PESCARA – La segretaria Pd Elly Schlein ha appena finito di dire che il suo partito «starà sul merito della riforma» perché a «politicizzarla ci pensa già il governo», quando le agenzie battono le parole del vicepremier Antonio Tajani sulle scarcerazioni dei militanti coinvolti negli scontri di Torino: «Come può un cittadino sentirsi sicuro con questa giustizia?». Eccolo l’ultimo capitolo di quella che la leader dem, a Pescara per aprire la campagna del partito a favore del no, denuncia come una «fortissima strumentalizzazione del tema sicurezza» brandito dalla destra come un’arma «contro i giudici e le opposizioni». Senza offrire risposte concrete, ripete dalla mattina, ma solo «leggi liberticide» che l’esecutivo usa «per coprire i propri fallimenti».
Le polemiche romane inseguono Schlein nel capoluogo abruzzese e la aspettano all’ingresso con il capannello di giornalisti. Durante il giorno, il video sui social dem che associa il voto per il sì a un’adunata fascista non solo ha man…
PESCARA – La segretaria Pd Elly Schlein ha appena finito di dire che il suo partito «starà sul merito della riforma» perché a «politicizzarla ci pensa già il governo», quando le agenzie battono le parole del vicepremier Antonio Tajani sulle scarcerazioni dei militanti coinvolti negli scontri di Torino: «Come può un cittadino sentirsi sicuro con questa giustizia?». Eccolo l’ultimo capitolo di quella che la leader dem, a Pescara per aprire la campagna del partito a favore del no, denuncia come una «fortissima strumentalizzazione del tema sicurezza» brandito dalla destra come un’arma «contro i giudici e le opposizioni». Senza offrire risposte concrete, ripete dalla mattina, ma solo «leggi liberticide» che l’esecutivo usa «per coprire i propri fallimenti».
Le polemiche romane inseguono Schlein nel capoluogo abruzzese e la aspettano all’ingresso con il capannello di giornalisti. Durante il giorno, il video sui social dem che associa il voto per il sì a un’adunata fascista non solo ha mandato in escandescenze i favorevoli al ddl Nordio: qualche naso si è arricciato anche all’interno del Pd. In testa la vicepresidente dell’Europarlamento Pina Picierno che parla di «una deriva comunicativa e politica sempre più polarizzante e populista». La leader non si scompone né tenta ritrattazioni davanti alle domande dei cronisti: «A far discutere è il fatto che Casapound abbia avviato una campagna con linguaggio violento dicendo “Falli piangere, vota sì”, noi abbiamo semplicemente ripreso un fatto oggettivo».
La sala consiliare pescarese, piena di militanti, la accoglie con i cartelli in mano. Il colore dominante è il fucsia, lo slogan dritto: «Vota no per difendere la Costituzione». Nel suo intervento la segretaria si dedica – quasi con piglio didattico – a smontare pezzo per pezzo l’impianto di una riforma «non sui magistrati, ma sui diritti dei cittadini».
È la prima tappa di un tour di dodici città. La seconda, domenica, sarà a Padova. Poi la tentazione di tornare militante: il giorno stesso Schlein potrebbe passare da Venezia per fare volantinaggio. In parallelo, nelle stesse settimane, correranno le sessioni “d’ascolto” inaugurate dal partito lo scorso weekend a Milano. Così il Nazareno mette perfeziona la strategia dell’«esserci»: Schlein punta ad «abbracciare il popolo del no», stare tra la gente, quello che «Meloni non fa da tre anni». La risposta con i fatti a chi l’ha accusata di essersi defilata, finora, nella campagna referendaria. Partire da Pescara, poi, «non è una scelta casuale», lo dice anche la segretaria: una parte della città – 14mila elettori – l’8 e il 9 marzo torna alle urne per scegliere il sindaco dopo che il Consiglio di Stato ha giudicato irregolari i voti di ventitré sezioni. Carlo Masci, centrodestra, il primo cittadino eletto nel 2024 per soli 500 voti, ora è in carica per gli affari correnti: lo sfidante di centrosinistra Carlo Costantini spera di poter riaprire la partita con il bis del voto che potrebbe portare a un ballottaggio proprio il 22-23 marzo.
Mentre la leader gira l’Italia, si muove anche la macchina del partito. Campagna tripartita: territori, social e tv. Ai circoli sono arrivati i vademecum per spiegare il disegno di legge, punto per punto, ai propri iscritti. Domani ci sarà una riunione tra segretari provinciali e regionali. La prima preoccupazione è rendere potabile una materia all’apparenza oscura: «Non è un questione per addetti ai lavori», scandisce Schlein dal palco pescarese. «Non c’è il quorum, conta ogni singola persona che riuscite a convincere sull’autobus o con una telefonata. Molte persone non hanno ancora capito su cosa si vota». E quale sia la posta in gioco se si allarga il quadro: «Mettete insieme questa riforma con l’autonomia differenziata e poi il premierato: un unicum al mondo, un sistema che accentra il potere nelle mani di chi governa a scapito delle prerogative del Capo dello Stato». Una partita sui diritti. La platea di Pescara si disperde mentre parte Streets of Minneapolis, la canzone che Bruce Springsteen ha scritto per i cittadini uccisi dall’Ice.