ROMA – «Siamo trenta d’una sorte/ e trentuno con la morte./ Eia, Eia! Alalà!». E via, è partito, e chi lo ferma più il Vannacci. Come il suo mito Gabriele D’Annunzio, scrittore e soldato, ieri la beffa di Buccari, Alalà, oggi la beffa di Salvini. «Sono lusingato di questa nomina. Ringrazio per la fiducia che non tradirò», diceva un anno fa ricevendo dallo sventurato Salvini gli alamari da viceseg…