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Decreto sicurezza, opposizioni all’attacco: “Solo propaganda”

(ansa)

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Conte: “Nulla per aumentare agenti e presidi”. Bonelli: “Vulnus costituzionale”. Magi: “Verso la svolta illiberale”
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«Più che un governo mi pare un generatore automatico di nuovi reati e nuove pene», allarga le braccia Nicola Fratoianni: «Già che c’erano potevano far scrivere il decreto a ChatGpt, ci avrebbe messo meno tempo e sarebbe stato più efficace». Alle prese con la lettura del dl sicurezza bis, il leader di Avs è sconfortato: «Sembra l’ennesima operazione di propaganda repressivo-securitaria, che non fa nulla sulla prevenzione e non aiuta le forze dell’ordine a svolgere i propri compiti. Anzi, gli complica la vita».

Una bocciatura condivisa da tutte le opposizioni. Convinte che «anche questo testo, come tutti quelli precedenti in materia», abbia soprattutto uno scopo: colpire il dissenso per racimolare consenso. «C’è un salto verso una svolta illiberale», avverte Riccardo Magi. «Il fermo preventivo basato sul cosiddetto “legittimo sospetto”, specie in relazione alle manifestazioni”, accusa Angelo Bonelli, «rappresenta un grave vulnus al diritto costituzionale di manifestare. A questo punto s…

«Più che un governo mi pare un generatore automatico di nuovi reati e nuove pene», allarga le braccia Nicola Fratoianni: «Già che c’erano potevano far scrivere il decreto a ChatGpt, ci avrebbe messo meno tempo e sarebbe stato più efficace». Alle prese con la lettura del dl sicurezza bis, il leader di Avs è sconfortato: «Sembra l’ennesima operazione di propaganda repressivo-securitaria, che non fa nulla sulla prevenzione e non aiuta le forze dell’ordine a svolgere i propri compiti. Anzi, gli complica la vita».

Una bocciatura condivisa da tutte le opposizioni. Convinte che «anche questo testo, come tutti quelli precedenti in materia», abbia soprattutto uno scopo: colpire il dissenso per racimolare consenso. «C’è un salto verso una svolta illiberale», avverte Riccardo Magi. «Il fermo preventivo basato sul cosiddetto “legittimo sospetto”, specie in relazione alle manifestazioni”, accusa Angelo Bonelli, «rappresenta un grave vulnus al diritto costituzionale di manifestare. A questo punto saremmo tutti sospetti, anche solo per aver portato una bandiera della Palestina». Preoccupato, il deputato verde, per le parole pronunciate dal ministro Nordio: «È da irresponsabili evocare il ritorno delle Brigate Rosse. Il governo lavora per alzare la tensione sociale nel Paese. Il terrorismo non ha nulla ha a che vedere con quanto accaduto a Torino: disordini da imputare ai violenti ma anche all’incapacità del ministro Piantedosi di gestire l’ordine pubblico».

Caustico Giuseppe Conte. Nonostante a prima vista sembri che alcune proposte 5S sempre respinte dalla maggioranza siano state accolte – «Si sono svegliati dal lungo sonno: buongiorno! sorride sui social – per il resto si tratta di una scatola vuota». «Cercasi vere misure per la sicurezza nelle città», incalza l’ex premier: «Con le loro norme i ladri continuano a scappare perché li avvisano dell’arresto e non si fa nulla per aumentare gli agenti, i presidi e i controlli nelle strade». In sintonia il Pd: «L’emergenza non sono i salari troppo bassi, non è il carrello della spesa che cresce, non sono i milioni di italiani che non si curano più. L’emergenza per Meloni è il fermo preventivo di dodici ore prima dei cortei. Ormai chi ci governa vive sulla Luna», attacca Arturo Scotto. Con Matteo Ricci che parla di «fuffa» perché «non c’è bisogno di più repressione, servono più forze dell’ordine per il controllo del territorio e il contrasto di furti, spaccio, criminalità. Soprattutto serve la certezza della pena. Basterebbe ascoltare i sindaci». Aspetta e spera.

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