Un aumento del contingente, con relative nuove assunzioni nelle forze armate, di almeno 100mila unità da qui al 2040 e, oltre alla leva volontaria, la creazione di una riserva permanente di 15mila unità «riattivando» tutte le strutture abolite della vecchia leva obbligatoria: dai controllo medici all’addestramento alla possibilità di ferma per 12 mesi (quest’ultima in prima battuta ancora volontaria). E, ancora, la previsione del quarto ramo delle forze armate: quello per la cybersicurezza, con la possibilità di assumere «personale ad alta specializzazione non militare».
A un mese dall’avvio dei lavori, il Comitato strategico insediato dal ministro Guido Crosetto ha completato i dossier preparatori al disegno di legge di riforma delle forze armate. «La p…
Un aumento del contingente, con relative nuove assunzioni nelle forze armate, di almeno 100mila unità da qui al 2040 e, oltre alla leva volontaria, la creazione di una riserva permanente di 15mila unità «riattivando» tutte le strutture abolite della vecchia leva obbligatoria: dai controllo medici all’addestramento alla possibilità di ferma per 12 mesi (quest’ultima in prima battuta ancora volontaria). E, ancora, la previsione del quarto ramo delle forze armate: quello per la cybersicurezza, con la possibilità di assumere «personale ad alta specializzazione non militare».
A un mese dall’avvio dei lavori, il Comitato strategico insediato dal ministro Guido Crosetto ha completato i dossier preparatori al disegno di legge di riforma delle forze armate. «La proposta — dicono dal ministero — recepisce l’indirizzo iniziale delineato dal ministro: una riforma complessiva e strutturale, di natura tecnica e operativa, volta ad adeguare lo strumento militare al mutato contesto geopolitico, rafforzandone capacità, resilienza ed efficacia». «Entro marzo verrà presentato il ddl e poi seguirà l’avvio dell’esame parlamentare, le forze armate sono state coinvolte», ha assicurato Crosetto.
Tre le direzioni della riforma: aumentare il contingente di forze armate, prevedere una leva permanente e non solo volontaria e ricostruire le strutture per consentire una chiamata veloce in caso di emergenze. L’obiettivo, come si legge nel documento che Repubblica ha potuto visionare e che è stato consegnato due giorni fa al ministro Crosetto, è quello di «realizzare un modello organico del personale militare pari a 275.000 unità dell’esercito, della marina e dell’aeronautica, in servizio permanente e in ferma prefissata, di cui 15.000 appartenenti a un contingente di riserva operativa in servizio permanente».
Ed è in quest’ultimo passaggio la novità più importante del lavoro fatto dal comitato ristretto. In soldoni la riforma non prevederà solo una leva volontaria di 7mila unità, ma anche un contingente di “riserva” stabile di altre 15mila unità. Il contingente stabile avrà una serie di incentivi, economici, e sarà subito richiamabile e continuamente seguito con visite mediche: in prima battuta ne farà parte personale al momento non utilizzato in maniera operativa e «militari congedati (obbligo permanenza di 5 anni, prorogabili a domanda)»: per loro saranno previsti «richiami addestrativi annuali per mantenimento della capacità operativa».
Il contingente volontario, invece, sarà reclutato tra «civili (25-35 anni)» con «ferma di 12 mesi prorogabile di ulteriori 12 mesi». Nel servizio volontario, e questa è una seconda novità, sarà prevista la possibilità di reclutare «cittadini stranieri regolari, residenti in Italia, per l’assolvimento di periodi di servizio volontario». Previsto un compenso che si dovrebbe aggirare intorno ai 6mila euro lordi all’anno.
Nel progetto di riforma elaborato dal comitato ristretto inserite nuove assunzioni anche per i carabinieri: con un «incremento pari a 2.600 unità complessive delle dotazioni organiche» e «un piano pluriennale di assunzioni straordinarie di 7.600 unità». Il costo per le nuove assunzioni delle forze armate a regime, arrivando dalle attuali 170 mila a 275 mila unità, si aggira intorno ai 7 miliardi di euro: la spesa complessiva per le forze armate passerebbe quindi da 8 a 15 miliardi di euro.
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