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Vannacci, primi addii alla Lega. Arianna Meloni: non lo temiamo

(ansa)

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Lasciano il Carroccio i deputati Ziello e Sasso: “Salvini non è credibile”. Dubbi sull’uso del simbolo di Futuro nazionale
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Il fattore Vannacci agita il centrodestra, anche se Arianna Meloni, la sorella di Giorgia a capo di Fratelli d’Italia, predica serenità: «Siamo ancora all’inizio, vediamo che cosa succede. Noi non ci preoccupiamo, siamo sicuri del nostro lavoro», dice parlando alla presentazione dell’ultimo libro del direttore del Foglio Claudio Cerasa.

In questi ultimi giorni, dopo averlo osannato per mesi e mesi, la stampa d’area del centrodestra sovranista sta demolendo l’ex vicesegretario della Lega che s’è messo in proprio: “traditore”, “disertore”, “cretino”, “colluso con la sinistra” e così via. La fondazione di Futuro nazionale preoccupa e anche parecchio nel dietro le quinte delle forze di governo, perché il potenziale consenso dell’ex generale — dal 2 al 4 per cento, secondo i sondaggi attuali — rischia di avvantaggiare la coalizione progressista alle prossime Politiche. E un’alleanza, ad oggi, sembra improponibile.

In Parlamento intanto le indiscrezioni si sono concretizzate: i leghisti Edo…

Il fattore Vannacci agita il centrodestra, anche se Arianna Meloni, la sorella di Giorgia a capo di Fratelli d’Italia, predica serenità: «Siamo ancora all’inizio, vediamo che cosa succede. Noi non ci preoccupiamo, siamo sicuri del nostro lavoro», dice parlando alla presentazione dell’ultimo libro del direttore del Foglio Claudio Cerasa.

In questi ultimi giorni, dopo averlo osannato per mesi e mesi, la stampa d’area del centrodestra sovranista sta demolendo l’ex vicesegretario della Lega che s’è messo in proprio: “traditore”, “disertore”, “cretino”, “colluso con la sinistra” e così via. La fondazione di Futuro nazionale preoccupa e anche parecchio nel dietro le quinte delle forze di governo, perché il potenziale consenso dell’ex generale — dal 2 al 4 per cento, secondo i sondaggi attuali — rischia di avvantaggiare la coalizione progressista alle prossime Politiche. E un’alleanza, ad oggi, sembra improponibile.

In Parlamento intanto le indiscrezioni si sono concretizzate: i leghisti Edoardo Ziello e Rossano Sasso hanno lasciato il Carroccio e insieme a Emanuele Pozzolo, ex FdI, formeranno la piccola pattuglia vannacciana nel gruppo Misto, determinata a soffiare sul fuoco delle contraddizioni della destra di governo. «Il partito con questo schema intercambiabile — dice Ziello parlando della Lega — assume sempre di più le sembianze di un Giano Bifronte che non riesce a essere più credibile visto che è diventato tutto e il contrario di tutto. Interpreto la politica come azione e servizio da garantire in una cornice di coerenza e verità. Binomio che non vedo più presente nella Lega per Salvini premier».

Sasso ricorda di essere entrato nel 2014 nel Carroccio, «eravamo animati da una spinta emotiva e ideale fortissima, fieri di un progetto politico rivoluzionario, identitario e sovranista, che ho avuto l’onore folle di guidare per anni insieme ad altri pazzi visionari del Sud. Oggi quel progetto per me non esiste più». Piccole ripercussioni, per ora, anche a livello locale. A Pisa, città da cui è originario Ziello, due dei tre consiglieri comunali della Lega hanno deciso di lasciare il gruppo consiliare e il Carroccio, per entrare nel gruppo misto. Da lì, poi, ci sarà la creazione della componente “futurista”.

Dopodiché c’è da sbrogliare tutta una faccenda burocratica attorno a Futuro nazionale. L’utilizzo del simbolo è oggetto di una diatriba, giuridica prima che politica, visto che un marchio con la stessa dicitura è stato già presentato ufficialmente e depositato nel 2010 presso l’Ufficio marchi e brevetti della Camera di Commercio di Teramo da Riccardo Mercante, ex consigliere regionale M5S scomparso nel 2020. Solo gli eredi sarebbero legittimati a usarlo, non necessariamente in una competizione elettorale. Non a caso la moglie, Marina Caproni, ha già fatto sapere che non ha intenzione di “cedere” il logo ai vannacciani. Anche se c’è chi fa notare che l’attuale normativa invece legittimerebbe Vannacci a tenere per sé il nome perché sono trascorsi dieci anni dalla sua registrazione e il titolo sarebbe scaduto. Per non sbagliare, due giorni fa il presidente dell’associazione politico-culturale Mondo al contrario, Guido Giacometti, ha inviato una comunicazione a tutti i team del generale in congedo. «Si invita espressamente a non utilizzare il nome e il simbolo, né sui social network né in altre forme di comunicazione pubblica o privata riconducibili all’associazione o ai singoli soci» anche perché «il simbolo risulta registrato ed è pertanto tutelato».

Oggi intanto Vannacci prosegue il suo tour con un evento a Chiavari. Mentre presto potrebbe essere ufficializzato il suo ingresso nel gruppo europeo creato dall’ultradestra tedesca di Afd, Europa delle nazioni sovrane.

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