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Meloni difende Pucci: a sinistra deriva illiberale. La Rai: “Rammaricati, clima di intolleranza”

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La destra fa quadrato intorno al comico dopo la rinuncia a Sanremo per le polemiche che lo hanno investito nei giorni scorsi. La Russa telefona al cabarettista: “Ripensaci”. Conte: “Una distrazione dai problemi reali”
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La destra, a partire dalla premier Meloni, fa quadrato attorno ad Andrea Pucci, dopo la decisione del comico di non andare a Sanremo per una serata da co-conduttore insieme a Carlo Conti per via delle polemiche che lo hanno investito. Non si è ancora spenta la querelle contro Telemeloni e i vertici Rai – e in particolare il direttore di Rai Sport Paolo Petrecca – per la disastrosa telecronaca nella cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali, che si apre un altro fronte sulle scelte della tv pubblica.

Meloni: “Solidarietà a Pucci per intimidazione e odio”

Il comico Pucci, annunciando il suo passo indietro, ha fatto sapere oggi che "gli insulti, le minacce, gli epiteti e quant'altro ancora, ricevuti da me e dalla mia fam…

La destra, a partire dalla premier Meloni, fa quadrato attorno ad Andrea Pucci, dopo la decisione del comico di non andare a Sanremo per una serata da co-conduttore insieme a Carlo Conti per via delle polemiche che lo hanno investito. Non si è ancora spenta la querelle contro Telemeloni e i vertici Rai – e in particolare il direttore di Rai Sport Paolo Petrecca – per la disastrosa telecronaca nella cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali, che si apre un altro fronte sulle scelte della tv pubblica.

Meloni: “Solidarietà a Pucci per intimidazione e odio”

Il comico Pucci, annunciando il suo passo indietro, ha fatto sapere oggi che "gli insulti, le minacce, gli epiteti e quant'altro ancora, ricevuti da me e dalla mia famiglia in questi giorni sono incomprensibili ed inaccettabili!" aggiungendo che “omofobia e razzismo sono termini che evidenziano odio del genere umano e io non ho mai odiato nessuno".

A scendere in campo in sua difesa, e ad attaccare ad alzo zero la sinistra, è la presidente del Consiglio che sui social scrive: "Fa riflettere che nel 2026 un artista debba sentirsi costretto a rinunciare a fare il suo lavoro a causa del clima di intimidazione e di odio che si è creato attorno a lui. Esprimo solidarietà ad Andrea Pucci, che ha deciso di rinunciare a Sanremo a causa delle offese e delle minacce rivolte a lui e alla sua famiglia. È inaccettabile che la pressione ideologica arrivi al punto da spingere qualcuno a rinunciare a salire su un palco". La premier prosegue: "Ma anche questo racconta il doppiopesismo della sinistra, che considera "sacra" la satira (insulti compresi) quando è rivolta verso i propri avversari, ma invoca la censura contro coloro che dicono cose che la sinistra stessa non condivide. La deriva illiberale della sinistra in Italia sta diventando spaventosa".

La telefonata di La Russa

Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha fatto sapere di aver “telefonato all'amico Andrea Pucci per esprimergli la mia vicinanza e per invitarlo a ripensarci”.

"Capisco - continua la nota – la sua decisione, presa da persona perbene qual è, ma il mio auspicio è che possa tornare sui suoi passi. Ho sempre sostenuto che la satira non possa e non debba essere censurata: lo pensavo quando a calcare il palco di Sanremo erano comici dichiaratamente di sinistra, e lo dico oggi con Pucci. A lui e alla sua famiglia va la mia vicinanza per le minacce ricevute".

Salvini e Tajani difendono Pucci

Anche il vicepremier Matteo Salvini, postando una foto di Pucci, commenta sui social: "Io sto con Andrea Pucci. Evviva la libertà di pensiero, di parole e di sorriso". Dello stesso avviso l’altro vice di Meloni, Antonio Tajani: "L'ultima vittima del politicamente corretto è Andrea Pucci, che ha rinunciato a Sanremo per le polemiche esplose intorno alla sua satira. Perché questo doppiopesismo culturale? Difendere la libertà significa anche difendere la libertà di espressione e di parola, artistica e culturale. Non è accettabile che qualcuno voglia imporre un pensiero unico, soprattutto sui mezzi di comunicazione pubblica. Ad Andrea Pucci e alla sua famiglia va la mia solidarietà per le minacce ricevute".

La nota della Rai

La Rai esprime in una nota “grande rammarico per la decisione di Andrea Pucci di rinunciare a partecipare alla prossima edizione del festival di Sanremo, a seguito delle gravi minacce ricevute e del clima di intimidazione nei suoi confronti”. Nel comunicato Viale Mazzini esprime "preoccupazione per il clima d'intolleranza e di violenza verbale generato nei confronti di un artista che ha fatto della satira e della comicità non conformiste il suo modo di esprimere libertà di pensiero". "Questa forma censura nei confronti di un artista attraverso la diffusione di odio e pregiudizio dovrebbe preoccupare chiunque lavori nello spettacolo".

La replica delle opposizioni

A stretto giro cominciano ad arrivare le reazioni dei partiti di opposizione.

"Avevo chiesto a Meloni di dirci cosa vuole fare contro il boom di cassa integrazione e la perdita di 6mila euro netti in media per i lavoratori ma nulla", dice il leader del M5S Giuseppe Conte. “Ora deve parlare del comico Pucci per distrarci tutti ancora un po' con la grancassa mediatica in mano ai partiti di maggioranza al seguito".

Dal Pd attacca Stefano Graziano, capogruppo dem in Vigilanza Rai : "Mentre in Sicilia si contano migliaia di sfollati e gli italiani stanno affrontando gravi emergenze sociali, Meloni e lo stato maggiore del governo sono preoccupati della scaletta del festival di Sanremo". E aggiunge: "Prendiamo atto della rinuncia di Andrea Pucci alla co-conduzione di una delle serate del Festival: una scelta di buonsenso che evidentemente non appartiene a tutti. Di certo non appartiene al direttore di RaiSport, Paolo Petrecca, che, dopo una vergognosa e imbarazzante telecronaca in occasione dell'inaugurazione dei Giochi olimpici invernali di Milano-Cortina, continua imperterrito a rimanere al suo posto solo perché si sente difeso da chi attacca sulla presunta illiberalità".

Gli esponenti M5S in commissione di Vigilanza Rai affermano: "Panico a Palazzo Chigi: Pucci rinuncia alla co-conduzione di Sanremo e parte immediatamente l'allarme democratico. Giorgia Meloni lancia allarme rosso parlando di intimidazione, odio e addirittura di spaventosa deriva illiberale. Mancava solo l'appello al Consiglio di Sicurezza dell'Onu per difendere il diritto universale alla battuta sul suocero e alla barzelletta sugli stereotipi anni Novanta. Per Meloni il problema non sono le guerre e le bollette alle stelle, ma Pucci a Sanremo”.

Duro anche il leader di Italia Viva, Matteo Renzi: "Giorgia Meloni non viene mai in Parlamento per parlare di pressione fiscale e di sicurezza. E però oggi interviene sul festival di Sanremo dando la colpa all'opposizione per il forfait del comico Pucci. Non so quanto faccia ridere Pucci, so però quanto fa ridere un governo in cui premier e vicepremier danno la solidarietà a un comico e non parlano di tasse e coltelli”.

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