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Caso Petrecca, venerdì sciopero delle firme in tutti i tg a sostegno di RaiSport

(ansa)
Proclamato dall’Usigrai. Al termine di ogni edizione dalla durata di almeno 5 minuti verrà letto, e pubblicato sui siti, un comunicato sindacale in cui si spiegano le ragioni della protesta. Giornalisti Tg2 contro l’ipotesi di una striscia quotidiana a Cerno
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ROMA – Davanti a una figuraccia che sta assumendo una dimensione planetaria, con i principali giornali internazionali impegnati a raccontare l’imbarazzante telecronaca della cerimonia inaugurale dei Giochi trasmessa dalla televisione pubblica italiana, l’Usigrai alza il tiro. E per venerdì prossimo ha proclamato lo sciopero delle firme in tutti i tg, i gr, nei programmi di informazione e sul web per rispondere al “duro colpo all'immagine della Rai e alla dignità di tutte le giornaliste e i giornalisti che quotidianamente si impegnano per offrire un Servizio Pubblico degno di questo nome”, scrive il sindacato in una nota. Una mossa quasi obbligata dal momento che, si spiega, “la mobilitazione di RaiSport e le prese di posizione dei Cdr delle testate e dei generi, a difesa del nostro lavoro, non hanno indotto i vertici aziendali a una doverosa assunzione di responsabilità”.

A far traboccare il vaso, gli irridenti articoli apparsi sulla stampa di mezzo mondo: dal New York Times al Guardi…

ROMA – Davanti a una figuraccia che sta assumendo una dimensione planetaria, con i principali giornali internazionali impegnati a raccontare l’imbarazzante telecronaca della cerimonia inaugurale dei Giochi trasmessa dalla televisione pubblica italiana, l’Usigrai alza il tiro. E per venerdì prossimo ha proclamato lo sciopero delle firme in tutti i tg, i gr, nei programmi di informazione e sul web per rispondere al “duro colpo all'immagine della Rai e alla dignità di tutte le giornaliste e i giornalisti che quotidianamente si impegnano per offrire un Servizio Pubblico degno di questo nome”, scrive il sindacato in una nota. Una mossa quasi obbligata dal momento che, si spiega, “la mobilitazione di RaiSport e le prese di posizione dei Cdr delle testate e dei generi, a difesa del nostro lavoro, non hanno indotto i vertici aziendali a una doverosa assunzione di responsabilità”.

A far traboccare il vaso, gli irridenti articoli apparsi sulla stampa di mezzo mondo: dal New York Times al Guardian, da Figaro che parla “di peggiore umiliazione di RaiSport” fino alla Bild, i quotidiani più letti del globo terracqueo anziché parlare dello spettacolo mozzafiato allestito venerdì sera da Marco Balich nello stadio di San Siro, hanno raccontato con dovizia di particolare le gaffe, gli svarioni e i commenti inopportuni di Paolo Petrecca. E ovviamente la figuraccia targata Rai. Accompagnata dalla veemente protesta della redazione sportiva, che ha ritirato le firme per tutta la durata della manifestazione e confermato i tre giorni di sciopero a fine Olimpiadi.

In un lungo servizio da Milano, l’inviata del Nyt Motoko Rich ripercorre la grottesca telecronaca del direttore di RaiSport, restituendo un quadretto non esattamente edificante del giornalismo sulla tv pubblica italiana. Nell’articolo sono ricordati tutti gli sfondoni di Petrecca in diretta: “Non è riuscito a distinguere la diva pop americana Mariah Carey da un’attrice italiana molto più giovane. Ha aperto la trasmissione di tre ore e mezza chiamando San Siro, storico stadio milanese con una storia secolare,“Stadio Olimpico”, il nome ufficiale del principale stadio di calcio di Roma. Ha descritto Kirsty Coventry, presidente del Comitato Olimpico Internazionale, come la figlia del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Non ha riconosciuto due tedofori della nazionale femminile italiana di pallavolo. Ha scambiato la delegazione brasiliana per quella bulgara e poi, una volta capito che si trattava di brasiliani, ha detto che “hanno la danza nel sangue”.

Il New York Times ha anche chiesto un commento a Petrecca e alla Rai, ma non ha ricevuto risposta. Prosegue l’inviata statunitense: “Alessandro Antinelli, rappresentante del sindacato giornalisti di Rai Sport che cura la copertura calcistica, ha dichiarato che tre giorni prima della cerimonia di apertura, aveva suggerito a Petrecca di affidare la cronaca a un conduttore sportivo più esperto. “Nella nostra redazione - queste le parole riportate dal NYT - ci sono persone che hanno seguito dieci, otto, sette, cinque Olimpiadi. Lui non è un giornalista sportivo“. Dopodiché il quotidiano Usa spiega anche come funziona la governance della Rai: “La maggior parte dei vertici è nominata dal governo in carica, che dal 2022 è guidato da Giorgia Meloni, primo ministro di destra. Per anni, l’influenza del governo sull’emittente ha portato a ricorrenti accuse di parzialità, sia durante le amministrazioni di sinistra che di destra”. E così la figuraccia della Tv di Stato è diventata la figuraccia planetaria della presidente del Consiglio tricolore che in America anela a essere apprezzata più dell’amico Donald Trump.

Giornalisti del Tg2 contro Cerno: “Preoccupati per la striscia quotidiana”

Intanto i giornalisti del Tg2 sono in fibrillazione, dopo le anticipazioni di stampa che danno ormai quasi per certa l'introduzione, a partire dal 2 marzo, di una striscia informativa quotidiana di cinque minuti che dovrebbe andare in onda prima dell'edizione delle 13 che dovrebbe essere condotta da Tommaso Cerno. In una lettera inviata all'ad Rossi, al cda Rai, e alla direzione della testata, il Cdr esprime la forte preoccupazione della redazione: "I telegiornali hanno il compito di informare, una funzione affidata dal contratto di servizio pubblico, e in nessuna rete c'è una striscia informativa che anticipi un telegiornale, – scrive il cdr nella missiva - poiché significherebbe depotenziare il tg che deve andare in onda. Non c'è per il Tg1, né per il Tg3: perché questo deve succedere al Tg2?".

Il Cdr lamenta il fatto che si tratti di "un'iniziativa mai anticipata alla redazione", ed esprime "preoccupazione per le eventuali ricadute sugli ascolti dell'edizione che, da sempre, è la più seguita della giornata". I giornalisti chiedono dunque di "conoscere le motivazioni della scelta e il costo di questo ennesimo utilizzo di un professionista esterno, al posto di un interno Rai", chiedendo all'azienda un "incontro urgente".

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