ROMA – Doveva essere una serata trionfale, l’apertura dei Giochi nella cornice di San Siro zeppo di autorità e star globali: per la Rai — e l’Italia tutta — si è trasformata in una Caporetto infarcita di gaffe, errori grossolani, censure malriuscite. E ora la disastrosa telecronaca della cerimonia affidata, per auto-assegnazione, al direttore meloniano di RaiSport Paolo Petrecca — sfiduciato due volte dalla sua redazione — rischia di provocare una valanga.
I giornalisti della testata, già in stato di agitazione, parlano di «sfregio alla nostra storia», una «vergogna che ci mortifica tutti»: pronti a scioperare se domani, lunedì, i vertici dell’azienda non prenderanno provvedimenti. In ballo c’è anche la chiusura delle Olimpiadi, il 22 a Verona, …
ROMA – Doveva essere una serata trionfale, l’apertura dei Giochi nella cornice di San Siro zeppo di autorità e star globali: per la Rai — e l’Italia tutta — si è trasformata in una Caporetto infarcita di gaffe, errori grossolani, censure malriuscite. E ora la disastrosa telecronaca della cerimonia affidata, per auto-assegnazione, al direttore meloniano di RaiSport Paolo Petrecca — sfiduciato due volte dalla sua redazione — rischia di provocare una valanga.
I giornalisti della testata, già in stato di agitazione, parlano di «sfregio alla nostra storia», una «vergogna che ci mortifica tutti»: pronti a scioperare se domani, lunedì, i vertici dell’azienda non prenderanno provvedimenti. In ballo c’è anche la chiusura delle Olimpiadi, il 22 a Verona, che dovrebbe essere raccontata dal medesimo speaker. Di cui le opposizioni chiedono a gran voce le dimissioni per «manifesta inadeguatezza». Troppi gli scivoloni nel corso della diretta: Matilda De Angelis scambiata per Mariah Carey, lo stadio di San Siro per lo stadio Olimpico, la presidente del Cio per la figlia del presidente Mattarella; la Macedonia che «si chiama così perché come quella di frutta è composta da popoli diversi»; il cantante Ghali mai citato per nome; i pallavolisti delle nazionali maschile e femminile nemmeno riconosciuti e appellati genericamente come «altri tedofori». Al punto da scatenare l’ira funesta della Numia Vero Volley Milano, il team della capitana azzurra Anna Danesi e di Carlotta Cambi, che adesso si aspetta «scuse formali dalla Rai e dal direttore di RaiSport». Mentre Matilda De Angelis ironizza sui social: «Please, call me Mariah».
Una debacle. Contro cui per prima punta il dito l’Usigrai: «Petrecca e vertici aziendali sono responsabili della figuraccia Rai», attacca il sindacato interno, ricordando la sequela di sfiducie collezionate dal direttore, ma «nonostante questo, premiato in vista dell’importantissimo appuntamento olimpico», col risultato di produrre «una bruciante sconfitta per l’immagine del servizio pubblico» e «danni incalcolabili alla reputazione» della tv di Stato. Un comunicato che in serata l’azienda si rifiuta di mandare in onda nei tg, esasperando ancor più lo scontro: «È una violazione di quanto previsto dal contratto», attacca il sindacato.
Durissimo il consigliere di amministrazione in quota centrosinistra Roberto Natale: «Nessuno provi a buttarla in politica. La valanga di critiche non deriva dal fatto che Petrecca abbia simpatie di destra, ma dall’incontestabile dimostrazione di inadeguatezza professionale offerta in quattro ore di telecronaca».
Ecco perché resta una sola strada. «La Rai meloniana ha toccato il fondo. L’imposizione di persone per affiliazione di partito in sfregio al merito e alla qualità ha portato al disastro assoluto», tuona il senatore pd Francesco Verducci: «Il direttore deve dimettersi per plateale incapacità professionale. La Rai è stata umiliata davanti a milioni di spettatori». Stessa richiesta avanzata dal responsabile informazione del Nazareno, Sandro Ruotolo, e dal capogruppo in Vigilanza Stefano Graziano: «Petrecca ha inanellato errori, banalità e sfondoni in serie. Non è un incidente. È una scelta. Una televisione piegata alla fedeltà politica invece che alla competenza, alla propaganda invece che alla professionalità non è servizio pubblico. È occupazione. Che altro deve succedere per mettere fine a TeleMeloni?». Il M5S parla di «figuraccia olimpica» e si domanda: «Quand’è che l’ad deciderà di assumersi la responsabilità dei suoi errori?». Con un di più che fa vibrare di rabbia Avs: «Hanno censurato Ghali», accusano Fratoianni e Bonelli, «concepiscono solo la libertà di ascoltare ciò che conviene a loro. Vergogna». Ma FdI fa muro: «È stata una cerimonia perfetta, che le opposizioni cercano di inquinare con polemiche strumentali. Ennesima dimostrazione del loro essere anti-italiani». Chiaro il senso: Petrecca è un Fratello, non si tocca.