«Per settimane hanno alimentato enormi aspettative, sembrava che questo decreto dovesse risolvere tutti i problemi legati alle violenze e alla micro-criminalità che in tre anni, dacché c’è la destra al governo, sono aumentate anziché diminuire», accusa Matteo Mauri, responsabile Sicurezza del Pd. «La verità è che lì dentro non c’è una sola risposta alla grande insicurezza percepita dai cittadini. Solo propaganda, tante marce indietro e nulla sulla prevenzione».
È fuffa, onorevole?
«Stiamo ancora approfondendo il testo, ma non mi pare ci siano norme particolarmente significative e soprattutto non si mette mano in alcun modo agli organici delle forze dell’ordine, l’unica misura davvero efficace per garantire l’ordine pubblico. Anzi, si ampliano i compiti di polizia e carabinieri senza aumentare di un’unità gli agenti di pubblica sicurezza, che noi invece chiediamo da mesi».
Ma l’assenza di norme significative come si sposa con la “svolta illiberale” denunciata dai vostri alleati?
«Una c…
«Per settimane hanno alimentato enormi aspettative, sembrava che questo decreto dovesse risolvere tutti i problemi legati alle violenze e alla micro-criminalità che in tre anni, dacché c’è la destra al governo, sono aumentate anziché diminuire», accusa Matteo Mauri, responsabile Sicurezza del Pd. «La verità è che lì dentro non c’è una sola risposta alla grande insicurezza percepita dai cittadini. Solo propaganda, tante marce indietro e nulla sulla prevenzione».
È fuffa, onorevole?
«Stiamo ancora approfondendo il testo, ma non mi pare ci siano norme particolarmente significative e soprattutto non si mette mano in alcun modo agli organici delle forze dell’ordine, l’unica misura davvero efficace per garantire l’ordine pubblico. Anzi, si ampliano i compiti di polizia e carabinieri senza aumentare di un’unità gli agenti di pubblica sicurezza, che noi invece chiediamo da mesi».
Ma l’assenza di norme significative come si sposa con la “svolta illiberale” denunciata dai vostri alleati?
«Una cosa è l’impianto del decreto costruito soprattutto per colpire il dissenso, tant’è che il presidente della Repubblica è dovuto intervenire per correggerne i profili di incostituzionalità. Altra cosa è il pasticcio che ne è venuto fuori».
E cioè?
«Per esempio hanno deciso che il furto con destrezza è procedibile d’ufficio anziché a querela di parte, ma non cambia niente. Lo scudo penale per gli agenti si è trasformato in un finto scudo per tutti i cittadini, che si risolve in nulla perché tolgono l’iscrizione automatica nel registro degli indagati e la spostano in un modello separato. Che è esattamente la stessa cosa. L’ha ammesso lo stesso Nordio in conferenza stampa».
Cosa avrebbe ammesso?
«Ha detto: “Se non è zuppa è pan bagnato”. Non è riuscito a spiegare qual è la grande differenza fra i due registri. E in più ha affermato che essere iscritti è uno stigma, il che fa impressione pronunciato da un ex pm. Alla faccia del garantismo strombazzato ai quattro venti».
Sulla cauzione però sono tornati indietro, nel decreto non c’è più.
«Peccato che Salvini, a norme appena approvate, sia uscito per annunciare che la riproporranno in Parlamento. Il governo ha trovato un accordo sul testo e un minuto dopo la Lega lo ha sconfessato. Segno delle divisioni e dei contrasti insanabili che hanno al loro interno. Per non parlare della clamorosa retromarcia sul fermo preventivo che non è un fermo ma un accompagnamento nelle stazioni di polizia e solo in presenza di gravi indizi, comunque sottoposti alla verifica della magistratura».
Ma almeno sui coltelli e le zone rosse non hanno fatto bene?
«Sui coltelli non sono stati neanche originali: il Partito democratico aveva depositato mesi fa una proposta di legge sul divieto di vendita, che loro fino a ieri non avevano mai voluto prendere in considerazione. Quanto alle zone rosse, secondo i dati del Viminale i segnalati sono solo lo 0,6% su 1,3 milioni di persone controllate. Anziché decreto sicurezza andava chiamato decreto sul nulla».
Esiste il pericolo terrorismo evocato dal governo?
«Intanto è curioso che si riferiscano sempre a quello rosso e mai a quello fascista. Dopodiché se esiste ed è reale, il governo deve venire a dirlo e a sostanziarlo in Parlamento. Altrimenti saremmo di fronte alla irresponsabile strumentalizzazione di una tragedia che il nostro Paese ha pagato con il sangue»