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Vannacci dice addio alla Lega. Salvini: “Tradisce come Fini”

Roberto Vannacci e Matteo Salvini 

 

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La rottura in un faccia a faccia lunedì sera. L’ex generale annuncia: Futuro nazionale sarà alle politiche. Il leghista: non ha lealtà. E i Patrioti lo cacciano. Schlein: possiamo batterli
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ROMA – Roberto Vannacci lascia la Lega, per lanciare Futuro nazionale verso le politiche del 2027. Dopo un incontro lunedì sera con Matteo Salvini, che sancisce nei fatti la rottura, cristallizzando una distanza che fino all’ultimo il vicepremier pensava di poter colmare. Il sodalizio finisce male. Con il segretario che dà al suo ex vice del «traditore come Gianfranco Fini». E l’altro che vuole strappargli un pezzo di partito: «Vado avanti da solo. Chi mi ama mi segua».

La notizia viene anticipata nella mattinata di ieri da Repubblica ma l’ufficialità dell’addio arriva nel pomeriggio con un post che l’eurodeputato, tornato a Bruxelles, pubblica quando sta per iniziare il consiglio federale in via Bellerio a Milano, una riunione cui era invitato. «Inseguo un sogno, e vado lontano. Futuro nazionale», scrive pubblicando il simbolo depositato nelle scorse settimane. Annuncia: «Presenteremo la nostra lista alle politiche del 2027. Siamo l’unica novità degli ultimi dieci anni». Ai post al…

ROMA – Roberto Vannacci lascia la Lega, per lanciare Futuro nazionale verso le politiche del 2027. Dopo un incontro lunedì sera con Matteo Salvini, che sancisce nei fatti la rottura, cristallizzando una distanza che fino all’ultimo il vicepremier pensava di poter colmare. Il sodalizio finisce male. Con il segretario che dà al suo ex vice del «traditore come Gianfranco Fini». E l’altro che vuole strappargli un pezzo di partito: «Vado avanti da solo. Chi mi ama mi segua».

La notizia viene anticipata nella mattinata di ieri da Repubblica ma l’ufficialità dell’addio arriva nel pomeriggio con un post che l’eurodeputato, tornato a Bruxelles, pubblica quando sta per iniziare il consiglio federale in via Bellerio a Milano, una riunione cui era invitato. «Inseguo un sogno, e vado lontano. Futuro nazionale», scrive pubblicando il simbolo depositato nelle scorse settimane. Annuncia: «Presenteremo la nostra lista alle politiche del 2027. Siamo l’unica novità degli ultimi dieci anni». Ai post allega un volantino di quattro pagine, a mo’ di manifesto politico: «Amo la mia patria e combatterò lontano da inciuci. La mia destra è vitale, diversa, non è moderata. L’Italia è una polveriera pronta a deflagrare».

Il vicepremier leghista risponde a strettissimo giro. «Arrabbiato? Sono deluso e amareggiato», scrive anche lui sui social ricordando che «la Lega aveva accolto Vannacci quando aveva tutti contro. Volevamo fare un lungo cammino insieme. Purtroppo, però, far parte di un partito non significa solo ricevere, è soprattutto lavoro e lealtà». E ancora: «Siamo abituati a pensare che parole come onore, disciplina e lealtà abbiano un significato preciso, specie per chi ha indossato una divisa». Con questa amarezza il segretario, per dimostrare il voltafaccia, allega il video dell’intervento dal palco di Pontida in cui l’eurodeputato affermava: «Dicono “tanto Vannacci se ne va”, “Vannacci prende il taxi”. No, signori. Sono qua. Io ancora ci credo nella parola data e nell’onore, andremo avanti tutti insieme e non ci fermeranno”». I segnali c’erano da tempo, ora è un’altra storia.

Salvini incassa il colpo. Ricorda la candidatura nel 2024 dell’ex generale in ogni collegio alle Europee, la proposta difesa davanti ai più scettici nella Lega di nominarlo vicesegretario, l’insistenza nel volerlo vicepresidente del gruppo dei Patrioti in Europa. Il vicepremier perde la sua scommessa e si affida ai presagi: «La storia del centrodestra degli scorsi anni purtroppo ha delle persone - ricordate Fini? “Che fa mi cacci?” - che escono, che pensano cambiare il mondo e aiutano la sinistra», dice ospite di Cinque minuti su Rai1. In consiglio federale riferiscono che è stato ancora più duro: «Su chi tradisce e fugge non vale la pena perdere troppo tempo, come accadde con Fini in passato».

Tra i parlamentari leghisti che mal sopportavano il generale c’è aria di sollievo, anche se il futuro è un’incognita. Le bordate di Vannacci e le prese di distanza da tempo erano mal tollerate. Così la notizia che il vertice europeo dei Patrioti ha respinto la richiesta dell’eurodeputato di restare nel gruppo dopo la sua uscita dalla Lega, viene accolta con favore.

Il centrosinistra mette il dito nella piaga. «Per la prima volta da anni la coalizione di destra si divide. Sbaglia chi sottovaluta il mondo più estremista che fa riferimento al generale Vannacci», sostiene il leader di Italia viva Matteo Renzi: «Meloni e Salvini perdono le Politiche. A condizione che la sinistra stavolta si faccia trovare unita e non litighi come al solito». E il segretario della Lega risponde: «Se Renzi è felice, giudichino gli italiani».

Anche la segretaria del Pd Elly Schlein fiuta un’aria che starebbe cambiando: «Noi non cerchiamo comandanti dalle nostre parti, stiamo costruendo una coalizione progressista che per la prima volta dopo vent’anni si è riunita in tutte le regioni. Li abbiamo battuti. Questa destra non è imbattibile».

Salvini oggi rifiuta di fare calcoli. In ogni caso, come centrodestra, «abbiamo escluso un’alleanza con lui», taglia corto il vicepremier: «Ha preferito costruire un altro partito, dove non porterà sostanzialmente nessuno». O almeno, così spera.

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