✕

L’incontro riservato di Meloni con Macron. “Non è il momento di litigare”

Giorgia Meloni e Emmanuel Macron 

Ascolta l'audio

Il faccia a faccia dopo settimane di tensione. In agenda, il vertice intergovernativo Italia-Francia del 9 aprile
2 minuti di lettura

È un disgelo obbligato quello che va in scena nel castello di Alden Biesen. Emmanuel Macron arriva in coppia con Friedrich Merz, per smentire platealmente la crisi della relazione franco-tedesca. Più tardi, a summit già iniziato, si ritaglia un momento per discutere con Giorgia Meloni. Faccia a faccia, dopo settimane assai tese.

L’attivismo del nuovo tandem Roma-Berlino, culminato nella convocazione di un pre-vertice in formato ridotto, ha irritato l’Eliseo. E il presidente francese non è rimasto a guardare. Prima lasciando trapelare l’ipotesi di una defezione. Poi rilanciando in un’intervista le sue priorità, dagli eurobond al Buy european. Alla fine, però, si presenta in Belgio con un profilo diverso. Più morbido, quasi conciliante. E non è un caso: pesa anche un vincolo di calendario. La Francia, infatti, è presidente di turno del G7 in agenda per giugno a Evian. Impensabile fare a meno di Germania e Italia in un evento che si annuncia frizzante, perché appeso all’incognita di Dona…

È un disgelo obbligato quello che va in scena nel castello di Alden Biesen. Emmanuel Macron arriva in coppia con Friedrich Merz, per smentire platealmente la crisi della relazione franco-tedesca. Più tardi, a summit già iniziato, si ritaglia un momento per discutere con Giorgia Meloni. Faccia a faccia, dopo settimane assai tese.

L’attivismo del nuovo tandem Roma-Berlino, culminato nella convocazione di un pre-vertice in formato ridotto, ha irritato l’Eliseo. E il presidente francese non è rimasto a guardare. Prima lasciando trapelare l’ipotesi di una defezione. Poi rilanciando in un’intervista le sue priorità, dagli eurobond al Buy european. Alla fine, però, si presenta in Belgio con un profilo diverso. Più morbido, quasi conciliante. E non è un caso: pesa anche un vincolo di calendario. La Francia, infatti, è presidente di turno del G7 in agenda per giugno a Evian. Impensabile fare a meno di Germania e Italia in un evento che si annuncia frizzante, perché appeso all’incognita di Donald Trump.

La ricucitura parte da Berlino. L’Eliseo è convinto di aver scongiurato, almeno per ora, il grande divorzio sul dossier Fcas, il sistema di combattimento aereo del futuro su cui la Germania minacciava di rompere. Merz, raccontano nella capitale francese, dovrebbe dare prossimamente garanzie di non voler abbandonare il progetto. Non solo. Oggi i due leader arriveranno insieme anche a Monaco per la Conferenza sulla sicurezza. E pronunceranno due discorsi di “dottrina”, con l’ambizione di fissare una cornice sull’autonomia strategica europea.

Ed è proprio sulla difesa che si riavvicinano anche Roma e Parigi. Di buon mattino, nel castello delle Fiandre, Meloni e Macron si ritrovano con gli altri leader per una pausa caffè. Si osservano, senza parlarsi. Più tardi, però, si appartano. È un gesto politico, prima ancora che diplomatico. «Non è il momento di dividersi», ripetono fonti francesi, ricordando il doppio shock che incombe sull’Europa: da un lato l’instabilità del rapporto transatlantico, con lo “switch americano” nella Nato, dall’altro la minaccia russa crescente.

Il calendario lega Macron a Meloni anche grazie al vertice intergovernativo italo-francese ormai fissato per il 9 aprile a Tolosa. Il primo dopo l’entrata in vigore del Trattato del Quirinale. Negli anni successivi si sono accumulate crisi, dispetti e ripicche, fino alla proposta di un “reset” emersa a giugno a Palazzo Chigi, con l’idea di concentrarsi su un dossier simbolico e operativo come lo Spazio. Per turnazione, tocca alla Francia ospitare il summit, dopo quello di Napoli nel 2020. E l’invito è arrivato, segno che l’Eliseo vuole chiudere la fase di logoramento e riaprire un canale strutturato.

A Parigi si è già svolto un primo incontro del Comitato strategico paritario, incaricato di preparare il vertice bilaterale, copresieduto il 30 gennaio dalla segretaria generale del ministero degli Esteri francese, Anne-Marie Descôtes, e dal segretario generale della Farnesina, Riccardo Guariglia. Il messaggio è quello di una ripartenza operativa, dalle nuove tecnologie allo spazio, difesa e cultura, ricerca, politiche giovanili e transfrontaliero. Intanto la segretaria generale del Quai d’Orsay, Descôtes, già ambasciatrice a Berlino, è arrivata a Palazzo Farnese per prendere il posto di Martin Briens, che la sostituisce a Parigi. Una staffetta che dovrebbe facilitare ancora di più gli scambi con la Farnesina.

La scelta di Tolosa non è casuale. È la capitale del distretto aeronautico e aerospaziale europeo e sarà sede della nuova alleanza tra Airbus, Thales e Leonardo, tre gruppi che già cooperano nello spazio e nel settore missilistico.

L’operazione, ribattezzata “Bromo” dal nome di un vulcano, vale 10 miliardi e punta alla creazione di una società dedicata alla produzione di satelliti, pensata come “campione europeo” in grado di competere con Starlink di Elon Musk e con la Cina. È uno dei tanti esempi di quanto dividersi, oggi, sarebbe un lusso. La stagione delle geometrie variabili non è finita. Ma la frattura tra Francia e Italia, per ora, sembra destinata a ricomporsi.

Leggi i commenti