ROMA – Oggi la fiducia alla Camera sul decreto Ucraina. La decisione del governo legata all’addio di Roberto Vannacci alla Lega e la fuoriuscita di due esponenti del Carroccio che hanno aderito a Futuro nazione. Come spiega il ministro Guido Crosetto, obiettivo è fare chiarezza su chi è fuori e chi è dentro la maggioranza. "Porre la fiducia non è un modo di scappare". Al contrario, sottolinea il ministro, la fiducia "obbliga tutti i rappresentanti della maggioranza a dire se su un tema così rilevante continuano ad appoggiare il governo. E separa e rende chiarezza sulle posizioni delle persone".
I vannacciani prendono tempo: "Vedremo il da farsi", dicono, Futuro Nazionale è "un interlocutore naturale del centrodestra". Di conseguenza si aprono due strade: il non voto o il via libera, a cui far seguire la contrarietà sul provvedimento in sé.
Di certo, in questa fase, il bersaglio è Matteo Salvini: "Si è assunto la gravissima responsabilità di non permettere al Parlamento di votare…
ROMA – Oggi la fiducia alla Camera sul decreto Ucraina. La decisione del governo legata all’addio di Roberto Vannacci alla Lega e la fuoriuscita di due esponenti del Carroccio che hanno aderito a Futuro nazione. Come spiega il ministro Guido Crosetto, obiettivo è fare chiarezza su chi è fuori e chi è dentro la maggioranza. "Porre la fiducia non è un modo di scappare". Al contrario, sottolinea il ministro, la fiducia "obbliga tutti i rappresentanti della maggioranza a dire se su un tema così rilevante continuano ad appoggiare il governo. E separa e rende chiarezza sulle posizioni delle persone".
I vannacciani prendono tempo: "Vedremo il da farsi", dicono, Futuro Nazionale è "un interlocutore naturale del centrodestra". Di conseguenza si aprono due strade: il non voto o il via libera, a cui far seguire la contrarietà sul provvedimento in sé.
Di certo, in questa fase, il bersaglio è Matteo Salvini: "Si è assunto la gravissima responsabilità di non permettere al Parlamento di votare un emendamento che chiedeva quello che a parole lui aveva sempre chiesto (lo stop alle armi a Kiev) - scandisce Edoardo Ziello nel suo primo intervento da ex leghista alla Camera -. La coerenza sta a Salvini come la puntualità sta ai treni di Trenitalia".
Restano da votare gli ordini del giorno, che ripropongono le istanze degli emendamenti (che decadono con la questione di fiducia). I deputati passati con Vannacci, i 5 stelle e Avs hanno presentato testi analoghi che chiedono di fermare l'invio di armi all'Ucraina e trasparenza sui mezzi militari trasferiti.
Ma, per questioni politiche, è difficile che si appoggino reciprocamente.