✕

Csm, Nordio a Mattarella: “Condivido le parole, mi adeguerò. Ma se mi danno del piduista reagisco”

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella con il ministro della Giustizia Carlo Nordio

 
Il ministro della Giustizia interviene dopo le parole del capo dello Stato al Consiglio superiore della magistratura
3 minuti di lettura

A poche di ore di distanza dall’intervento del capo dello Stato, Sergio Mattarella, al Consiglio superiore della magistratura, si fa sentire il ministro della Giustizia Carlo Nordio. Dice di condividere t”totalmente l'esortazione del presidente della Repubblica il quale, da custode della Costituzione, avverte l'esigenza di un rispetto vicendevole tra istituzioni, specie in un momento in cui i toni del confronto politico tendono ad esacerbarsi. Faremo la nostra parte nel mantenere la dialettica referendaria nei limiti di una contrapposizione sana, pacata e rispettosa, seppur nel convinto sostegno delle nostre ragioni", assicura il Guardasigilli. Per poi precisare: “Se si leggono le mie prime interviste, io ho sempre mantenuto il dialogo in termini contenuti – dice Nordio parlando con i cronisti a Perugia – Certo, ci sono stati dei momenti in cui ti hanno detto che eri piduista, revanscista e addirittura contiguo con la camorra o altro e allora qualche reazione magari c'è. Ma se, come auspico e come auspichiamo tutti, manteniamo il dialogo in un ambito civile, pacato e razionale, i toni si abbasseranno e finalmente ragioneremo sul contenuto della riforma", aggiunge.

Mattarella oggi è intervenuto per la prima volta in 11 anni per "sottolineare ruolo di rilievo costituzionale" dell'organo di autogoverno che non deve entrare in "controversie di natura politica". Poi la puntualizzazione: "Il Csm non è esente da difetti così come altre istituzioni" e invocando “rispetto” per il Consiglio che lui presiede. Nordio ha risposto immediatamente. "Conclusa questa fase polemica, cerchiamo di entrare in una fase di dialogo costruttivo che sia essenzialmente contenutistico – dice – Ci sono delle ragioni per essere critici nei confronti della riforma, abbiamo sempre sostenuto che ci sono delle ragioni migliori per sostenere la riforma. Io auspico che il dialogo venga mantenuto in questi termini", commenta Nordio parlando con i cronisti a Perugia. Aggiungendo: “Mi adeguerò. Cercherò di essere il più possibile aderente, come penso di essere stato in passato. Certe espressioni che ho usato non erano mie. Ho citato parole altrui ma diamo per conclusa questa fase polemica. Entriamo in una fase di dialogo costruttivo, che sia contenutistico. Ci sono delle ragioni per essere critici nei confronti della riforma e ho sempre sostenuto ce ne sono di migliori per sostenerla. Auspico che il dialogo venga mantenuto”, conclude il ministro della Giustizia. Che nei giorni scorsi aveva parlato di “sistema para-mafioso” nel Csm.

Le reazioni della maggioranza

Dopo Nordio, si fanno sentire altri esponenti della maggioranza condividendo tutti il richiamo del capo dello Stato. A partire dal ministro degli Esteri Antonio Tajani: “Tutti devono abbassare i toni, a cominciare dai magistrati che hanno incarichi di grande responsabilità, come il procuratore di Napoli Gratteri, che ha usato un linguaggio non consono al ruolo che ricopre”, dice il titolare della Farnesina giustificando il Guardasigilli che "ha ribadito frasi già dette da altri". A seguire il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera dei deputati, Galeazzo Bignami: “Importanti e significative le parole del presidente Mattarella che come sempre va ascoltato con grande attenzione. Come ribadito dal capo dello Stato l'impegno di tutti deve essere quello di favorire il dialogo tra le istituzioni sulla base del rispetto reciproco e soprattutto nell'interesse supremo del bene degli italiani. Interesse che, infatti, ci ha guidati nella riforma della giustizia, che a breve sarà valutata dal popolo italiano, e che riteniamo renderà più equa, credibile e libera da condizionamenti la magistratura stessa”.

Le reazioni delle opposizioni

Anche l’opposizione reagisce. "Il presidente della Repubblica ha tenuto oggi un discorso di altissimo profilo al plenum del Consiglio superiore della magistratura. Sono parole, le sue, che vanno ascoltate e per le quali va ringraziato. In particolare per aver ricordato il necessario rispetto reciproco tra le istituzioni per il bene del Paese”, commenta la segretaria del Partito democratico, Elly Schlein. La presenza questa mattina di Mattarella al Csm è "di alto valore simbolico che segnala un forte rigore istituzionale – sostiene il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte – Le polemiche, gli attacchi al Csm avevano superato il livello di guardia, addirittura avevano coinvolto il ministro della Giustizia, Nordio. C'è un invito da parte del presidente Mattarella a rispettare l'autogoverno della magistratura e un invito a tutte le istituzioni per abbassare i toni. Io - afferma ancora - anche ieri avevo invitato tutti ad affrontare questo referendum con serenità. Esponiamo le ragioni, noi del no, chi espone le ragioni del sì lo faccia con tranquillità. Vedo tanta agitazione, dobbiamo mantenerci lucidi e soprattutto pensare a informare i cittadini", conclude. Per il Pd parla il senatore Marco Meloni: “Le parole del capo dello Stato richiamano tutti al dovere di mantenere il dibattito referendario entro binari di correttezza e rispetto reciproco tra istituzioni, nel solco della separazione tra i poteri sancita dalla Costituzione. Dopo le accuse infamanti indirizzate nei giorni scorsi dai più alti vertici istituzionali all'organo di autogoverno della magistratura, anche oggi sentiamo di dover essere grati al capo dello Stato, augurandoci che il suo pressante invito sia accolto da tutti, pur nella legittima diversità delle opinioni”. E Beatrice Lorenzin, vice presidente dei senatori Pd, sui scoial scrive: “Mattarella ha richiamato con fermezza la necessità di rispettare il Csm e il ruolo che la Costituzione gli affida. Il confronto è legittimo. La critica è parte integrante della vita democratica. Ma chi rappresenta le istituzioni ha una responsabilità inderogabile: custodirle, non piegarle alla polemica quotidiana nè usarle come terreno di scontro. Il rispetto tra i poteri dello Stato è un dovere costituzionale: oggi il presidente lo ha ribadito con fermezza. Grazie”.

Leggi i commenti