Un accordo che, facendo i conti della serva, può valere 100 mila euro: Mario Adinolfi ci mette il simbolo del Popolo della Famiglia, che si è presentato alle Politiche del 2018 e del 2022, Roberto Vannacci si crea la componente al misto di Futuro nazionale e intasca. Una componente formale avrebbe infatti diritto ai fondi della Camera per ogni parlamentare, più o meno 33 mila euro a testa. “Però la collaborazione per me deve essere politica, non legata ai soldi”, dice Adinolfi, che nella vita è stato molto cose, compreso il parlamentare del Pd, un’epoca fa, e più di recente il giocatore di poker.
Oggi invece Adinolfi perora la causa tradizionalista della famiglia e della possibilità di questa alleanza ne ha parlato con un deputato di Futuro nazionale. Ora attende di discuterne direttamente col generale in congedo, “con il quale già alle regionali in Toscana e in Emilia-Romagna c’è stato un accordo: nel simbolo della Lega c’era pure il nostro”.
Ora, va detto che Adinolfi non è un tipo …
Un accordo che, facendo i conti della serva, può valere 100 mila euro: Mario Adinolfi ci mette il simbolo del Popolo della Famiglia, che si è presentato alle Politiche del 2018 e del 2022, Roberto Vannacci si crea la componente al misto di Futuro nazionale e intasca. Una componente formale avrebbe infatti diritto ai fondi della Camera per ogni parlamentare, più o meno 33 mila euro a testa. “Però la collaborazione per me deve essere politica, non legata ai soldi”, dice Adinolfi, che nella vita è stato molto cose, compreso il parlamentare del Pd, un’epoca fa, e più di recente il giocatore di poker.
Oggi invece Adinolfi perora la causa tradizionalista della famiglia e della possibilità di questa alleanza ne ha parlato con un deputato di Futuro nazionale. Ora attende di discuterne direttamente col generale in congedo, “con il quale già alle regionali in Toscana e in Emilia-Romagna c’è stato un accordo: nel simbolo della Lega c’era pure il nostro”.
Ora, va detto che Adinolfi non è un tipo facile, già ha detto che il voto di oggi in aula dei neofuturisti, cioè il sì alla fiducia al governo, non gli è piaciuto per nulla. “A me interessa l'idea di mettere insieme gli spuri, l’ho capito da quando ero un reietto del Pd, non sto comodo in caserme e reggimenti….”, ragiona. Il suo sogno è un tridente a prova di coronarie: lui, Vannacci e Fabrizio Corona. “Sarebbe nitroglicerina”, se la ride. Fa anche un parallelismo storico: “Nel 1994 Silvio Berlusconi mise assieme secessionisti e nazionalisti nel Polo. Sembrava impossibile, eppure fu vincente”.
Intanto Adinolfi si candida alle suppletive in Veneto, dove le coalizioni brancolano ancora nel buio e quando mancano pochi giorni alla scadenza dei termini. “Non bisogna sottovalutare il fastidio che prova una parte di elettorato cattolico e di destra davanti a un neoberlusconismo e leghismo alla Luca Zaia troppo vicino a istanze tipiche del Pd e di Marco Cappato. Lì c’è lo spazio politico per il dream team Adinolfi Vannacci Corona. Comunque – scherza, ma neanche troppo – Alessandro Zan (l’eurodeputato del Pd attivissimo nel campo dei diritti civili, ndr) e Zaia un candidato unitario potrebbero averlo: Alfonso Signorini….”.