"Gli italiani hanno votato il centrodestra anche per questo, per ristabilire regole chiare e farle rispettare e il governo lo sta facendo con determinazione nonostante una parte politicizzata della magistratura continui a ostacolare ogni azione volta a contrastare l'immigrazione illegale di massa perché accogliere chi ha diritto è doveroso, rispettare le leggi italiane è indispensabile e chi non intende farlo non è benvenuto in Italia". Così in un video sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, a proposito della vicenda di un "cittadino algerino, irregolare in Italia, che ha alle spalle 23 condanne, tra le quali lesioni per aver picchiato una donna a calci e pugni", che "non potrà essere trattenuto in un cpr né trasferito in Albania per il rimpatrio. Per lui - dice la premier - alcuni giudici hanno stabilito addirittura non solo che non ci sarà un'espulsione, ma che il ministero dell'Interno dovrà risarcirlo con 700 euro per aver tentato di far rispettare un provvedimento di espulsione".
Il governo, assicura Meloni nel video social, continuerà con determinazione il proprio lavoro per rafforzare i rimpatri, per rendere più efficaci gli strumenti di contrasto all'immigrazione irregolare, per garantire sicurezza e legalità ai cittadini anche attraverso le iniziative che l'Italia sta portando avanti in Europa per procedure più rapide e rimpatri effettivi".
Repubblica nei giorni scorsi aveva dato la notizia del risarcimento di 700 euro al cittadino algerino per il mese illegittimamente trascorso nel cpr di Gjader riportando la sentenza del 10 febbraio scorso firmata dal giudice Corrado Bile del tribunale di Roma.
I fatti. Il 10 aprile scorso, il migrante in questione – un algerino di 50 anni, da 19 anni nel nostro Paese con compagna italiana e due figli – in quel momento era trattenuto al cpr di Gradisca d'Isonzo e viene improvvisamente trasferito. Gli viene comunicato che la sua destinazione è il cpr di Brindisi, invece (fascette ai polsi per tutta la durata del viaggio) viene portato in Albania. Glielo dicono solo 48 ore dopo il suo arrivo. Come molti altri, a Gjader presenta una richiesta di asilo, il suo legale Gennaro Santoro fa ricorso e il 9 maggio i giudici - come prevede la legge nelle more dell'esame della sua richiesta di asilo - dispongono la sia liberazione.
Da qui la richiesta di risarcimento del danno non patrimoniale subito, per la prima volta riconosciuta dal tribunale di Roma. Decisione ora contestata dalla premier con un nuovo attacco ai giudici.