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Spesa farmaceutica, il presidente Aifa a Schillaci: “Se vuoi risparmiare decidi tagli lineari”

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Continuano le polemiche, segnalate anche dal cda dell’agenzia del farmaco, sui medicinali. In una lettera al ministro alla Salute, Robert Nisticò si difende: “Arduo bilanciare gli interessi dei cittadini con il contenimento della spesa”.
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“Caro ministro, mi rimetto a misure di contenimento della spesa farmaceutica che vorrai indicarmi, ivi compresi tagli lineari sul prezzo per specifiche categorie di farmaci e/o interventi normativi volti a recepire gli strumenti di regolamentazione in corso di realizzazione”. Proseguono le polemiche, a colpi di lettere sui grandi aumenti della spesa farmaceutica di questi anni. Questa volta, a rispondere in modo preciso e pure un po’ piccato, è il presidente dell’Agenzia del farmaco Robert Nisticò.

Le due lettere precedenti

Partendo da una spesa che negli ultimi anni ha avuto aumenti mai visti, tra il 5 e l’8%, il ministro alla Salute Orazio Schillaci il 4 febbraio ha inviato una lettera allo stesso Nisticò e al direttore scientifico Pierluigi Russo per chiedere conto della situazione e invitare a mandare relazioni bimestrali sullo stato della spesa, oltre che spiegare quali sono le regole per l’individuazione dei farmaci innovativi e altre cose che al ministero dovrebbero conoscere. …

“Caro ministro, mi rimetto a misure di contenimento della spesa farmaceutica che vorrai indicarmi, ivi compresi tagli lineari sul prezzo per specifiche categorie di farmaci e/o interventi normativi volti a recepire gli strumenti di regolamentazione in corso di realizzazione”. Proseguono le polemiche, a colpi di lettere sui grandi aumenti della spesa farmaceutica di questi anni. Questa volta, a rispondere in modo preciso e pure un po’ piccato, è il presidente dell’Agenzia del farmaco Robert Nisticò.

Le due lettere precedenti

Partendo da una spesa che negli ultimi anni ha avuto aumenti mai visti, tra il 5 e l’8%, il ministro alla Salute Orazio Schillaci il 4 febbraio ha inviato una lettera allo stesso Nisticò e al direttore scientifico Pierluigi Russo per chiedere conto della situazione e invitare a mandare relazioni bimestrali sullo stato della spesa, oltre che spiegare quali sono le regole per l’individuazione dei farmaci innovativi e altre cose che al ministero dovrebbero conoscere. La lettera è uscita l’11 febbraio e successivamente è intervento il sottosegretario-farmacista Marcello Gemmato, che si è lamentato sempre in una lettera con Schillaci di aver saputo dai media dell’altra missiva e ha rimarcato che i vertici dell’Aifa sono stati scelti dallo stesso ministro.

Nisticò: “Perché si rendono pubbliche le note?”

Adesso arrivano le parole di Nisticò, che appunto conclude dicendo al ministro che se vuole si possono fare tagli lineari. Prima si lamenta anche lui, come Gemmato, del fatto che la lettera del ministro sia diventata di dominio pubblico. “Mi rammarica, innanzitutto, vedere violata la riservatezza della nota a tua firma e a me indirizzata, con ricadute negative in termini di immagine dell’operato dell’Agenzia che rappresento, e volta a individuare margini di intervento nell’ambito della governance che tu hai voluto e nominato e che, oggi più che mai, merita la tua fiducia”.

Il perché dell’aumento della spesa

Poi Nisticò entra nel tema spesa: “Converrai con me che il compito tanto arduo quanto delicato che sono chiamato ad assolvere impone il bilanciamento di interessi del pari rilevanti e costituzionalmente garantiti: da un lato, il diritto alla salute, dall’altro, la sostenibilità della spesa farmaceutica. Del resto, non c’è scelta più difficile dinanzi alla salute, spesso alla vita, di un paziente. Dietro ogni farmaco, dietro ogni decisione che siamo chiamati ad assumere, ci sono pazienti che attendono di essere curati. E non è solo un loro diritto, ma anche un nostro dovere garantire l’irrinunciabile diritto alla salute. L’analisi dei dati di spesa, sia pur nella massima trasparenza, non può né deve rappresentare un ostacolo o tantomeno limitare il diritto alla cura e all’accesso universale ai farmaci, specie in territori che già scontano il peso di profonde disuguaglianze strutturali e sanitarie”. Nisticò aggiunge che l’Aifa spesso si trova ad approvare “farmaci innovativi con meccanismi eziopatogenetici in grado di modificare il decorso di malattie, nonché di farmaci orfani per malattie rare e, da ultimo ma non per importanza, di terapie avanzate, come terapie geniche, che cambiano il corso della vita delle persone, in particolare di bambini. Non è un caso che la spesa farmaceutica è in costante crescita in gran parte dei Paesi occidentali, trainata principalmente dall’innovazione terapeutica, dall’invecchiamento della popolazione e dall’aumento delle malattie croniche, come tu stesso hai rilevato”.

Problemi segnalati anche dal cda

All’Aifa c’è una situazione di tensione, con litigi pubblici tra direttore scientifico e amministrativo, che nasce anche dal fatto che Nisticò, anche se presidente, è stato nominato dopo gli altri due dirigenti di vertice. Quindi non ha potuto scegliersi i collaboratori più importanti. E ora lo stesso presidente rivela che le difficoltà di rapporti sono state anche segnalate dalla Consiglio di amministrazione. Una cosa senza precedenti. "Da ultimo, caro Ministro, corre l’obbligo rammentare che, proprio in occasione delle polemiche interne all’Agenzia, menzionate nella tua nota, il Consiglio di amministrazione ti ha rappresentato la difficile convivenza tra i due direttori da te nominati, chiedendo il tuo autorevole intervento per consentire all’Agenzia di proseguire nel perseguimento della sua mission istituzionale”. Insomma, chi guida la farmaceutica in Italia si sta avvitando, insieme al ministero, in una spirale di polemiche e incomprensioni che non promette niente di buono. E non è solo una questione politica, visto che il prezzo dei farmaci, per l’appunto in continua crescita, incide pesantemente sui bilanci delle Regioni e quindi sulle tasche dei cittadini.

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