ROMA – Mentre Roberto Vannacci minaccia di correre da solo, la Lega tenta il rilancio, pensa a un rimpasto ai vertici e prova a fare terra bruciata attorno al generale pure in Europa, cercando di convincere l’ultradestra tedesca di Afd a non gemellarsi con Futuro nazionale. Il generale in congedo ieri è stato ospite di “Star” su SkyTg24. Subito prima della sentenza su Casapound, con cui vorrebbe collaborare. Ma è un’apertura politica su cui mette il veto FI: «Non saranno mai nostri alleati – spiega il portavoce azzurro Raffaele Nevi – sono incompatibili. Anche per Vannacci vale il discorso: si sta nel centrodestra se si condivide il programma, a partire da Kiev».
L’ex parà non sembra crucciarsi troppo. In tv annuncia un suo pacchetto sicurezza, in chiave anti-Salvini, incassa il trasloco in Fn del segretario leghista di Modena (ma anche il niet del fedelissimo veneto Stefano Valdegamberi, che resta in Lega), smentisce «qualsiasi contatto con la Russia», e sostiene che i suoi “futurist…
ROMA – Mentre Roberto Vannacci minaccia di correre da solo, la Lega tenta il rilancio, pensa a un rimpasto ai vertici e prova a fare terra bruciata attorno al generale pure in Europa, cercando di convincere l’ultradestra tedesca di Afd a non gemellarsi con Futuro nazionale. Il generale in congedo ieri è stato ospite di “Star” su SkyTg24. Subito prima della sentenza su Casapound, con cui vorrebbe collaborare. Ma è un’apertura politica su cui mette il veto FI: «Non saranno mai nostri alleati – spiega il portavoce azzurro Raffaele Nevi – sono incompatibili. Anche per Vannacci vale il discorso: si sta nel centrodestra se si condivide il programma, a partire da Kiev».
L’ex parà non sembra crucciarsi troppo. In tv annuncia un suo pacchetto sicurezza, in chiave anti-Salvini, incassa il trasloco in Fn del segretario leghista di Modena (ma anche il niet del fedelissimo veneto Stefano Valdegamberi, che resta in Lega), smentisce «qualsiasi contatto con la Russia», e sostiene che i suoi “futuristi” potrebbero benissimo «correre da soli». Guarda ancora più a destra e fuori dal recinto tradizionale, Vannacci: «Con Mario Adinolfi abbiamo valori comuni. Fabrizio Corona? Non è in politica». Ma chissà.
Matteo Salvini studia le contromosse. Oggi riunirà il federale in via Bellerio a Milano. Saranno indicati i due candidati per gli uninominali della Camera lasciati liberi da Alberto Stefani e Massimo Bitonci in Veneto: in pole ci sono il tesoriere Alberto Di Rubba e l’ex deputato Giuseppe Paolin. Ma la novità in casa Lega è che si inizierà a discutere di un rimpasto in segreteria: non sarà sostituito solo Vannacci, ma anche l’altro vicesegretario, Stefani. Sarebbero due i posti da assegnare. A chi? Il fronte del nord spinge per Luca Zaia, che gradirebbe l’incarico (e garantirebbe la pax interna). Il Doge si muove a tutto campo: ieri ha pure incontrato l’ex segretario di Stato Usa, Mike Pompeo. L’alternativa è la friulana Anna Maria Cisint. Dovrebbe essere ripescato Andrea Crippa con una delega al Nord. Anche l’anima liberal scalpita, dopo l’addio del generale: “l’Arca” di Armando Siri, che dialoga con Francesca Pascale, è in tour da Roma a Catania. Ci sono poi i conti con Vannacci da sbrigare. Lunedì alla Camera sarà approvato un nuovo regolamento. Stretta anti-cambi di casacca: i deputati che lasciano un partito perderanno metà dei fondi per gli uffici e decadranno dalle presidenze.
Anche in Europa la Lega ferita, tradita da Vannacci, cerca di fargli terra bruciata. Martedì a Strasburgo il capo della delegazione del Carroccio nel Parlamento Ue, Paolo Borchia, si è intrattenuto con René Aust, esponente di Afd. Vannacci è stato cacciato dal gruppo dei Patrioti seduta stante dopo l’addio, ora è rimasto tra i non iscritti e sarebbe naturale per lui accasarsi con l’estrema destra. Lo stesso Aust di Vannacci aveva detto, una settimana fa, che «è un ottimo politico e siamo dei suoi fan». La reciproca convenienza c’è; la comunanza di vedute, sulla remigrazione ad esempio, idem.
Ma la Lega sta facendo leva sugli ottimi rapporti che sono rimasti con Afd per fermare tutto. Nella scorsa legislatura i due partiti stavano nello stesso gruppo, Identità e democrazia, in questa invece i francesi di Rassemblement National hanno messo il veto, considerando le posizioni dei tedeschi improponibili. Cosa potrebbe far cambiare idea a Afd e soci? Conviene avere un deputato in più oggi ma rovinarsi i rapporti con la Lega, considerato che i tedeschi nel loro Paese puntano al governo federale? Due giorni fa Vannacci ha dichiarato il suo supporto ad Afd. In casa Fn sono convinti che nonostante l’ostruzionismo del Carroccio, alla fine l’accordo si farà.