L’Europa arriva al vertice che doveva sancirne l’unità in nome della competitività, più divisa che mai. «E l’Italia si trova ancora una volta nella posizione del vaso di coccio fra l’intransigenza francese e quella tedesca sugli eurobond», dice Marcello Messori, economista dell’European university institute di Firenze,già consulente del Parlamento di Strasburgo e direttore della School of Europea…