Mattarella lancia i Giochi: “I valori olimpici ispirino i governi del mondo”
di Concetto VecchioMILANO – Più veloce, più in alto, più forte, insieme». Ore 20,15. Sergio Mattarella cita il motto olimpico Citius, altius, fortius, communiter, davanti ai potenti della terra, tra cui il vicepresidente Usa, J.D. Vance, riuniti alla cena offerta dalla presidente del Cio, Kristy Coventry, alla Fabbrica del Vapore. «Quelle parole non sono soltanto un programma sportivo: dovrebbero essere — sono — un programma cui dovrebbero ispirarsi tutti i governi del mondo nelle relazioni tra di loro», ricorda il Capo dello Stato. «È quel che tutti i popoli desiderano e attendono». La pace. La fine della conflittualità permanente. Poco prima aveva salutato sia Vance che il segretario di Stato Marco Rubio. Lo spirito dei Giochi farà il miracolo?
Ore 12. Villaggio Olimpico, a Porta Romana. Un gran sole illumina Milano. Il presidente della Repubblica arriva e Arianna Fontana, portabandiera, e il segretario generale del Coni, Mornati gli consegnano il giaccone dell’Italia e lui lo indossa subito. Un pium…
MILANO – Più veloce, più in alto, più forte, insieme». Ore 20,15. Sergio Mattarella cita il motto olimpico Citius, altius, fortius, communiter, davanti ai potenti della terra, tra cui il vicepresidente Usa, J.D. Vance, riuniti alla cena offerta dalla presidente del Cio, Kristy Coventry, alla Fabbrica del Vapore. «Quelle parole non sono soltanto un programma sportivo: dovrebbero essere — sono — un programma cui dovrebbero ispirarsi tutti i governi del mondo nelle relazioni tra di loro», ricorda il Capo dello Stato. «È quel che tutti i popoli desiderano e attendono». La pace. La fine della conflittualità permanente. Poco prima aveva salutato sia Vance che il segretario di Stato Marco Rubio. Lo spirito dei Giochi farà il miracolo?
Ore 12. Villaggio Olimpico, a Porta Romana. Un gran sole illumina Milano. Il presidente della Repubblica arriva e Arianna Fontana, portabandiera, e il segretario generale del Coni, Mornati gli consegnano il giaccone dell’Italia e lui lo indossa subito. Un piumino bianco alla moda. «Questa è la vestizione che si fa con gli ultimi arrivati», scherza il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio. E Mattarella, con sicilianissima ironia: «Sono leggermente fuori età per le Olimpiadi». Gli atleti lo applaudono, ridendo. «Per il vero anche da giovane non sarei mai stato selezionato, di sicuro», soggiunge.
Partono le Olimpiadi e il presidente è qui come primo tifoso. Degli azzurri. Dell’Italia, alla prova dei fatti. Incoraggia gli sportivi: «La prima competizione è con se stessi e con i propri limiti per superarsi, per migliorarsi, e poi c’è quella con gli altri partecipanti. Ci auguriamo che siano tante le medaglie, ma quello che è importante è il modo in cui parteciperete, come sempre è avvenuto. Con impegno, dando tutto se stessi, con lealtà, e rispetto per gli altri. Grazie in anticipo, certamente rendete onore al tricolore, alla nostra bandiera, ai nostri colori». Che valore hanno queste Olimpiadi? Quale messaggio offrono in questo tempo dilaniato? «Lo sport manda al mondo un messaggio di pace, di serenità».
È la prima tappa della sua due giorni a Milano, che culminerà stasera con la cerimonia a San Siro, quando sarà chiamato a dichiarare aperti i giochi. Ma prima ci sarà una sorpresa, che il Quirinale tiene coperta. Accompagnato dalla figlia Laura, entra al Villaggio scortato da otto corazzieri. Lo accolgono il sindaco Sala, il governatore Fontana, Buonfiglio, il presidente della Fondazione Milano Cortina Malagò, l’ad dei Giochi, Andrea Varnier. Si reca al murale della tregua, vi appone la sua firma. «Ci siamo!» dice agli atleti. Ha l’aria emozionata. «Per tutti voi essere qui è già un grande risultato. Essere stati selezionati è già un successo autentico. Presumo che non siate appagati da questo e che affronterete le competizioni con l’intenzione di avere altri successi». Sala osserva la scena: «Mattarella è sempre una garanzia, è rassicurante e generoso».
Il presidente pranza con gli azzurri. A tavola è tra Arianna Fontana, campionessa dello short track, e il pattinatore Pietro Sighel. Il menù: lasagna zucca e formaggio, pesce spada alla griglia con verdure al vapore, torta di mele e frutta di stagione. Clima allegro. Selfie. Mattarella ride per alcune battute. Poi la macchina presidenziale lascia il Villaggio. Sono le 14. Direzione Monza, dove ha scelto di soggiornare.
Poi, a sera, la cena, alla fabbrica del Vapore. Vecchia zona industriale convertita a spazio eventi. Ai fornelli i fratelli Cerea. Alla sua destra è seduta la figlia Laura, a sinistra Buonfiglio, davanti a sé Kristy Coventry e J.D.Vance. Dice: «L’auspicio è che i valori olimpici divengano ispirazione concreta nella vita internazionale e vengano praticati e non soltanto ammirati. Com’è noto l’Assemblea generale dell’Onu, approvando la tregua olimpica, ha esortato i Paesi membri a cooperare con il comitato olimpico internazionale e con il comitato internazionale paralimpico per promuovere la pace e la comprensione umana, il dialogo, la tolleranza, la riconciliazione». Ricorda che questi Giochi vedono «la più ampia partecipazione femminile di sempre». E poi: «Lo sport è espressione di libertà, regole condivise. Una grande lezione per tutti».