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Celotto: “Serve una legge per aderire al Board. Dalla Carta due ostacoli”

ALFONSO CELOTTO GIURISTA 

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Il costituzionalista: “Se l’ente è consultivo non ci sono vincoli: se prende decisioni allora si passa dal Parlamento”
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ROMA – Professor Alfonso Celotto, costituzionalista, ordinario a Roma Tre, l’Italia che partecipa al Board of peace da osservatore viola comunque la Costituzione?

«Dipende. Questo Board è un tavolo di confronto o un tavolo che decide? Ancora non lo sappiamo».

Trump vuol gestire la Striscia di Gaza e non solo. Quindi decide.

«Se decide il Parlamento deve approvare una legge di recepimento dell’eventuale accordo, come prevede l’articolo 80 della Costituzione quando stabilisce che le Camere autorizzano con legge la ratifica dei trattati internazionali».

Quindi da osservatori al momento non confliggiamo con l’articolo 11 della Costituzione che impone eventuali limitazioni di sovranità a condizioni di parità»?

«Diciamo che al momento l’Italia da osservatore non ha vincoli apparenti. Però una volta che saranno prese delle decisioni deve rispettare i due binari previsti dalla Costituzione: l’articolo 11 sulla parità in caso di limitazione della sovranità, l’articolo 80 sul recepimento d…

ROMA – Professor Alfonso Celotto, costituzionalista, ordinario a Roma Tre, l’Italia che partecipa al Board of peace da osservatore viola comunque la Costituzione?

«Dipende. Questo Board è un tavolo di confronto o un tavolo che decide? Ancora non lo sappiamo».

Trump vuol gestire la Striscia di Gaza e non solo. Quindi decide.

«Se decide il Parlamento deve approvare una legge di recepimento dell’eventuale accordo, come prevede l’articolo 80 della Costituzione quando stabilisce che le Camere autorizzano con legge la ratifica dei trattati internazionali».

Quindi da osservatori al momento non confliggiamo con l’articolo 11 della Costituzione che impone eventuali limitazioni di sovranità a condizioni di parità»?

«Diciamo che al momento l’Italia da osservatore non ha vincoli apparenti. Però una volta che saranno prese delle decisioni deve rispettare i due binari previsti dalla Costituzione: l’articolo 11 sulla parità in caso di limitazione della sovranità, l’articolo 80 sul recepimento dei trattati».

Insomma, il confine è tra decisione e consulta?

«La nostra Costituzione è aperta alle organizzazioni internazionali che favoriscono la pace e la giustizia tra le nazioni in condizioni di reciprocità tra gli Stati. Ora se il Board decide ci toglie sovranità e quindi bisogna passare dal Parlamento. Se invece si limita a raccomandare di mandare dei soldati o contributi economici a quel punto lo Stato può fare quello che vuole senza toccare le proprie compatibilità costituzionali».

Che differenza c’è con l’Onu?

«L’Onu ha poteri di raccomandazione, direttivi, generali, e quindi una grande compatibilità con l’articolo 11 perché non sono poteri decisori. A differenza dell’Ue i cui atti sono immediatamente efficaci sul piano interno».

Quindi al momento siamo dentro a un’ambiguità?

«Sì, perché non abbiamo ancora capito quali sono i poteri di questo Board».

Il Quirinale deve essere coinvolto?

«Il Quirinale è stato sicuramente informato di fatto, e in diritto, e del resto il ministro Tajani domani riferisce alle Camere».

È per molti una sostituzione dell’Onu.

«Per certi versi può esserlo».

Il Board potrebbe essere compatibile con l’Onu?

«Dipende. Potrebbe rivelarsi soltanto una grande conferenza, una sotto riunione dell’Onu e a quel punto dovrebbe rispettare le regole Onu».

Però Trump non vuole scavalcare le Nazioni Unite?

«Forse vuole superare Franklin Delano Roosevelt nella storia? Se così fosse il Board sarebbe sostitutivo dell’Onu. Un’ impostazione alternativa dei rapporti internazionali».

Qual è il suo disegno?

«Trump forse ritiene che l’Onu non funzioni abbastanza bene, o vuol fare vedere che non funziona, dimostrando che lui è più bravo, perché così elude il diritto di veto del consiglio di sicurezza».

Meloni ritiene che siamo fuori dalla Costituzione, altrimenti non farebbe aderire il governo in veste di osservatore?

«La nostra Costituzione è chiara».

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