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Farmaci alle stelle: tensioni al ministero su Aifa, il sottosegretario Gemmato contro Schillaci

Marcello Gemmato, a destra, e Orazio Schillaci a una iniziativa di Fdi 

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Il meloniano e farmacista al ministro: “Hai scelto tu i vertici dell’agenzia del farmaco che adesso critichi. Ora un incontro per decidere se rimuoverli”
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La spesa farmaceutica cresce, il ministro alla Salute richiama l’Aifa con una lettera che è un quasi commissariamento e il sottosegretario Marcello Gemmato, farmacista e fedelissimo di Giorgia Meloni, che da sempre esercita il controllo sulle politiche legate ai medicinali, ora scrive una lettera sibillina. All’apparenza appoggia Orazio Schillaci, ma in realtà gli tira un paio di bordate non da poco. E così quello che è da tempo una contrapposizione tenuta sottotraccia, tra il tecnico scelto dalla premier per guidare la sanità, e il politico di stretta osservanza meloniana, viene alla luce in modo chiaro.

Agenzia senza pace

Non c’è pace per l’Agenzia del farmaco italiana, organismo fondamentale, che si occupa di approvare e soprattutto di fissare il prezzo dei medicinali che vengono utilizzati in Italia. Avrebbe, tra l’altro, anche un fine di controllo della spesa, che in questi anni è stato del tutto disatteso. I numeri della stessa Aifa sono lì a dimostrarlo. In dodici mesi si vedon…

La spesa farmaceutica cresce, il ministro alla Salute richiama l’Aifa con una lettera che è un quasi commissariamento e il sottosegretario Marcello Gemmato, farmacista e fedelissimo di Giorgia Meloni, che da sempre esercita il controllo sulle politiche legate ai medicinali, ora scrive una lettera sibillina. All’apparenza appoggia Orazio Schillaci, ma in realtà gli tira un paio di bordate non da poco. E così quello che è da tempo una contrapposizione tenuta sottotraccia, tra il tecnico scelto dalla premier per guidare la sanità, e il politico di stretta osservanza meloniana, viene alla luce in modo chiaro.

Agenzia senza pace

Non c’è pace per l’Agenzia del farmaco italiana, organismo fondamentale, che si occupa di approvare e soprattutto di fissare il prezzo dei medicinali che vengono utilizzati in Italia. Avrebbe, tra l’altro, anche un fine di controllo della spesa, che in questi anni è stato del tutto disatteso. I numeri della stessa Aifa sono lì a dimostrarlo. In dodici mesi si vedono aumenti dell’esborso totale per i farmaci, in totale circa 24 miliardi del 6-8%, cioè molto superiori alla crescita del fondo sanitario nazionale.

Le osservazioni di Gemmato

Schillaci ha scritto ai vertici di Aifa, il presidente Robert Nisticò e il direttore scientifico Pierluigi Russo, per chiedere spiegazioni e soprattutto relazioni bimestrali sull’attività. Gemmato non sapeva niente della lettera, partita il 4 di febbraio e resa pubblica dai media martedì scorso. Ieri Gemmato scrive una missiva che inizia con una sorta di rimprovero: “Apprendo dagli organi di stampa della tua lettera indirizzata ai vertici dell’Aifa nella quale manifesti il tuo disappunto in merito allo sforamento della spesa farmaceutica”. Probabilmente Gemmato avrebbe voluto essere avvertito in anticipo. Poi arriva la vera stoccata, in guanti bianchi però: “Con la presente, ti esprimo la mia piena vicinanza rispetto ad ogni iniziativa che vorrai assumere in merito ad una revisione della governance dell’Aifa da te nominata nel 2024”. Quindi, il sottosegretario dice di essere con il ministro ma gli ricorda che è stato lui a nominare i vertici dell’Aifa. vero, ma come ormai questa legislatura ha insegnato, Schillaci ha assai poca autonomia quando si tratta di fare nomine. Alcune effettivamente gli vengono concesse, altre passano per Fdi e le sue varie articolazioni. Proprio Russo di Aifa, ad esempio, sarebbe stato segnalato da Francesco Saverio Mennini, capo dipartimento del ministero con un lungo passato (e presumibilmente anche un futuro, finito l’incarico per il servizio pubblico) di consulenze per l’industria farmaceutica allo stesso Gemmato. Che avrebbe poi chiesto di firmare l’incarico al ministro.

Una riforma sbagliata

Al di là delle ricostruzioni su chi ha scelto chi, è vero che Aifa ha grossi problemi, e il fatto che ormai lo riconoscano un po’ tutti, anche dentro al ministero è già un passo avanti. Va però detto che la situazione è figlia anche dalla riforma che è stata voluta il centrodestra, in particolare il partito di Gemmato che l’ha portata in Parlamento. L’attuale maggioranza, poco dopo aver vinto le elezioni ha confezionato in fretta e furia una riforma di Aifa pensata soprattutto per liberarsi di chi la guidava prima del suo arrivo. E così sono state fatte scelte discutibili, come ad esempio quella di nominare prima il direttore scientifico e quello amministrativo e poi il presidente (che tra l’altro ha uno stipendio molto basso). Nisticò si è trovato così a guidare un’agenzia nella quel non ha potuto scegliersi i collaboratori più importanti.

"Ora un tavolo”

Sempre la lettera di Gemmato, chiude spiegando che il sottosegretario è disponibile a valutare i vertici di Aifa. “In linea con gli indirizzi da te assunti con la citata nota, sottopongo alla tua superiore valutazione l’opportunità di aprire un confronto sul futuro dell’agenzia ed assumere iniziative formali in merito ad una valutazione obiettiva della performance dell’attuale governance e della sostenibilità dell’intero sistema sotteso alla spesa farmaceutica”. Poi, nella serata di ieri, fa una dichiarazione all’Ansa nella quale scompare l’idea di “superiore valutazione” del ministro, visto che Gemmato dice di ritenere “necessaria la convocazione immediata di un tavolo di confronto con i vertici dell'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), al fine di approfondire congiuntamente i dati e le eventuali criticità emerse”. Poi rincara: “Il ministro, fino ad oggi, non aveva espresso dubbi o rilievi critici rispetto all'operato dell'Agenzia, i cui vertici sono stati nominati dallo stesso Ministro nell'esercizio delle proprie prerogative. Proprio per questo, appare opportuno un chiarimento tempestivo e istituzionale che consenta di condividere numeri, analisi e prospettive, rafforzando il coordinamento tra indirizzo politico e gestione tecnica”.

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