Il riferimento è al castello medievale in provincia di Alessandria, sede del think tank. Lo spazio fuori c’è, il richiamo storico pure.

Il nuovo partito di Roberto Vannacci, Futuro nazionale, ha ancora poche certezze, tranne due: la guida ovviamente, e il centro studi. Sul resto, è un work in progress. Ad aiutare l’ex generale c’è un altro leghista da tempo fuori dal Carroccio, Mario Borghezio, uno che a modo suo ha anticipato i tempi: rappresentava l’estrema destra dentro la Lega Nord, che formalmente si definiva “né di destra né di sinistra”.

Poi ci sono dei fedelissimi, piazzati ultimamente in Consigli regionali: Massimiliano Simoni in Toscana e Stefano Valdegamberi in Veneto, oltre a Cristiano Romani, a capo dell’associazione Mondo al contrario e che in Toscana non era riuscito a entrare in Regione nonostante la blindatura nel listino leghista. In Parlamento, lo appoggeranno Edoardo Ziello (Lega), probabilmente l’ex fratello d’Italia Emanuele Pozzolo e anche Domenico Furgiuele, il leghista che voleva fare la conferenza stampa alla Camera sulla remigrazione.

Il successo della raccolta firme sulla proposta di legge di iniziativa popolare “Remigrazione e Riconquista”, arrivata a quasi 100 mila firme sulla piattaforma del ministero, ha ulteriormente convinto Vannacci che ci sia lo spazio politico per una cosa tutta sua. In cantiere c’è un terzo libro proprio sul tema. Ma anche una possibile e inaspettata alleanza a destra. Perché nei mesi scorsi Casapound aveva ingaggiato una querelle fatta pure di striscioni contro il già militare. E in una nota oggi fa sapere ci tiene a far sapere “che CasaPound non è interessata alle dinamiche interne del centrodestra e non farà parte del nuovo partito Futuro Nazionale”.

Gelosie e incomprensioni tra camerati che ora potrebbero magicamente svanire. Sotto la bandiera remigratoria, infatti, sia Vannacci che Casapound e Rete dei patrioti hanno tutto l’interesse a unire le proprie forze, caratterizzate dalle capacità di marketing e branding – che vuol dire anche soldi - di queste realtà. Meglio quindi mettere da parte i dissapori e provare a costruire assieme la “cosa nera”.

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