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Olimpiadi, Donatella Scarnati: “Che scempio la telecronaca di Petrecca. Colpa anche dei vertici Rai”

Donatella Scarnati con Ronaldo ai mondiali di calcio in Qatar nel 2022 
Intervista all’ex giornalista sportiva della tv pubblica: “Ho provato rabbia, dopo aver raccontato da inviata nove edizioni dei Giochi e dieci mondiali di calcio. Ricordo la volta che Agnes vigilò sulla diretta di Tomba durante Sanremo”
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Donatella Scarnati, ha seguito la cerimonia di apertura delle Olimpiadi?

“Sì, e ho provato grandissima tristezza, rabbia. Uno scempio. Mi chiedo: com’è stato possibile?”.

Lo chiedo a lei che per quarant’anni ha raccontato lo sport in Rai.

“Beh, c’è stata molta superficialità, e non soltanto da parte del direttore di Rai Sport, Paolo Petrecca. Però la sua responsabilità consiste nell’aver pensato di poter reggere quella prova, quando in redazione c’erano fior di professionisti che potevano benissimo farlo al posto suo. Penso a Stefano Bizzotto e Alberto Rimedio”.

Non ci si improvvisa?

“No. Intanto devi sapere cos’è una telecronaca. Gestire il ritmo, le pause. Petrecca non ne aveva mai fatta una. Ma una cerimonia inaugurale implica anche una conoscenza più ampia: cultura, politica, tradizioni, devi maneggiare i ricordi. Lo dico perché ho raccontato da inviata nove Olimpiadi, dieci Mondiali di calcio…L’ultimo nel 2022, in Qatar, dopo il quale ho lasciato la Rai”.

Perché sostiene che non …

Donatella Scarnati, ha seguito la cerimonia di apertura delle Olimpiadi?

“Sì, e ho provato grandissima tristezza, rabbia. Uno scempio. Mi chiedo: com’è stato possibile?”.

Lo chiedo a lei che per quarant’anni ha raccontato lo sport in Rai.

“Beh, c’è stata molta superficialità, e non soltanto da parte del direttore di Rai Sport, Paolo Petrecca. Però la sua responsabilità consiste nell’aver pensato di poter reggere quella prova, quando in redazione c’erano fior di professionisti che potevano benissimo farlo al posto suo. Penso a Stefano Bizzotto e Alberto Rimedio”.

Non ci si improvvisa?

“No. Intanto devi sapere cos’è una telecronaca. Gestire il ritmo, le pause. Petrecca non ne aveva mai fatta una. Ma una cerimonia inaugurale implica anche una conoscenza più ampia: cultura, politica, tradizioni, devi maneggiare i ricordi. Lo dico perché ho raccontato da inviata nove Olimpiadi, dieci Mondiali di calcio…L’ultimo nel 2022, in Qatar, dopo il quale ho lasciato la Rai”.

Perché sostiene che non è solo colpa di Petrecca?

“Perché i vertici dovevano vigilare. Non si può fare una scelta così importante, scegliere il telecronista della cerimonia, all’ultimo momento, in maniera estemporanea”.

La Rai dei suoi tempi non avrebbe commesso un simile errore?

“Ho un ricordo. Nel 1988 c’erano le Olimpiadi invernali a Calgary mentre era in corso il festival di Sanremo. Si decise di interromperlo per trasmettere la gara di Alberto Tomba. Il direttore generale Biagio Agnes volle sapere tutto di questa finestra, perché non era mai successo che si interrompesse il festival. Chiese a Fabrizio Maffei e al direttore del Tg1 Nuccio Fava chi avrebbe fatto la telecronaca della gara…”.

E a chi toccava?

“A Marco Franzelli. Si collegò, tenendo la linea per lo slalom. E Tomba, che era terzo dopo la prima manche, vinse l’oro”.

Perché reputa questo infortunio uno scempio?

“Perché ho dedicato la mia vita alla Rai. Sono entrata nel 1982, con un contratto a termine, al Tg3. Poi nel 1984 mi hanno assunto al Televideo, quindi sono andata al Tg1 con Tito Stagno. Era il 1988. E quell’anno Paolo Valenti mi chiamò a raccontare Novantesimo Minuto: sono stata la prima donna ad avere questo onore”.

E’ giusto fare lo sciopero delle firme a Rai Sport?

“Penso di sì. Nessuno dell’azienda ha chiesto scusa. Perché con la telecronaca di Petrecca è stata danneggiata l’immagine della Rai, e dei tanti giornalisti sportivi che vi lavorano con grande professionalità. Molti di loro stanno facendo un eccellente lavoro, ma tutti parlano della Rai che ha fatto pena”.

Questa gaffe peserà?

“Era il biglietto da visita per la Rai, la cerimonia, ed è stato sprecato. Ora i giornalisti dicono: non vogliamo essere coinvolti in questo calderone, ne prendiamo le distanze. Un gesto inevitabile”.

TeleMeloni non è all’altezza?

“Guardi non è neanche una questione di destra o sinistra, ma di professionalità”.

Che differenze vede con i suoi tempi?

“Non esistono le generazioni, diceva Tito Stagno. Esistono le categorie. I fuoriclasse, i bravi, quelli meno bravi. Quelli ci sono oggi come ieri. Però difendere questa professionalità oggi è più che mai necessario”.

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