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Centrosinistra in rivolta per il Board.Schlein: tenta di aggirare la nostra Costituzione

La segretaria del Pd Elly Schlein (ansa)

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La segretaria dem: “Serve un passaggio parlamentare”. D’accordo anche 5S e Avs. Zingaretti: “Una buffonata”. Fratoianni: “È un comitato d’affari”. Critico pure Calenda
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ROMA – «Una buffonata». Il Pd, con il suo capodelegazione al Parlamento europeo, Nicola Zingaretti, stronca così la partecipazione italiana nel Board of Peace di Donald Trump, che punta a un piano di ricostruzione multimiliardario nella Striscia di Gaza. Ricorda Zingaretti: «L’alta rappresentante Kaja Kallas ha schierato con chiarezza l’Europa contro il Board spiegando che non riflette né lo spirito né il contenuto della risoluzione Onu. E ora Giorgia Meloni annuncia che l’Italia parteciperà come invitata».

«È un club a pagamento voluto da Trump per rimpiazzare l’Onu», specifica la segretaria del Pd, Elly Schlein. «Così Meloni si colloca ai margini del progetto europeo, inseguendo le imposizioni di Trump invece di rafforzare i legami dell’Unione e di …

ROMA – «Una buffonata». Il Pd, con il suo capodelegazione al Parlamento europeo, Nicola Zingaretti, stronca così la partecipazione italiana nel Board of Peace di Donald Trump, che punta a un piano di ricostruzione multimiliardario nella Striscia di Gaza. Ricorda Zingaretti: «L’alta rappresentante Kaja Kallas ha schierato con chiarezza l’Europa contro il Board spiegando che non riflette né lo spirito né il contenuto della risoluzione Onu. E ora Giorgia Meloni annuncia che l’Italia parteciperà come invitata».

«È un club a pagamento voluto da Trump per rimpiazzare l’Onu», specifica la segretaria del Pd, Elly Schlein. «Così Meloni si colloca ai margini del progetto europeo, inseguendo le imposizioni di Trump invece di rafforzare i legami dell’Unione e di battersi per l’autonomia europea superando l’unanimità e rilanciando gli Eurobond. Entrare in un organismo sovranazionale senza che vi siano condizioni di parità significa tentare di aggirare la nostra Costituzione» argomenta la leader Pd. «Serve un passaggio parlamentare. Abbiamo già visto cosa hanno prodotto in passato certe sintonie personali: per il Paese non è arrivato nulla. Anzi, sono arrivati perfino i dazi. Chiediamo un’informativa urgente in Parlamento. Meloni e Tajani vengano in Aula a spiegare con quale mandato intendono muoversi e quali impegni stanno assumendo a nome dell’Italia» è l’appello del capogruppo M5S al Senato Stefano Patuanelli. «Meloni non può portare il nostro Paese in quella specie di comitato d’affari: deve passare dal Parlamento», concorda Nicola Fratoianni di Avs. «Tajani dovrebbe sapere che Israele continua a bombardare e uccidere impunemente ogni giorno».

«La nostra posizione sul Board non è cambiata. Abbiamo una serie di interrogativi su diversi elementi contenuti nello statuto, in particolare sul suo mandato, sulla sua governance e sulla sua compatibilità con la Carta delle Nazioni Unite», aveva sottolineato pochi giorni fa un portavoce della Ue. E invece l’Italia aderisce, seppur da osservatore.

«La premier che difende la cultura Maga dalle critiche di Merz non solo ha ingolfato il presunto motore italo-tedesco ancor prima di partire, ma dimostra come la subalternità a Trump ci sta portando ai margini dell’Europa» denuncia Peppe Provenzano, responsabile esteri dei Pd. «La fedeltà a Trump conta di più della fedeltà a un principio costituzionale, per cui la partecipazione agli organismi internazionali deve avvenire in condizioni di parità con gli altri Stati e non di subordinazione».

«È indecente», s’indigna Dario Nardella, eurodeputato pd. «L’Italia partecipa a uno strumento geopolitico unilaterale di pressione. Composto per metà da regimi autoritari». «L’interesse nazionale – ragiona l’europarlamentare Sandro Ruotolo – coincide più che mai con un’Europa forte. Servono leadership che lavorino per l’integrazione non che contribuiscano a indebolirla». «Meloni è sempre più isolata in Europa. Sceglie di difendere il mondo dei Maga», sottolinea Angelo Bonelli dei Verdi. «È una scelta grave perché quella cultura ha alimentato razzismo, repressione dei migranti, uccisioni di cittadini pacifici e una visione muscolare e violente delle relazioni internazionali. Meloni ha trasformato l’Italia in un protettorato politico di Donald Trump. La mancata partecipazione alla Conferenza europea sulla sicurezza è il segnale di chi prende ordini da Trump. Siamo diventati un Paese a sovranità limitata, incapace di esercitare un’autonoma iniziativa europea se prima non c’è il consenso di Trump».

«Meloni ha fatto una scelta. Quella sbagliata, la parte avversa all’Europa», fa notare Carlo Calenda di Azione. «L’Italia è sempre più in mezzo al guado, isolata nella Ue, ai margini a livello internazionale e poco considerata dagli Usa di Trump», aggiunge il segretario di Più Europa, Riccardo Magi. «La partecipazione al Board è tecnicamente un cambio di regime. Mette il governo italiano fuori dal dettato costituzionale», sintetizza Arturo Scotto, capogruppo Pd in Commissione Lavoro.

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