Evitare che le Ong portino in Italia troppi migranti, far ripartire i centri in Albania trattenendovi i richiedenti asilo, espellere subito dal territorio nazionale gli stranieri che commettono reati e stringere le maglie dei ricongiungimenti familiari e della protezione complementare. Insomma, blindare sempre di più i suoi confini: ecco l’obiettivo che il governo si prefigge di raggiungere con le nuove norme contenute nel ddl Migranti approvato oggi pomeriggio dal Consiglio dei ministri. Provvedimento che recepisce anche le attesissime modifiche ai regolamenti europei sui Paesi sicuri e il Patto asilo e immigrazione. «I confini dell’Italia sono i confini dell’Europa. Difenderli è un dovere», il commento del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. E in serata è la stessa premier ad affidare a un video social la sua soddisfazione: «Mantenuto un altro impegno preso con i cittadini. Ci appelliamo ora al Parlamento perché approvi velocemente queste norme e vediamo quante delle forze poli…
Evitare che le Ong portino in Italia troppi migranti, far ripartire i centri in Albania trattenendovi i richiedenti asilo, espellere subito dal territorio nazionale gli stranieri che commettono reati e stringere le maglie dei ricongiungimenti familiari e della protezione complementare. Insomma, blindare sempre di più i suoi confini: ecco l’obiettivo che il governo si prefigge di raggiungere con le nuove norme contenute nel ddl Migranti approvato oggi pomeriggio dal Consiglio dei ministri. Provvedimento che recepisce anche le attesissime modifiche ai regolamenti europei sui Paesi sicuri e il Patto asilo e immigrazione. «I confini dell’Italia sono i confini dell’Europa. Difenderli è un dovere», il commento del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. E in serata è la stessa premier ad affidare a un video social la sua soddisfazione: «Mantenuto un altro impegno preso con i cittadini. Ci appelliamo ora al Parlamento perché approvi velocemente queste norme e vediamo quante delle forze politiche che vengono in Tv a dire che il Governo non fa abbastanza per la sicurezza saranno disposte anche a darci una mano per garantire quella sicurezza».
È su questo terzo corno del pacchetto sicurezza, appunto il disegno di legge immigrazione, che il governo Meloni punta per riaprire ai richiedenti asilo i centri in Albania che ormai da quasi un anno ospitano solo poche decine di migranti già espulsi in attesa di rimpatrio.
Il disegno di legge, che consta di 18 articoli, prevede dunque il ritorno del blocco navale con l’obiettivo prioritario di bloccare la flotta navale, ma anche la stretta sui ricongiungimenti familiari degli immigrati, una revisione del sistema di accoglienza e delle condizioni di trattenimento nei Cpri e il recepimento della nuova legislazione europea sul sistema di asilo che proprio ieri a Bruxelles ha segnato un passaggio fondamentale con l’approvazione delle modifiche ai regolamenti sui Paesi d’origine sicuri e sui Paesi terzi sicuri.
Ma ecco le principali novità contenute nella bozza del disegno di legge.
Il blocco navale
Su decisione del Consiglio dei ministri potrà essere interdetto l’accesso alle acque territoriali, per un periodo non superiore ai 30 giorni ma prorogabile fino a sei mesi, a navi che costituiscano una minaccia per la sicurezza nazionale. Quattro i criteri da valutare: “ rischio concreto di atti di terrorismo o di infiltrazione di terroristi sul territorio nazionale”, “pressione migratoria eccezionale tale da compromettere la gestione sicura dei confini”, “emergenze sanitarie di rilevanza internazionale!, “eventi internazionali di alto livello che richiedano l'adozione di misure straordinarie di sicurezza".
Alle imbarcazioni che non osserveranno l’alt saranno applicate sanzioni fino a 50mila euro. La cosiddetta “responsabilità solidale" si estende "all'utilizzatore o all'armatore e al proprietario della nave". In caso di reiterazione della violazione del blocco, la nave verrà prima sequestrata e poi confiscata. I migranti a bordo, dunque nella condizione di richiedenti asilo, potranno essere portati per le procedure in Paesi terzi sicuri con i quali l’Italia ha stretto accordi. E dunque in Albania.
Stretta alla protezione internazionale
Viene posto un limite ai motivi di ricorso contro la decisione di primo grado nell'ambito delle procedure di asilo. Dunque, così come prevede il Patto asilo e immigrazione, davanti ad un diniego, il migrante potrà impugnare solo per motivi di legittimità. E i tempi dell’esame del ricorso, nel frattempo, non impediranno il rimpatrio o il trattenimento in un Paese terzo.Quanto ai rimpatri, si stabilisce l'adozione della "decisione unica" nei confronti del richiedente la cui domanda sia stata respinta e la possibilità di trattenimento nei casi previsti dal regolamento.
Le nuove regole per i Cpr
Si stabilisce che nelle strutture di trattenimento "sono assicurati i diritti fondamentali e la dignità della persona connaturati alla privazione della libertà personale". Sono disciplinati accessi, visite, modalità organizzative e monitoraggio delle strutture, affidato al prefetto competente. È inoltre previsto che il ministero dell'Interno adotti linee guida per definire "le caratteristiche tecnico-progettuali, tecnologiche ed impiantistiche generali" dei centri di permanenza per i rimpatri, al fine di garantirne omogeneità sul territorio nazionale. Vietate riprese audio e video senza autorizzazione. E vietato anche l’uso libero dei telefoni per i migranti trattenuti, "Al di fuori degli orari, degli spazi e delle modalità di utilizzo autorizzate", allo straniero trattenuto "non è consentita la libera detenzione, all'interno della struttura, di telefoni cellulari, anche di proprietà”.
Il sistema accoglienza
L'articolo 2 del provvedimento detta i principi per il recepimento della direttiva Accoglienza, prevedendo l'adeguamento dell'organizzazione del sistema nazionale e delle condizioni materiali riconosciute ai richiedenti protezione internazionale, anche "in forma di sussidi economici, di buoni o in natura". Il testo prevede inoltre la possibilità di assegnare il richiedente "a una specifica zona geografica", disciplinando condizioni e modalità, compresa l'autorizzazione ad allontanarsi temporaneamente.