FI su CasaPound: “Sgombero”.Bari, l’ombra della prescrizione
di Giuliano Foschini , Chiara Spagnolo , giuliano foschini chiara spagnoloIl silenzio di Lega e Fratelli d’Italia. Le parole imbarazzate del ministro dell’Interno che accredita una lettura minimalista della sentenza — ma mancano le motivazioni e il dispositivo sembra dire altro — con CasaPound che sarebbe stata punita soltanto per una manifestazione di tipo fascista e non invece per aver violato la legge Scelba che, fin qui, in Italia era stata applicata una sola volta: nel 1973 da Vittorio Occorsio, prima di essere ucciso dai fascisti di Ordine Nuovo. Per restare all’oggi: uno dei condannati in prima fila a una riunione del sì al referendum insieme con vecchi amici di lotta di destra. La rottura del fronte di Forza Italia che parla della necessità di uno sgombero per Casapound. E sullo sfondo lo spettro della prescrizione.
Il silenzio di Lega e Fratelli d’Italia. Le parole imbarazzate del ministro dell’Interno che accredita una lettura minimalista della sentenza — ma mancano le motivazioni e il dispositivo sembra dire altro — con CasaPound che sarebbe stata punita soltanto per una manifestazione di tipo fascista e non invece per aver violato la legge Scelba che, fin qui, in Italia era stata applicata una sola volta: nel 1973 da Vittorio Occorsio, prima di essere ucciso dai fascisti di Ordine Nuovo. Per restare all’oggi: uno dei condannati in prima fila a una riunione del sì al referendum insieme con vecchi amici di lotta di destra. La rottura del fronte di Forza Italia che parla della necessità di uno sgombero per Casapound. E sullo sfondo lo spettro della prescrizione.
CasaPound, la sentenza di Bari riconosce per la prima volta la volontà di rifare il partito fascista
La sentenza di Bari contro gli esponenti di CasaPound — primo grado, dodici condanne tra un anno e mezzo e due anni e mezzo per manifestazioni usuali del partito fascista e aggressione — è un punto politico prima ancora che giudiziario. Perché ventiquattr’ore dopo la lettura ha già aperto un dibattito dai contorni netti: le opposizioni chiedono un intervento immediato del governo, con lo scioglimento del movimento; la maggioranza resta in silenzio o, quando parla, ridimensiona.
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha detto: «Io non ho visto ancora la sentenza, ho visto che ci sono diverse interpretazioni su quello che c’è scritto». Il riferimento è alla linea del portavoce di Casapound, Luca Marsella, che parla di «una rissa» e di «fatti di diversi anni fa». «Non siamo stati condannati per ricostituzione del partito fascista ma per manifestazioni fasciste», insiste, definendo la legge Scelba «una legge contro i reati d’opinione».
A leggere gli atti, però, non si è trattato di una semplice rissa. Fu un’aggressione contro manifestanti inermi, comprese ragazze, una vera spedizione punitiva. Al messaggio del 21 settembre 2018, che chiamava a Bari esponenti di CasaPound da tutta la Puglia in occasione del corteo antifascista previsto per la visita del ministro Matteo Salvini, alcuni avevano risposto: «Presente. Pesantemente armato». Quando la polizia perquisì le abitazioni di alcuni imputati trovò materiale di propaganda e oggetti riconducibili all’ideologia nazifascista, oltre agli indumenti usati durante l’aggressione. Nella sede di CasaPound, da allora chiusa, furono documentati «una bandiera nera con fascio littorio, il vessillo della X Flottiglia Mas, un busto di Mussolini e una croce celtica».
Su tutto questo ora incombe la prescrizione: nel 2029 il procedimento potrebbe estinguersi se non si arriverà a una sentenza definitiva. Eppure la legge prevede anche uno strumento amministrativo: il governo può intervenire qualora accerti la violazione di principi costituzionali. In passato, per Ordine Nuovo, Avanguardia Nazionale e Fronte Nazionale, fu il Viminale a decretare lo scioglimento senza attendere l’ultimo grado di giudizio. Qui pesa l’assenza dell’attualità: i fatti risalgono al 2018 e riguardano un circolo, il Kraken di Bari, formalmente chiuso. Il segretario di quel circolo era Giuseppe Alberga, ieri in prima fila a una manifestazione a Bari, alla presentazione del libro di Alessandro Sallusti e Luca Palamara, per sostenere il sì al referendum.