Congedi parentali paritari, la maggioranza prende tempo. Opposizioni all’attacco
di Serena RiformatoLa proposta sui congedi parentali approda in aula alla Camera. E lì, per ora, si ferma. Piccolo ritardo nell’iter, dicono dalla maggioranza. Un modo per far finire il provvedimento su un binario morto, secondo le opposizioni. Manca la relazione tecnica della Ragioneria sull’impatto economico del provvedimento: “Fondamentale per un testo che quota oltre 3 miliardi di coperture”, dice il presidente della commissione Lavoro Walter Rizzetto. Il Mef aveva quindici giorni di tempo per presentarla, ne sono passati trenta. “Sono stati impegnati con altri provvedimenti, in testa il Milleproroghe”, aggiunge il deputato di FdI. Intoppo burocratico che ha portato allo scontro in commissione. E dunque, ecco il progetto di legge in aula senza mandato al relatore. “Buttano la palla in tribuna”, è il commento del deputato dem Marco Furfaro.
Un passo indietro, i contenuti. Il provvedimento – a prima firma Schlein ma condiviso da tutte le opposizioni, Azione compresa – propone principalmente due grossi…
La proposta sui congedi parentali approda in aula alla Camera. E lì, per ora, si ferma. Piccolo ritardo nell’iter, dicono dalla maggioranza. Un modo per far finire il provvedimento su un binario morto, secondo le opposizioni. Manca la relazione tecnica della Ragioneria sull’impatto economico del provvedimento: “Fondamentale per un testo che quota oltre 3 miliardi di coperture”, dice il presidente della commissione Lavoro Walter Rizzetto. Il Mef aveva quindici giorni di tempo per presentarla, ne sono passati trenta. “Sono stati impegnati con altri provvedimenti, in testa il Milleproroghe”, aggiunge il deputato di FdI. Intoppo burocratico che ha portato allo scontro in commissione. E dunque, ecco il progetto di legge in aula senza mandato al relatore. “Buttano la palla in tribuna”, è il commento del deputato dem Marco Furfaro.
Un passo indietro, i contenuti. Il provvedimento – a prima firma Schlein ma condiviso da tutte le opposizioni, Azione compresa – propone principalmente due grossi cambiamenti: estendere il congedo di paternità dai 10 giorni attualmente previsti a 4 mesi; coprire la maternità con il 100% della retribuzione e non più l’80%.
Nonostante il quieto venerdì mattina, l’aula si accende. La deputata M5S Valentina Barzotti porta nell’emiciclo la vita reale: “Partecipo a questa discussione mentre sono in dolce attesa e con mio marito ci siamo chiesti cosa accadrà dopo, quando entrambi dovremo tornare al lavoro”. Una domanda che non graverà sulle spalle di entrambi: “Non poter gestire il carico di cura in maniera condivisa è una ferita per questo Paese”, conclude Barzotti. Sulla stessa linea il capogruppo di Avs in commissione Lavoro Franco: “I congedi parentali paritari sono modernità ma voi siete Dio, patria e della famiglia solo a modo vostro e fino ad un certo punto”.
L’omologo Pd Arturo Scotto elenca le prove di un metodo consolidato per portare i provvedimenti su un binario morto. “Ogni volta c’è una scusa inventata: e così il salario minimo è fermo in una delega al governo che al momento è desaparecida, la riduzione dell'orario del lavoro è bloccata in commissione Lavoro sull'incertezza della platea, cosa del tutto infondata”. Da ultimo, la revisione sui congedi parentali bloccata da un documento: “La relazione non è mai arrivata e non sappiamo se arriverà mai, ma è il classico modus operandi per affossare una proposta di legge”, insiste il dem.
“Arriverà”, garantisce Rizzetto. Pur ammettendo che dei dubbi ci siano anche nel merito, da parte della maggioranza: “Purtroppo – ragiona con Repubblica – l’opposizione non comprende che cinque mesi di congedo potrebbero mettere in difficoltà le piccole aziende, e questo merita una riflessione”. E conclude difendendo le iniziative dell’esecutivo: “Sino alla formazione dell’attuale governo nessuno si è mosso sui congedi”, controbatte. “Noi ce ne siamo occupati in tre leggi di Bilancio. Al netto del fatto che serve approfondire maggiormente sulla ricaduta sulle piccole e medie imprese, possiamo parlare delle premialità”.