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FI su CasaPound: “Sgombero”.Bari, l’ombra della prescrizione

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Il portavoce degli azzurri Nevi cauto sullo scioglimento: “Quello spetta ai giudici”, Piantedosi: “Vicenda complessa, vedremo la sentenza”. Il silenzio di Lega e FdI
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Il silenzio di Lega e Fratelli d’Italia. Le parole imbarazzate del ministro dell’Interno che accredita una lettura minimalista della sentenza — ma mancano le motivazioni e il dispositivo sembra dire altro — con CasaPound che sarebbe stata punita soltanto per una manifestazione di tipo fascista e non invece per aver violato la legge Scelba che, fin qui, in Italia era stata applicata una sola volta: nel 1973 da Vittorio Occorsio, prima di essere ucciso dai fascisti di Ordine Nuovo. Per restare all’oggi: uno dei condannati in prima fila a una riunione del sì al referendum insieme con vecchi amici di lotta di destra. La rottura del fronte di Forza Italia che parla della necessità di uno sgombero per Casapound. E sullo sfondo lo spettro della prescrizione.

Il silenzio di Lega e Fratelli d’Italia. Le parole imbarazzate del ministro dell’Interno che accredita una lettura minimalista della sentenza — ma mancano le motivazioni e il dispositivo sembra dire altro — con CasaPound che sarebbe stata punita soltanto per una manifestazione di tipo fascista e non invece per aver violato la legge Scelba che, fin qui, in Italia era stata applicata una sola volta: nel 1973 da Vittorio Occorsio, prima di essere ucciso dai fascisti di Ordine Nuovo. Per restare all’oggi: uno dei condannati in prima fila a una riunione del sì al referendum insieme con vecchi amici di lotta di destra. La rottura del fronte di Forza Italia che parla della necessità di uno sgombero per Casapound. E sullo sfondo lo spettro della prescrizione.

La sentenza di Bari contro gli esponenti di CasaPound — primo grado, dodici condanne tra un anno e mezzo e due anni e mezzo per manifestazioni usuali del partito fascista e aggressione — è un punto politico prima ancora che giudiziario. Perché ventiquattr’ore dopo la lettura ha già aperto un dibattito dai contorni netti: le opposizioni chiedono un intervento immediato del governo, con lo scioglimento del movimento; la maggioranza resta in silenzio o, quando parla, ridimensiona.

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha detto: «Io non ho visto ancora la sentenza, ho visto che ci sono diverse interpretazioni su quello che c’è scritto». Il riferimento è alla linea del portavoce di Casapound, Luca Marsella, che parla di «una rissa» e di «fatti di diversi anni fa». «Non siamo stati condannati per ricostituzione del partito fascista ma per manifestazioni fasciste», insiste, definendo la legge Scelba «una legge contro i reati d’opinione».

A leggere gli atti, però, non si è trattato di una semplice rissa. Fu un’aggressione contro manifestanti inermi, comprese ragazze, una vera spedizione punitiva. Al messaggio del 21 settembre 2018, che chiamava a Bari esponenti di CasaPound da tutta la Puglia in occasione del corteo antifascista previsto per la visita del ministro Matteo Salvini, alcuni avevano risposto: «Presente. Pesantemente armato». Quando la polizia perquisì le abitazioni di alcuni imputati trovò materiale di propaganda e oggetti riconducibili all’ideologia nazifascista, oltre agli indumenti usati durante l’aggressione. Nella sede di CasaPound, da allora chiusa, furono documentati «una bandiera nera con fascio littorio, il vessillo della X Flottiglia Mas, un busto di Mussolini e una croce celtica».

Su tutto questo ora incombe la prescrizione: nel 2029 il procedimento potrebbe estinguersi se non si arriverà a una sentenza definitiva. Eppure la legge prevede anche uno strumento amministrativo: il governo può intervenire qualora accerti la violazione di principi costituzionali. In passato, per Ordine Nuovo, Avanguardia Nazionale e Fronte Nazionale, fu il Viminale a decretare lo scioglimento senza attendere l’ultimo grado di giudizio. Qui pesa l’assenza dell’attualità: i fatti risalgono al 2018 e riguardano un circolo, il Kraken di Bari, formalmente chiuso. Il segretario di quel circolo era Giuseppe Alberga, ieri in prima fila a una manifestazione a Bari, alla presentazione del libro di Alessandro Sallusti e Luca Palamara, per sostenere il sì al referendum.

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