Alden Biesen - Lo dice per la prima volta in modo così chiaro, svelando un’ambizione che Roma ormai non nasconde più: "C'è sicuramente un motore tedesco-italiano sui temi”. Costruire un asse con Berlino, spostare gli equilibri a svantaggio del tradizionale tandem franco-tedesco. Bilanciare gli ultimi mesi difficili nei rapporti tra Europa e Donald Trump, tra Palazzo Chigi e il tycoon. Certo, la presidente del Consiglio aggiunge che nulla è fatto contro gli altri partner: “Rafforziamo la cooperazione bilaterale con Germania, ma non è qualcosa che si fa contro qualcuno altro. La Francia era al tavolo sulla competitività”. Ma è evidente la soddisfazione per aver lanciato questo format con il Cancelliere.
Giorgia Meloni parla dopo aver riunito venti Stati membri nel castello di Alden Biesen, un’ora e mezza di auto da Bruxelles, per il pre-vertice sulla competitività che precede il Consiglio europeo. Cielo grigio, pioggia sottile, umido che copre di nebbia la campagna. Con lei, è Merz a co…
Alden Biesen - Lo dice per la prima volta in modo così chiaro, svelando un’ambizione che Roma ormai non nasconde più: "C'è sicuramente un motore tedesco-italiano sui temi”. Costruire un asse con Berlino, spostare gli equilibri a svantaggio del tradizionale tandem franco-tedesco. Bilanciare gli ultimi mesi difficili nei rapporti tra Europa e Donald Trump, tra Palazzo Chigi e il tycoon. Certo, la presidente del Consiglio aggiunge che nulla è fatto contro gli altri partner: “Rafforziamo la cooperazione bilaterale con Germania, ma non è qualcosa che si fa contro qualcuno altro. La Francia era al tavolo sulla competitività”. Ma è evidente la soddisfazione per aver lanciato questo format con il Cancelliere.
Giorgia Meloni parla dopo aver riunito venti Stati membri nel castello di Alden Biesen, un’ora e mezza di auto da Bruxelles, per il pre-vertice sulla competitività che precede il Consiglio europeo. Cielo grigio, pioggia sottile, umido che copre di nebbia la campagna. Con lei, è Merz a coordinare la riunione. “Il ruolo del Cancelliere è molto positivo e sono grata – dice - perché stiamo facendo un buon lavoro". Di più: “Sicuramente in questa fase c'è un rilancio nelle relazioni e nella capacità che Italia e Germania stanno avendo di coordinare le proprie posizioni".Competitività significa molte cose: automotive, ambiente, fisco, “sburocratizzazione e contrasto all’iper-regolamentazione”, energia.
Proprio su quest’ultimo punto, la presidente del Consiglio si concede una parentesi dedicata all’agenda di governo: “A nome dell’Italia mi concentrerò oggi sulla questione dei prezzi dell’energia. Servono delle risposte a livello nazionale. La prossima settimana porteremo in consiglio dei ministri una misura molto articolata sul tema”. Intervento a dire il vero promesso da molti mesi dall’esecutivo, finora senza alcun esito. Ma altro, giura la leader, si può fare a livello europeo, aggiunge, “e se non rimuoviamo i problemi che esistono in Europa, non riusciremo a dare risposte adeguate”.
Fare in fretta, dice Meloni. Costruire risposte adeguate. Assicurare che gli Stati membri spingano la Commissione, con messaggi chiari su questioni mirate: un approccio che a volte viene meno, sostiene, a causa di indicazioni poco chiare dei Ventisette. Ecco a cosa servono questi formati variabili sui singoli temi: "La sfida è capire se l'Unione può dare risposte concrete, efficaci, immediate sui temi della competitività, perché non c'è più tempo da perdere”. Altri discorso, invece, vale per gli eurobond. Della questione non si parlato al pre-vertice, ma potrebbe entrare nella discussione del Consiglio. Roma è da sempre favorevole a questo strumento, durante il Covid il debito comune Ue ha aiutato il Paese a rialzarsi, ma adesso la presidente del Consiglio si mostra cauta. Lo fa perché Berlino non ha voglia di sentirne parlare.
E la Germania, adesso, è il partner su cui puntare: "Personalmente sono favorevole agli eurobond – premette la presidente del Consiglio - ma sapete che è uno dei dibattitti più divisivi qui in Europa".Le chiedono infine dell’opzione di creare un inviato speciale per la competitività, tema di cui si è occupato Mario Draghi con il suo rapporto (mentre Enrico Letta ha prodotto un altro lavoro sul mercato interno). La leader risponde senza troppo sbilanciarsi: "Non credo esista una figura del genere, ma sicuramente sia Draghi che Letta stanno fornendo un contributo molto importante".