Il restauratore cancella il volto dell’angelo Meloni: “Me l’ha detto il Vaticano, sì era la premier”
di Gabriella Cerami“L’ho coperto perché me lo ha detto il Vaticano”. Bruno Valentinetti è accanto al dipinto che fino a ieri sera, nella chiesa di San Lorenzo in Lucina, ritraeva il volto di Giorgia Meloni come un angelo. “Ieri sera - racconta il restauratore - l’ho cancellato. A me non interessa, continuo a dire che non era la premier, ma la Curia ha voluto così e io l’ho cancellato”. Per poi ritrattare. Dopo aver negato per tre giorni e fino a pochi minuti prima, Valentinetti ammette: “Va bene, era Meloni, ma sulla falsariga del dipinto che c’era prima”.
Adesso si andrà verso il ripristino dell’immagine originale. La soprintendenza speciale di Roma, su indicazione del ministro della Cultura Alessandro Giuli, si è subito attivata con ricerche di archivio per individuare la documentazione, fotografica o i disegni dei progetti, del dipinto originale della cappella del Crocifisso realizzato nel 2000.
La ricerca è servita per poter fare un raffronto con l’attuale decorazione, frutto del ripristino avvenuto…
“L’ho coperto perché me lo ha detto il Vaticano”. Bruno Valentinetti è accanto al dipinto che fino a ieri sera, nella chiesa di San Lorenzo in Lucina, ritraeva il volto di Giorgia Meloni come un angelo. “Ieri sera - racconta il restauratore - l’ho cancellato. A me non interessa, continuo a dire che non era la premier, ma la Curia ha voluto così e io l’ho cancellato”. Per poi ritrattare. Dopo aver negato per tre giorni e fino a pochi minuti prima, Valentinetti ammette: “Va bene, era Meloni, ma sulla falsariga del dipinto che c’era prima”.
Adesso si andrà verso il ripristino dell’immagine originale. La soprintendenza speciale di Roma, su indicazione del ministro della Cultura Alessandro Giuli, si è subito attivata con ricerche di archivio per individuare la documentazione, fotografica o i disegni dei progetti, del dipinto originale della cappella del Crocifisso realizzato nel 2000.
La ricerca è servita per poter fare un raffronto con l’attuale decorazione, frutto del ripristino avvenuto nel 2025. Nella comunicazione nella quale si diceva alla soprintendenza che sarebbero stati svolti questi lavori, era stato precisato che l’iconografia e lo stile decorativo sarebbero rimasti intatti. Ma così non è stato. Tanto che il cardinale Baldo Reina, poche ore dopo aver letto la notizia, in una nota aveva ribadito «con fermezza che le immagini d’arte sacra e della tradizione cristiana non possono essere oggetto di utilizzi impropri o strumentalizzazioni, essendo destinate esclusivamente a sostenere la vita liturgica». Da qui l’intervento diretto della Curia.
Poi colloqui, telefonate, riunioni tra la soprintendenza, l’ente proprietario che è il Fondo edifici di culto, l’ufficio per l’edilizia di culto del vicariato di Roma e monsignor Daniele Micheletti, parroco di San Lorenzo in Lucina, hanno portato alla cancellazione del volto della premier dal dipinto. Don Micheletti racconta che ieri mattina è andato in Vicariato dal cardinale Baldo Reina e con lui “è stato deciso di cancellarlo. Ma io l’ho sempre detto che se avesse creato divisioni l’avrei fatto rimuovere. Dal punto di vista normativo il dipinto sarebbe potuto rimanere lì cent’anni ma ha creato troppe divisioni nella chiesa”.
I curiosi continuano il loro via vai per fotografare il dipinto. Restano delusi perché il volto di Meloni non c’è più, ma l’affresco resta comunque un’attrazione. Valentinetti se la ride: “Ora sperano che riappare”.
In serata è intervenuto il Vicariato con una nota sull’”intervento di ripristino presso la Parrocchia di San Lorenzo in Lucina”: “Preso atto che l’opera presentava fisionomie non conformi all’iconografia originale e al contesto sacro”, si legge nella nota, “il Vicariato, in piena sintonia con il Parroco, ha chiesto che, previo coordinamento e autorizzazione della proprietà (Fondo Edifici di Culto) e della Soprintendenza, si provveda al ripristino dei tratti originari del volto, nell’esclusivo interesse della tutela del luogo di culto e della sua funzione spirituale. Il Vicariato rinnova il proprio impegno nella valorizzazione del patrimonio artistico ecclesiale, sempre attraverso una leale e costante collaborazione con le istituzioni dello Stato preposte alla tutela”.