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“Un danno quel summit a tre”. Protesta formale di Sanchez e degli altri sei Paesi esclusi

Il premier spagnolo, Pedro Sanchez 

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La presidente del Consiglio ha voluto rispondere subito al collega spagnolo. I rapporti tra palazzo Chigi e Madrid restano critici
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L’iniziativa italo-tedesca spacca l’Europa. E ieri si è avuta la conferma plastica durante il Consiglio europeo di Alden Biesen.

Al prevertice organizzato da Merz e Meloni, infatti, mancavano 7 leader Ue: Spagna, Portogallo, Irlanda, Lettonia, Estonia, Lituania e Malta. A protestare ufficialmente attraverso le vie diplomatiche è stato il premier spagnolo, Pedro Sanchez. Gli “sherpa” della Moncloa (la sede del governo iberico) hanno fatto sapere a Palazzo Chigi di giudicare inopportuni riunioni preliminari al summit informale sulla competitività. Per di più il sospetto che si trattasse di una scelta politica (Sanchez è socialista e tra poco anche il Portogallo avrà un primo ministro del Pse) ha acuito la tensione.

Giorgia Meloni ha voluto rispondere immediatamente al premier spagnolo socialista offrendo l’idea di non prendere in considerazione la sua protesta. Con una nota ha rimarcato di aver parlato con il “collega” spagnolo ma che nel corso del colloquio non ha sollevato alcuna …

L’iniziativa italo-tedesca spacca l’Europa. E ieri si è avuta la conferma plastica durante il Consiglio europeo di Alden Biesen.

Al prevertice organizzato da Merz e Meloni, infatti, mancavano 7 leader Ue: Spagna, Portogallo, Irlanda, Lettonia, Estonia, Lituania e Malta. A protestare ufficialmente attraverso le vie diplomatiche è stato il premier spagnolo, Pedro Sanchez. Gli “sherpa” della Moncloa (la sede del governo iberico) hanno fatto sapere a Palazzo Chigi di giudicare inopportuni riunioni preliminari al summit informale sulla competitività. Per di più il sospetto che si trattasse di una scelta politica (Sanchez è socialista e tra poco anche il Portogallo avrà un primo ministro del Pse) ha acuito la tensione.

Giorgia Meloni ha voluto rispondere immediatamente al premier spagnolo socialista offrendo l’idea di non prendere in considerazione la sua protesta. Con una nota ha rimarcato di aver parlato con il “collega” spagnolo ma che nel corso del colloquio non ha sollevato alcuna questione in merito al mancato invito alla riunione di coordinamento svoltosi nella mattinata. Una formula che non ha rasserenato il clima, anzi lo ha peggiorato.

Dopo Sanchez, infatti, anche l’esecutivo irlandese non ha nascosto il suo fastidio. Ha manifestato apertamente un certo stupore per il mancato coinvolgimento. «Non siamo stati invitati – si è lamentato il premier Micheal Martin – e comunque sarà una lunga giornata di vertice, non vedo la necessità di un ulteriore incontro».

Pure il governo di Lisbona non ha gradito. E il presidente del consiglio europeo, il portoghese Antonio Costa, non ha per niente apprezzato l’operazione che in una certa misura è stata messa in competizione con il Consiglio informale che lui aveva convocato e organizzato. I tre baltici hanno assistito con preoccupazione al prevertice perché vedono nell’asse Roma-Berlino il rischio che si rinunci ad una difesa comune. E per loro, che confinano con la Russia, è un aspetto fondamentale.

Ma lo scontro più importante in realtà si è consumato con la Francia. alla fine Emmanuel Macron ha preso parte all’incontro indetto da Italia e Germania, ma lo ha fatto contro voglia e senza occultare tutta la sua contrarietà. E infatti la frattura tra Parigi-Madrid da una parte e Berlino-Roma dall’altra non si è certo sanata ieri.

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