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Sicurezza, Della Cioppa “Pochi agenti, giro di vite inapplicabile”

Mario Della Cioppa (fotogramma)

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L’ex questore di Roma: “Trattenere gruppi di soggetti per 12 ore significa sottrarre decine di operatori ai servizi sul campo”
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Il prefetto Mario Della Cioppa è stato questore di Roma, e prima ancora a Catania e Foggia. Ha passato una vita nelle piazze, tra le divise. Sa quindi di cosa parla.

Con queste norme, il lavoro delle forze di polizia sarà più tutelato?

«Io credo che una norma che nasce senza una valutazione approfondita della sua applicabilità rischia paradossalmente di esporle di più, non di proteggerle. Se non c’è un adeguato potenziamento degli organici, delle strutture, dei mezzi, che le organizzazioni sindacali non finiscono mai di sollecitare, sia pur da troppi anni, il rischio è che la norma resti sulla carta o, peggio, che diventi una fonte di contenzioso e di stress operativo per chi deve applicarla. La tutela vera non è lo slogan normativo, ma la coerenza tra ciò che si introduce e ciò che si rende effettivamente praticabile».

Che ne pensa del fermo preventivo di dodici ore?

«Non voglio contestare a priori una norma di questo tipo, né assumere una posizione ideologica. La prima verifica rigu…

Il prefetto Mario Della Cioppa è stato questore di Roma, e prima ancora a Catania e Foggia. Ha passato una vita nelle piazze, tra le divise. Sa quindi di cosa parla.

Con queste norme, il lavoro delle forze di polizia sarà più tutelato?

«Io credo che una norma che nasce senza una valutazione approfondita della sua applicabilità rischia paradossalmente di esporle di più, non di proteggerle. Se non c’è un adeguato potenziamento degli organici, delle strutture, dei mezzi, che le organizzazioni sindacali non finiscono mai di sollecitare, sia pur da troppi anni, il rischio è che la norma resti sulla carta o, peggio, che diventi una fonte di contenzioso e di stress operativo per chi deve applicarla. La tutela vera non è lo slogan normativo, ma la coerenza tra ciò che si introduce e ciò che si rende effettivamente praticabile».

Che ne pensa del fermo preventivo di dodici ore?

«Non voglio contestare a priori una norma di questo tipo, né assumere una posizione ideologica. La prima verifica riguarda ovviamente la sua compatibilità costituzionale. Ma accanto a questo profilo ce n’è uno decisivo: la fattibilità concreta».

Ritiene che non ci sia?

«Mi chiedo: chi ha pensato questa misura si è confrontato con i questori che poi devono materialmente applicarla? Perché trattenere anche solo una ventina di soggetti per dodici ore significa sottrarre decine e decine di operatori ai servizi sul campo, impegnarli nella vigilanza, nella tutela di persone comunque private della libertà, nella redazione degli atti, senza escludere che, poi, alla fine, le manifestazioni assumano una deriva violenta. A volte, anzi, quei fermi stessi fungono da detonatore».

Pensa quindi che si rischia un caos nella gestione?

«Io credo che una norma così non possa planare dall’oggi al domani senza che siano stati costruiti prima i presupposti per renderla realmente applicabile. Di questo verranno chiamati a risponderne i Questori, senza che abbiano contribuito a realizzarne i presupposti».

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