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Albanese, anche Berlino per le dimissioni

Francesca Albanese

 

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La Germania si unisce alle richieste francesi. Il portavoce di Guterres: “L’Onu non è d’accordo con quello che dice”
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ROMA – Dopo la Francia, ora anche la Germania chiede le dimissioni della relatrice speciale dell’Onu per i territori palestinesi, Francesca Albanese, accusata di aver definito Israele «nemico comune dell’umanità». Parole pronunciate in occasione di un forum organizzato dall’emittente Al Jazeera e che però la diretta interessata smentisce: «Non l’ho detto», dice ospite di Piazza pulita su La7. E spiega: «Ho detto invece che Israele commette un genocidio, apartheid e crimini di guerra, ma non ho detto che è nemico dell’umanità. Io ho parlato del sistema», che ha reso possibile tutto questo.

Al netto delle precisazioni della relatrice, resta la durezza delle posizioni assunte da Berlino e Parigi. Il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul ha scritto che «Albanese si è già permessa in passato numerose uscite fuori luogo». E aggiunto senza lasciare spazio a mediazioni: «Condanno le sue recenti dichiarazioni su Israele. Non può ricoprire questo incarico». Il ministro degli Esteri fran…

ROMA – Dopo la Francia, ora anche la Germania chiede le dimissioni della relatrice speciale dell’Onu per i territori palestinesi, Francesca Albanese, accusata di aver definito Israele «nemico comune dell’umanità». Parole pronunciate in occasione di un forum organizzato dall’emittente Al Jazeera e che però la diretta interessata smentisce: «Non l’ho detto», dice ospite di Piazza pulita su La7. E spiega: «Ho detto invece che Israele commette un genocidio, apartheid e crimini di guerra, ma non ho detto che è nemico dell’umanità. Io ho parlato del sistema», che ha reso possibile tutto questo.

Al netto delle precisazioni della relatrice, resta la durezza delle posizioni assunte da Berlino e Parigi. Il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul ha scritto che «Albanese si è già permessa in passato numerose uscite fuori luogo». E aggiunto senza lasciare spazio a mediazioni: «Condanno le sue recenti dichiarazioni su Israele. Non può ricoprire questo incarico». Il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot già due giorni fa, nel chiedere per primo le dimissioni, aveva annunciato che formalizzerà la richiesta al consiglio delle Nazioni unite per i diritti umani previsto il 23 febbraio. Secondo l’esponente di governo, la relatrice ha rilasciato «dichiarazioni oltraggiose e colpevoli» dirette contro «Israele come popolo e come nazione». Albanese aveva già replicato in maniera netta: «Tutto ciò che Barrot ha detto di me è falso. È gravissimo e diffamatorio, sulla base di affermazioni non veritiere». Per ribadire che si sente «sostenuta dalle nazioni che fanno parte dell’Onu».

Il portavoce del segretario generale dell’Onu Antonio Guterres prende però le distanze dalle sue dichiarazioni. Sottolinea che, non essendo Albanese una dipendente delle Nazioni unite ma una esperta esterna, la questione delle dimissioni deve essere affrontata dagli Stati membri perché sono loro che l’hanno scelta: «Se non sono soddisfatti di ciò che uno o più relatori speciali stanno dicendo, è loro responsabilità intervenire nei lavori del Consiglio». E poi rimarca: «Non siamo sempre d’accordo con ciò che dicono gli esperti, e questo include Albanese».

La questione in Italia diventa profondamente divisiva. L’esecutivo non formalizza la richiesta di dimissioni, ma il ministro degli Esteri Antonio Tajani fa presente che le posizioni della relatrice «non rispecchiano quelle del governo italiano. I suoi comportamenti, le sue affermazioni e iniziative non sono adeguate all’incarico che ricopre». La richiesta di dimissioni, secondo il co-leader di Avs Angelo Bonelli, è frutto invece «di una campagna di manipolazione politica costruita dal gruppo UN Watch, che fa campagne contro l’Onu e che ha realizzato un video su Albanese tagliato ad arte».

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